FanFiction City Hunter | Le verita' nascoste di Erel883 | FanFiction Zone

 

  Le verita' nascoste

         

 

  

  

  

  

Le verita' nascoste ●●●●○ (Letta 3640 volte)

di Erel883 

15 capitoli (conclusa) - 45 commenti - 10 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Un attore inglese chiede a City Hunter di proteggerlo da una fan squilibrata che minaccia di ucciderlo ma...è davvero lui il bersaglio??


  

Roma, Italia. Primi anni cinquanta.

L'Italia, appena diventata una repubblica, stava iniziando a risorgere dalle ceneri della seconda guerra mondiale.Una nuova gioia di vivere si stava diffondendo tra gli abitanti delle grandi città, sopratutto nella capitale, Roma, dove si iniziava a ritornare alle vecchie abitudini degli anni trenta: Feste, cene, teatro, cinema, musica, divertimento...Tutto stava risorgendo in grande stile..L'epoca de "la bella vita" era solo agli inizi...

Le famiglie aristocratiche, ormai decadute, iniziavano a far posto ai piccoli imprenditori che, grazie alle nuove mode importate dagli americani, erano diventati sempre più ricchi fino ad aquisire un grande prestigio tra la gente più potente della città...Ma come si sa, il genere umano non riesce mai ad essere pienamente soddisfatto dei suoi traguardi, e cerca in qualsiasi modo, anche utilizzando modi illegali, di raggiungere "l'Invincibilità"....



Tra le strade sempre più trafficate della capitale, un distinto signore si apprestava ad entrare nella hall di un lussosissimo Hotel di via Veneto: gli interni erano decisamente sontuosi, grandi drappi di velluto rosso coprivano per una buona parte gli enormi finestroni della sala d'aspetto, numerosi lampadari di swaroski invece illuminavano soffusamente il luogo facendo però mettere in risalto i magnifici dipinti di fine ottocento che tappezzavano le pareti di un elegantissimo giallo canarino. Le poltrone, anch'esse di velluto rosso, riempivano il locale insieme a delle piante importate dalle regioni africane e dell'america latina e a varie statue di un marmo di altissima qualità.

Il pavimento ricoperto da piastrelle di marmo rosa venato e ben lucidato, riflettevano il passo veloce ma celatamente impaziente di raggiungere un posto sicuro, del signore che si apprestava ad avvicinarsi al banco delle informazioni, situato vicino alle scale, anch'esse di marmo e anch'esse ricoperte da un tappeto di preziosissimo velluto rosso.



-Posso esserle d'aiuto signore?- l'uomo di fronte alla signorina della hall era davvero uno spettacolo: Alto, moro ma con due piccole fessure azzuro glaciale che rendevano ancor più affascinanti i lineamenti del viso che, anche se erano molto rigidi, rendevano deliziosamente attraente agli occhi femminili quella figura, preziosamente arricchita da un tailleur di puro lino nero gessato, accuratamente abbottonato sul addome che lasciava in vista una bellissima cravatta rossa di pura seta e un'altrettanto purissima camicia bianca. La signorina, abituata a uomini altrettanto eleganti ma decisamente più brutti o più vecchi, rimase piacevolmente stupita davanti a un uomo del genere, dato che in quel periodo se ne vedevano davvero pochi.



- Sto cercando il signor Armando Lotario...-



- Mi dispiace tanto signore, ma il sig. Lotario ha espressamente richiesto di non far accedere nessuno nella sua camera - lo interruppe immediatamente la dipendente dell'hotel, senza però lasciar trasparire nessun atteggiamento brusco.



- Ma...mi aveva dato appuntamento qui...dobbiamo discutere di una cosa di estrema importanza..- l'atteggiamento autoritario che aveva mostrato qualche minuto prima iniziò lentamente a lasciare il posto ad una specie di inquietudine, di cui però la signorina non se ne accorse.



- Se mi può dire cortesemente il suo nome, potrei vedere se è presente sulla lista delle persone da lasciar passare...-



- Sì, certo...sono il sig. Giorgio Alberghini -

- Attenda solo un istante..- e la signorina iniziò a consultare le varie liste presenti sul suo grande librone, senza però avere risultati soddisfacenti.



.- Ma ha controllato bene?? E' praticamente impossibile che io non ci sia, la prego controlli meglio!! - iniziava davvero a lasciar fuoriuscire tutto il suo nervosismo.

- Mi dispiace, lei non è presente sulla lista e non posso lasciarla passare - era pur certo però che non si poteva essere così bruschi con dei clienti così facoltosi e per di più così affascinanti, e quindi la signorina cercò di essergli ancora d'aiuto, cosa che però non avrebbe di sicuro fatto con un altro cliente:



- Se proprio è così sicuro di avere un appuntamento con il signore, potrei telefonargli...può darsi che ci sia stata un' incomprensione e ...-



- Sì la prego, chiami subito!! E' di vitale importanza!- tutta la sicurezza che aveva in corpo era ormai scomparsa del tutto.



- Se può attendere ancora qualche minuto...- e si accomodò pesantemente su una delle poltrone di velluto rosso.



Tante persone passarono davanti ai suoi occhi, ma non riuscì a vederne neanche una, mille pensieri iniziavano ad occupargli la testa: " E se abbia cambiato idea?? O mio Dio come farò se non vorrà più concedermi il suo aiuto?? Ma d'altra parte converrebbe anche a lui perchè con tutti i soldi che guadagnerei allargando all'estero la mia azienda, potrebbe ritornare utile anche ai suoi piani e..."



- Signor Alberghini - ad interrompere il flusso dei suoi pensieri era stata la stessa signorina che aveva distrutto tutta la sua sicurezza. - Mi dispiace enormemente, ma c'è stata, come temevo, una piccola incomprensione con il signor Lotario..la stava aspettando proprio come mi aveva riferito lei...stanza 106, 5° piano - .



Interiormente sollevato dalla notizia, si dimostrò molto seccato per tutto il tempo che quella "piccola incomprensione" come la chiamava lei, gli aveva fatto perdere. La signorina ormai aveva assunto in viso un colore rosso acceso che si intonava con il preziosissimo velluto di cui era tappezzata la hall e non riusciva a smettere di scusarsi.





Lasciò la signorina immersa nelle sue scuse e si allontanò elegantemente per le scale.







Non riusciva ancora a spiegarsi il perchè aveva preso le scale invece dell'ascensore: anche se le scale erano comode, cinque piani erano sempre tanti...Forse era solo un sistema per scaricare la tensione accumulata in quei giorni d'attesa...



Arrivato davanti alla stanza 106, trovò la porta leggermente socchiusa, e improvvisamente un dubbio atroce lo paralizzò: "Voglio davvero mettermi in affari con un uomo così potente?" troppo potente per i suoi gusti...con tutta l'autorità di cui godeva quel tizio, non avrebbe esitato a rendergli la vita un inferno, se qualcosa nei suoi piani fosse andata, per qualche assurda casualità, storta...valeva davvero la pena rischiare così tanto? In fondo, anche con la sua impresa che agiva su tutto il territorio dell'Italia centrale e meridionale riusciva a guadagnare una fortuna che davvero in pochi potevano vantarsene...certo però...riuscire ad estendere la sua impresa in tutt'Italia, anche in Europa, fino a raggiungere perfino l'America era davvero una proposta allettante..d'altronde solo quel signore che stava per incontrare poteva riuscire a far realizzare le sue ambizioni...era certo che da solo non ci sarebbe mai riuscito anche se sarebbe vissuto 200 anni! Fu proprio quest'idea che gli fece prendere tutto il coraggio che aveva in corpo per chiedere il permesso ed entrare finalmente in quella camera...





Appena entrato non riusciva nemmeno a chiudere la porta dietro di se a causa dello shock appena subito: non aveva mai visto tanto lusso in soli 100 metri quadrati di stanza! Ai suoi occhi, neanche la hall dell'albergo era così lussuosa anzi, paragonata a quella suite, sembrava uno di quei motel fatiscenti presenti nella periferia della capitale!...Non ebbe il tempo di analizzare tutti i costosissimi mobili e soprammobili presenti nella stanza che il sig. Lotario, intento a guardare fuori dal finestrone, si mise a fare "gli onori di casa":



- Caro Giorgio, la stavo proprio aspettando da un bel pò ormai...pensavo che avesse rifiutato di mettersi in affari con me! -



- Oh no si figuri sig. Lotario, non sarei mai e poi mai mancato ad un appuntamento di affari così importante come questo! - Il signore davanti a lui era davvero inquietante, anche se dall'aspetto non si sarebbe mai detto: non era alto, anzi, al signor Alberghini sarebbe di sicuro arrivato all'altezza della spalla. Era un omone più largo che lungo a causa della sua stazza enorme; era pelato, o almeno così sembrava a causa dei pochi capelli bianchi rimasti sulla sua nuca, con le rughe che ormai avevano riempito interamente il suo volto, su cui era perennemente stampato un sorriso larghissimo che,secondo chi lo conosceva bene, nascondeva qualcosa di malvagio e spietato...era proprio quel sorriso a mettere in soggezione il sig. Alberghini..



- Ho appena finito di leggere il bilancio dello scorso anno della sua azienda, Giorgio - disse rivolgendo lo sguardo al signore in questione e dirigendosi verso un tavolino da caffè poco distante dal divano su cui era seduto il sig. Alberghini - E devo dire che la sua attività mi ha davvero sorpreso! Solo dopo 3 anni dall'apertura del suo primo edificio industriale a pochi chilometri da Roma, è riuscito ad estendere in tutta l'Italia centrale e meridionale la sua rete di industrie e...incredibile! - disse con aria di sincera sorpresa sfogliando quel fascicolo:



- C'è stato addirittura un incremento dell'utile pari al 2,3% dal bilancio di 2 anni fa...Se continua di questo passo, grazie naturalmente al prezioso aiuto che io sarò lieto di porgerle, la sua impresa si estenderà rapidamente in tutta l'Italia settentrionale, varcando i confini nazionali e ad estendersi in Francia, in Spagna, in Inghilterra e addirittura negli STATI UNITI - per convincerlo ancora di più, iniziò a sillabare le lettere di quest'ultima nazione.



-Però, come ben saprà caro vecchio mio, non si da mai niente per niente, quindi anch'io vorrei guadagnarci "qualcosina" da questo affare..- il sig. Alberghini già stava tremando pensando a quale proposta impossibile gli stesse mettendo davanti.



-Lei saprà quanto si siano arricchiti durante la seconda guerra mondiale i produttori di armi che venivano vendute alle contro parti, vero?- lo sapeva fin troppo bene il sig. Alberghini, perchè anche il suo potenziale aiutante si era arricchito smisuratamente con quella sanguinosa guerra.



- Penso anche che lei saprà come costi caro il metallo per la fabbricazione delle armi oggi giorno, d'altronde lei si occupa di raffinamento dei metalli pesanti no? - il pover'uomo iniziò a deglutire pensando alla possibile proposta.



- Ebbene, se accetterà il mio aiuto, lei dovrebbe solamente vendere a me varie quantità di metallo a mio piacimento ad un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello stabilito dal mercato...- ed ecco qui, la proposta era stata avanzata. Il sig. Alberghini ne rimase sorpreso: sinceramente si aspettava qualcosa di più difficoltoso ed illegale da realizzare.... La sua proposta invece era accettabile dato che i futuri guadagni avrebbero di sicuro ricompensato, se non addirittura SUPERATO, i soldi che avrebbe perso vendendo del metallo a prezzo bassissimo al sig. Lotario..



Non ci pensò nemmeno due volte e firmò il contratto che gli aveva messo sotto il naso il sig. Lotario...non sapeva che stava firmando un accordo con il diavolo in persona...



     


                     





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