UN MONDO PERFETTO

         

 

  

  

  

   

  

  

             

UN MONDO PERFETTO   (Letta 711 volte)

di k66

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Sezione:

Attori Atleti AltroCast Twilight

Genere:

Azione - Drammatico - Erotico - Horror

Annotazioni:

Crossover

Protagonisti:

Edward Cullen - Bella Swan - I protagonisti del manga City Hunter

Coppie:

Edward Cullen/Bella Swan (Tipo di coppia «Het»)

 

 

               

  


  

L’ORRENDO NULLA

Buona lettura! ^__^


  

Buio.
Nero, fitto, spesso…così denso da potersi tagliare a fette.
Non aveva paura del buio….il buio era suo amico.
Aveva dovuto stringerci un’alleanza già da tempo, da quando i suoi occhi avevano cominciato a defilarsi, e anche se non era ancora completamente cieco le ombre gli erano ormai fedeli compagne.
No, non era il buio a spaventarlo.
Era il resto.
Non sentiva nulla.
NULLA!
Non un suono, un odore, una sensazione tattile…
Il nulla assoluto…come se l’intero universo fosse sparito!
I suoi sensi erano stati annientati.
Come, perché?, si chiese annichilito, cercando di muoversi a tentoni, senza però avere nessuna percezione del suo corpo.
Era come se fosse addormentato…ma la sua mente era rimasta sveglia!
Il nome di Miki gli salì alle labbra ma non aveva nessun controllo dei suoi muscoli, per cui non era sicuro di niente.
Lo aveva urlato, oppure no?
E lei, poteva sentirlo?
Oppure era come lui, un’isola disperata naufragata nel mare del nulla?
Maledetto!
L’unica cosa che baluginava nel buio era quel malefico sorriso insolente.
Era l’ultima cosa che aveva visto e il ricordo era così nitido e preciso che quasi gli sembrava di averlo di fronte anche in quel momento.
Chi diavolo era quel ragazzo?
Era un vampiro, ormai aveva imparato a riconoscerli e ne era certo ma…perché stava facendo tutto questo proprio a loro?
Le domande si rincorrevano impazzite nella sua mente, senza trovare nessuna risposta plausibile.
Una sola cosa era chiara: la sua volontà di ucciderli era palese, spietata e ineluttabile…ma come difendersi in quelle condizioni?
Falcon tentò ancora di muoversi.
La cosa più difficile da vincere era l’inerzia, la sua stessa apatia: quel desiderio di abbandonarsi e di rinunciare a lottare era così insinuante e pernicioso…come quando ci si abbandona a un’anestesia.
Ma non voleva arrendersi, no!
Non poteva abbandonare Miki al suo destino…
Falcon lottò per muoversi, ostinatamente attaccato alla vita contro ogni logica.
Strinse i denti, o almeno cercò di farlo.
Fece appello a tutte le sue risorse, in un’ ultimo sforzo sovrumano.
Nemmeno si accorse di muoversi in modo disarticolato, finchè urtò violentemente contro una parete, stramazzando al suolo.
L’oblio della mente arrivò come una liberazione dalla sua prigione.

***

Miserabili, inutili, fragili esseri umani!
Avrebbe potuto schiacciarli come formiche senza nemmeno usare il suo dono, in un battito di ciglia ma…non avrebbero sofferto abbastanza, quei bastardi.
Voleva che provassero impotenza, paura, rabbia, disperazione…tutto in una volta, e tutto con la consapevolezza di non poter far nulla per reagire!
Incredibile pensare che quella specie di grosso pachiderma, lì disteso ai suoi piedi, indifeso e completamente in sua balìa, era riuscito a uccidere la sua sorellina!
Eppure non c’erano dubbi: la visione che Jane gli aveva mandato negli ultimi istanti della sua vita era inequivocabile!
Era partito subito per il Giappone senza nemmeno curarsi di parlarne con Aro, ma ci era voluto del tempo per rintracciare quell’uomo.
Ora finalmente c’era riuscito ma questo non gli avrebbe restituito sua sorella, purtroppo.
Alec scosse la testa, amareggiato.
Jane era l’unico essere per cui avesse provato sincero affetto, l’unica che sentisse vicina.
Nessun’altro contava per lui.
Obbediva ai Volturi solo perché gli conveniva, almeno per il momento, ma…un giorno se ne sarebbe liberato, e senza rimpianti.
Era stanco di essere un burattino di cui altri tiravano le fila.
Era stato molto cauto nel coltivare i suoi sogni di gloria, ben attento a difenderli dalla mente penetrante di Aro (anche se per fortuna si fidava di lui abbastanza da non sondare mai i suoi pensieri!), ma non li aveva mai accantonati del tutto.
Voleva essere padrone del suo destino, e voleva il POTERE.
Aveva sognato di dividerlo solo con sua sorella, ma quel sogno era stato infranto brutalmente.
Da quel miserabile umano!
Alec gli assestò con rabbia un potente calcio, ben sapendo che in quel momento il suo dono si ritorceva contro di lui perché l’uomo non avrebbe sentito nessun dolore, ma sentì lo stesso con soddisfazione il suono di un osso che si fratturava.
Lanciò un’occhiata distratta alla femmina, che stava brancolando alla cieca con un’espressione di terrore così profondo da alterarle i lineamenti.
Non era lei l’obiettivo della sua vendetta ma non l’avrebbe risparmiata, ovviamente.
Pietà era una parola che non conosceva.
Si avvicinò a lei senza fretta, quasi annoiato: il gioco era durato troppo a lungo, era tempo di concludere.
Fu allora che la donna gli spalancò gli occhi in faccia, incrociando il suo sguardo con lucida determinazione.
Lo vedeva!
Ma come..?!?!
L’unica che riusciva ad annullare il suo potere era….
“Ciao, Alec. Mi scuserai se non ti dico che sono lieta di rivederti…”
Bella Cullen!
L’odiosa vampira con il suo impenetrabile scudo mentale, capace di estenderlo attorno a sè…dannazione, che ci faceva lì?!?!
Alec si girò di scatto, ringhiando.
Non fu stupito di vedere al suo fianco l’alta figura del marito di Bella, Edward Cullen.
“Lascia perdere, Alec: non te lo lasceremo fare.” gli disse il vampiro in tono deciso, mentre con un cenno impercettibile segnalava a Miki di farsi da parte.
Miki obbedì a malincuore, portandosi dietro il bancone: non sopportava l’idea di lasciare Falcon esposto ma in quel momento non aveva scelta…si sentiva fisicamente distrutta.
“Perché? Che cosa vi importa di questi esseri insignificanti?”
Alec era guardingo: sapeva che con Bella presente il suo potere anestetizzante era fuori gioco e non era abituato a combattere veramente, senza contare il fatto che era in minoranza!
Doveva essere molto cauto, se non voleva fare la fine della sorella.
“Sono nostri amici, Alec; qualcosa che tu fai molta fatica a capire.” spiegò Bella con la sua voce più melodiosa.
“Amici! Siete ridicoli…Loro sono CIBO! I vampiri non devono mescolarsi con gli umani, può venirne fuori solo il caos!”
“E’ la tua opinione. Noi la pensiamo diversamente.” replicò Edward senza scomporsi e i loro sguardi taglienti si sfidarono al di sopra della testa di Bella.
I modi pacati di Edward esacerbarono la sua collera ancora di più; Alec la sentì crescere, come lava all’interno di un vulcano, finchè non riuscì più a controllarla.
“Quest’uomo ha ucciso Jane!” urlò con voce stridula.
Edward annuì.
“Per difendere sé stesso e i suoi amici. E’ stata legittima difesa!” tentò di ragionare ancora senza alzare la voce.
“Legittima difesa?! Stai scherzando, vero? Credi che mi importi qualcosa di loro, al punto di riconoscergli il diritto di lottare per vivere? LORO SONO NIENTE!”
Alec non attese la risposta di Edward e si slanciò velocissimo verso il corpo disteso e privo di conoscenza di Falcon, deciso a ucciderlo.
Miki urlò terrorizzata ma Edward fu più veloce e lo intercettò facilmente, bloccandogli le braccia con una presa dietro il collo.
Alec lottò per liberarsi ma l’altro non mollò la stretta e cominciò a trascinarlo lontano dal corpo ancora inerme di Falcon.
“Lascialo.”
Edward sibilò.
Accidenti, che sfortuna.
Demetri e Felix li avevano già trovati!
Alec si sganciò con una mossa agile e si affiancò ai due colossi suoi alleati, mentre Bella si avvicinò rapida al marito, assumendo una posa difensiva.
“A quanto pare, non ci avevi raccontato proprio tutto, Edward…” sogghignò Felix, felice di sentire odore di rivalsa.
Edward lo guardò freddo.
“No. Sapevo che non avreste capito, anche se la situazione era sotto controllo. Quello che è vero è che la morte di Jane è stata una fatalità.”
“Alec non pare molto d’accordo.”
Demetri sembrava tranquillo ma Edward notò il modo in cui si piegava leggermente, pronto a scattare.
“Ovvio. Jane era sua sorella.”replicò Bella insofferente.
“Comunque sia, questi umani non possono restare vivi. Non ora che sanno di noi!” decretò Alec duro e Demetri e Felix annuirono alle sue spalle.
La condanna era stata pronunciata.
“Siete con noi…o contro di noi?” chiese Felix sardonico, guardando Bella con intenzione.
“Lo sai già, Felix. Perché fai domande assurde?”
Felix scoppiò a ridere; con gli occhi che gli brillavano balzò rapidissimo addosso a Bella, che si scansò agilmente.
Demetri attaccò Edward, digrignando i denti e cercando di lacerargli il collo con i denti taglientissimi, ma Edward lo afferrò per un braccio e lo scagliò potentemente contro il muro, causando un rumore simile a quello di un tir che si scontra con un muro di cemento.
Bella non dimenticò mai di mantenere attivo il suo schermo protettivo, nonostante fosse impegnata nella lotta : Alec capì che non poteva perforarlo, ma non aveva importanza.
La persona che voleva colpire era comunque alla sua portata.
Mentre i duelli tra gli altri vampiri proseguivano implacabili e feroci, Alec si riavvicinò a Falcon.
Miki tremò di orrore ma si slanciò senza paura verso il marito per fargli scudo con il suo corpo.
Alec se ne liberò, scagliandola contro il bancone con un semplice gesto della mano.
Afferrò Falcon per il collo, le dita strette a tenaglia.
Falcon riprese conoscenza e cominciò ad annaspare, rosso in viso per il soffocamento.
Lo scudo di Bella aveva riattivato i suoi sensi ma le sue forze non erano sufficienti per contrastare quelle del vampiro, senza contare il fatto che era ferito.
Non avrebbe resistito molto, se qualcuno da dietro non avesse afferrato la testa di Alec e l’avesse fatta ruotare, staccandola dal collo con facilità: le mani di Alec allentarono automaticamente la presa, tendendosi alla ricerca della testa perduta.
“Ehi, Falcon, mi sbaglio, o avevi bisogno di me?”
La voce scherzosa di Emmett risuonò come dolci note di violino ai sensi di Falcon, finalmente libero dalla morsa.
Crollò a terra ansimando, portandosi la mano alla gola.
“G..r…a…z…i…e…” gracchiò rauco, tendendo una mano per farsi aiutare a rialzarsi.
Emmett la prese e lo tirò su.
“Sempre a tua disposizione, amico!”

***

“Fate le valigie. Dobbiamo partire, il più in fretta possibile!”
Furono queste le prime parole che Edward pronunciò quando tornarono a casa di Doc, dove tutti li stavano aspettando in fibrillazione.
L’aspetto malridotto di Falcon e Miki non lasciava dubbi sul fatto che li avessero salvati per un pelo.
Lo scontro era stato feroce e senza esclusione di colpi, ma alla fine avevano avuto ragione dei loro avversari, grazie soprattutto all’intervento tempestivo di Emmett, che Edward con grande intuito strategico aveva tenuto come carta di riserva.
Miki preferiva non pensare allo stato in cui era ridotto il suo locale, bruciato fino alle fondamenta nel rogo in cui avevano arso i pezzi dei vampiri, ma…ERANO VIVI!
Carlisle guardò sconfortato il figlio.
“Mi spiace, padre. Non hanno voluto sentire ragioni, abbiamo dovuto ucciderli tutti.”
Carlisle annuì, pensieroso.
“Sarà meglio cominciare ad avvisare i nostri alleati. La ritorsione dei Volturi non tarderà molto…Aro non è uno stupido, collegherà subito la nostra presenza qui alla sparizione dei membri della sua guardia.” continuò Edward dispiaciuto.
“Già fatto. Ho chiesto ad Alice di muoversi alla svelta e di rintracciare tutti quelli che poteva.”
“Bravo, Jasper, efficiente come sempre. Ora non ci resta che partire. Qualcuno vada a prendere Mick e Kazue, mancano solo loro. Non dobbiamo perdere tempo, ogni minuto è prezioso! Doc, vieni anche tu con noi?”
“Ti ringrazio, Edward, ma preferisco restare qui. La situazione promette di essere abbastanza bollente e io sarei solo d’intralcio.” rispose Doc, senza smettere di prendersi cura del braccio fratturato di Falcon.
“Beh, il lato positivo è che potremo finalmente rivedere Nessie!” osservò Bella con un sorriso stentato, così sconvolta da usare inconsapevolmente il nomignolo della figlia, anche se lo odiava.
Non l’avrebbe mai ammesso con Edward, ma era stata dura.
Un conto era allenarsi a lottare, un altro combattere sul serio e uccidere!
Probabilmente non ce l’avrebbe fatta se Emmett non le avesse dato una mano, e si ripromise che da quel momento avrebbe sempre rispettato di più quel suo fratello un po’ bambinone.
“Nessie?! Lo dicevo io, esiste anche il Mostro di Loch Ness! Ma non era in Scozia???” stava gemendo Ryo esasperato, mentre lei si era persa nelle sue riflessioni.
Il commento strappò a tutti una risata tranne che a Bella, che fulminò Ryo con il suo sguardo più feroce.
“Ryo, potrei dimenticarmi che sono “vegetariana”…” lo minacciò ringhiando.
Ryo alzò le mani in segno di tregua.
Però, che fine favolosa con questa splendida mora…
Il vaso di fiori gli arrivò sulla testa in un lampo, schiantandosi con assoluta precisione senza che Kaori muovesse un dito.
“Kaori, ma leggi anche tu nel pensiero?” le chiese Edward perplesso.
“Solo nella mente bacata di Ryo!” rispose secca, girando la testa sdegnosa.
Ryo si rialzò con una certa fatica, strepitando come un ossesso.
“Accidenti a te, Kaori, questo non vale, stai usando armi sleali, lo sai?!? E tu Edward, non potevi avvertirmi?!?”
“Potevo…ma non volevo!” ghignò Edward sardonico.
“Ryo, ma come farai a viaggiare in aereo?” chiese Miki perplessa, sollevando un problema rimasto latente ma ora primario.
Ryo impallidì mortalmente.
“Ehm…non so…forse…”
“Miki, pensi che l’ipnosi potrebbe funzionare?” propose Carlisle aggrottando le sopracciglia.
“Sì, forse. Quello, o una botta in testa!” disse sarcastico Falcon, mentre Doc stava finendo di sistemargli l’ingessatura.
“Vada per l’ipnosi!” si rassegnò Ryo al suo destino.
“Potresti anche restare qui. Non è necessario che tu venga…” disse incerta Kaori, il dubbio nei suoi occhi.
Ryo sentì la terra cedergli sotto i piedi: ancora la sua maledetta insicurezza!
“Che stai dicendo? Io vengo con te! Non si discute su questo, Sugar, dovessi seguirti a nuoto!”
Kaori non replicò.
Non c’era nulla da fare, quando Ryo era così determinato.




N.d.a.: Alcuni dei pensieri di Alec sono molto simili a quelli che ho attribuito a Jane nei capitoli a lei dedicati: l’ho fatto di proposito per sottolineare l’affinità tra i due gemelli.


     


                      





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