FanFiction Cinque Samurai | La leggenda della Croce di Recca | FanFiction Zone

 

  La leggenda della Croce

         

 

  

  

  

  

La leggenda della Croce ●●●● (Letta 986 volte)

di Recca 

6 capitoli (in corso) - 1 commento - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCinque Samurai

Genere:

Avventura - Azione

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Dopo la lotto contro il demone Arago, i 5 samurai conducevano una vita serena nella grandissima villa di Nasty. Tutto sembrava essere tornato alla normalita per almeno tutti i 5 ragazzi, fino a che....


  

Era un giorno di pioggia, le nubi erano alte e grigie e il vento altissimo. Nasty cucinava mentre Shu, Shin, Seiji e Touma guardavano la partita di calcio in tv. A metà tempo Seiji si alzò e andò in cucina acanto a Nasty, che in quel momento leggeva una rivista se pur mezza addormentata.
"Perché sei qui da sola? Non ti va di venirci un po’ accanto? E` vero che il calcio non ti piace, ma beh..."
Nasty sorrise e si alzò per spegnere il forno e portare in tavola i piatti.. Lui l`aiuto con i bicchieri e aggiunse: "Fai cosi tanto per tutti noi, dovresti riposare un po`"
"Non preoccuparti Seiji, lo sai che non mi annoio e poi con questo tempaccio non è che ti viene voglia di fare tanto."
"Gia, non smette da una settimana oramai. Quando smette dovremmo uscire un pò, ti va?"
Ma lei non rispose e continuò a preparare i piatti e lui rimase zitto per un po’. Poi, quando lei stava per riempire il sesto piatto, lui le parlò, esitando,
"Nasty... Rio è uscito."
"Cosa? Con questo tempaccio? Dov’è andato?"
"Sai com’è, non ci ha dato nemmeno spiegazioni: si è stufato ed è uscito."
Lei allora lasciò il piatto e non disse niente, rattristando Seiji che prese due piatti e li portò ai ragazzi. Lei lo seguì con gli altri due e mentre stava per uscire Shin le parlò, capendo Seiji che non si sedette nemmeno perché ovviamente sperava che lei gli avrebbe fatto compagnia.
"Nasty, vieni a mangiare accanto a noi, vero?"
"Beh ragazzi io..."
Lei li guardò confusa, ma poi cercò di farsi forza e aggiunse un sì con la testa, risollevando il morale di Seiji che sorrise a Shin quando lei uscì per ringraziarlo. Shu colse il loro sguardo e sorridendo parlò sotto voce, facendo in modo di non farsi sentire da Nasty ma bensì dai suoi amici, facendo arrossire Seiji.
"Il nostro Don Giovanni è contento, adesso!"
Touma e Shin sorrisero e Seiji li guardò arrabbiato, ma si ricomposero tutti non appena Nasty entrò con il suo piatto. Lei comunque si sedette da sola, spezzando il cuore di Seiji che si era seduto da solo giusto per starle acanto. Poi lei guardò verso Shin con il quale parlava senza difficoltà, con lui si sentiva un pò più a suo agio.
"Shin, non hai idea di dove sia andato Rio, vero?"
"Beh no, mi spiace. Vedrai che sarà qui a momenti: è inutile preoccuparsi per lui, sappiamo come è fatto."
"Gia, Rio odia la compagnia. A volte mi fa arrabbiare, ma è fatto così!"
E tutti erano d’accordo con Touma, persino Nasty. Mangiavano in silenzio nonostante il tentativo di Shu di rallegrare la stanza, quando all’improvviso un terribile tuono colpì tutta la città e andò via l'elettricità. Come se non bastasse, i tuoni continuarono uno dopo l’altro e i ragazzi erano convinti che non fossero dei tuoni normali. I rumori erano veramente terribili e facevano venire i brividi. Nasty andò subito a controllare dalla finestra e fu fortunata ad essere seguita da Seiji, che notando un fulmine che era diretto proprio verso il vetro della finestra la spinse giù e grido agli altri di abbassarsi.
E quando i ragazzi si alzarono da terra seguendo il consiglio di Seiji di stare lontano da vetri o finestre, tutto era in rovina e il fulmine aveva bruciato letteralmente tutto ciò che aveva trovato sulla sua strada. Fuori si sentirono urla di persone. L'intero paese era in un caos totale. Gente che correva, chiunque fosse in auto uscì, perché i motori prendevano fuoco e non c’era elettricità. E Tokyo era coperta da nuvole grigie e tuoni che si abbattevano su tutto e tutti. Poi, dopo quella che sembrava un’eternità, i battiti dei tuoni si fermarono. Finalmente tutti potevano vedere i danni fatti. Dappertutto c’era distruzione e pochi furono i fortunati a non aver avuto danni alle proprie case o alle proprie macchine.
Non appena il pericolo fu lontano, i ragazzi uscirono per provare a capire qualcosa e fu Touma a notare Rio vicino al porto. Tutti i ragazzi si recarono verso di lui che con indosso l'armatura aveva appena finito di combattere. I ragazzi rimasero a guardare i nemici sorpresi, erano strani e per niente umani. Avevano forma umana ma gli occhi erano grandi e sembravano di vetro. Indossavano una strana vestaglia di colore marrone. I ragazzi lo raggiunsero in silenzio, guardando sia verso il loro amico che verso le rovine di quelli che dovevano sembrare i loro nuovi nemici, che a poco a poco si stavano disintegrando uno dopo l’altro. Rio sembrava aver riportato delle ferite e Nasty lo raggiunse, preoccupata.
"Tutto bene, Rio?"
"Sì, non ho niente. Ragazzi, sembra proprio che abbiamo delle visite!"
"Già, tutta la città è in rovina. Hai avuto delle informazioni, o niente?"
"Ho provato, non danno indicazioni. Mi spiace, ragazzi."
E seppur Rio cercava di nascondere il dolore che portava alla spalla, Seiji se ne accorse e, avvicinandosi a lui, gli prese la sfera di mano e la utilizzò per far smontare l'armatura di Rio. Poi lo toccò la spalla. Rio rispose subito al dolore e la ferita era infiammata. Seiji ne era alquanto stupito, cosi come tutti gli altri.
"Accidenti amico, ha penetrato l'armatura. Non credo siano da sottovalutare."
"Infatti, mi hanno dato un gran bel da fare e erano solo cinque. Menomale che c’era Byauken."
"Sì, ma ora tu ti fai curare. Non dovevi uscire da solo!
Avevi avvertito qualcosa, scommetto!”
Rio rise alla serietà di Seiji. E quest’ultimo, capendo che aveva avuto ragione a riguardo, lo schiaffeggiò forte lasciando stupiti tutti, soprattutto Rio.
"Tu sei pazzo, amico. Credevo fossimo in cinque, vuoi sempre fare l’eroe, vero? Adesso goditi il dolore."
E così dicendo, Seiji lo spinse e si allontanò da lui, andando a studiare il poco che rimaneva dei nemici. Nasty lo guardò arrabbiata e andò ad aiutare Rio, che ancora sconvolto non si muoveva nemmeno.Anche Shin si avvicinò a lui e anche lui era un pò in collera seppur lo mostrasse meno.
"Dovevi dircelo, non puoi essere sempre cosi presuntuoso. Ci dici cosa avremmo fatto se ti fosse capitato qualcosa? Dovresti saperlo che senza uno solo di noi gli altri non valgono niente!"
Ma Rio non rispose e abbassò lo sguardo. Seiji era in ginocchio accanto ad uno dei nemici, studiandolo. Dopo un pò si rigirò verso Shin e gli parlò, ignorando completamente Rio.
"Shin, vieni un pò a guardare questo! Tu ci puoi capire un pò meglio."
Touma, che era accanto a Seiji, gli fece un segno positivo con la testa, essendo d’accordo con Seiji e Shin. Quindi gli andò subito accanto, seguito da Shu. Nasty cercava di parlare con Rio, ma lui neanche la ascoltava. Guardando verso i suoi amici si sentì un pò solo e incapace. Come se non bastasse, si sentiva in colpa per non aver colto nessun tipo d'informazione. Ma lui, ripensandoci, non era come Seiji o Touma che possedevano un’intelligenza senza confini..

Quella sera i ragazzi dormirono nella cantina, al sicuro dai fulmini. Nasty era rimasta con Seiji nel laboratorio e Rio sentiva e risentiva nella sua mente le parole arrabbiate che l’amico gli aveva detto quel pomeriggio, e non riusciva a dormire. Stava per uscire ma poi ci ripensò, e sospirando si sdraiò contro il muro. Pensava. E si sentiva prigioniero dei suoi pensieri e del fatto di non potersi nemmeno muovere liberamente.
Il giorno dopo fu svegliato da Shu e fu sorpreso di essersi addormentato senza nemmeno accorgersene. Si accorse di non poter muovere il braccio destro ma non disse niente, anche perché non voleva risentire le prediche di Seiji e Shin. Non aveva nemmeno fame, ma questo non era niente di nuovo per i suoi amici. Notò Nasty che lo guardava preoccupata e lei non riuscì a non dirgli niente.
"Non mangi neanche oggi? Se continui così ti ammali e poi hai bisogno di vitamine per far rimarginare quella ferita."
Rio aveva voglia di sospirare e dirle di lasciarlo in pace, ma sapeva che lei era solo preoccupata per lui, così cercò di mangiare qualcosa in silenzio. Non aveva nemmeno la forza di guardare verso i suoi amici per paura di leggere in loro la rabbia. Shin sembrava capire i suoi pensieri e quando, dopo che tutti avevano fatto colazione, uscirono dalla cucina lui rimase lì di proposito e gli andò accanto.
"Senti Rio, c’è qualcosa che ti preoccupa, giusto?"
"Sto bene, Shin."
"Lo spero. So che non sei il tipo da confidarti, ma se hai bisogno di aprirti con qualcuno sono sempre a tua disposizione. Lo sai che non svelo niente a nessuno. Se continui a tenerti tutto dentro non risolvi niente, amico."
"Grazie Shin. E’ difficile, vedi, è una cosa alla quale penso da anni.. Non può aiutarmi nessuno, e nello stesso momento non posso fare a meno di pensarci. Perdonami se puoi, ma è un pò troppo personale e complicata."
All’inizio Shin non disse niente, attendendo che fosse lui a dire qualcosa. Ma poi gli toccò la mano e lo guardò, convinto di ciò che diceva.
"Guarda che ti conosco da dieci anni ormai e non c’è molto che mi puoi nascondere. Non hai ancora tolto dal tuo cuore l'avvenimento di otto anni fa, vero? Non hai perdonato Kaoso?"
E Rio rimase a guardarlo. Non sapeva cosa dire, nè da dove cominciare. Non poteva neanche immaginare che il ragazzo se lo ricordasse ancora. Shin lo capì e con un sorriso rassicurante riprese a parlare.
"Amico, non puoi continuare a vivere nel passato. Lo sai che lui lo fece per il tuo… anzi, per il vostro bene. Mettiti il cuore in pace, perché se continui cosi finirai per impazzire."
Rio lo guardò per un pò, poi si alzò deciso e gli parlò con gentilezza seppur con decisione. Ed era ovvio per lui che Shin, anche se tentava, non lo avrebbe mai potuto capire. E poi questi strani presentimenti che stava avendo ultimamente non li sapeva neanche spiegare a se stesso, figuriamoci agli altri. Il passato lo tormentava più che mai e neanche lui sapeva il motivo, forse era in un periodo un po’ troppo delicato. Quella era l'unica spiegazione che sapeva darsi.
"Grazie per il tuo aiuto, ma credimi non ce l’ho mai avuta con Kaoso. Il resto è una cosa che posso risolvere solo io e a modo mio. Per quanto tu creda di conoscere tutto di allora, mancano ancora alcuni particolari. Non preoccuparti per me, saprò risolvere tutto da solo."
Shin stava per parlare, quando di nuovo dei tuoni cominciarono a sentirsi e i due, insieme agli altri, uscirono con cautela in strada da dove potevano cercare di capire meglio cosa stesse succedendo. Nasty era gia giunta alla conclusione che i guerrieri con i quali si era imbattuto Rio il giorno prima potevano aver avuto a che fare con i tuoni. E mentre i ragazzi osservavano con attenzione l’impatto dei tuoni a Rio parve di vedere un petalo di rosa che cadeva da una certa distanza e incuriosito stava per recarsi al posto, ma fu subito trattenuto da Shu. Comunque non lo sentiva, perché si concentrava sui petali. Gli sembrava che gli altri non li notassero neanche, ma ora lui era certo che non si trattava di un’illusione. Poi dalla direzione da cui provenivano notò una scintilla di saette e fece segno ai suoi amici. Subito dopo ci fu un’esplosione in aria e, appena il fumo sparì, dei guerrieri con delle strane vestaglie marroni apparvero. Erano in tanti e tutti si recavano verso di loro con agilità. I quattro Samurai indossarono subito le loro armature ma Rio, che ancora cercava di capire qualcosa, non aveva neanche pensato all’armatura. Seiji lo prese di proposito, perché lo tiro dal braccio che tanto gli faceva male e Rio, essendo preso di sorpresa, si gettò a terra toccandosi la spalla. Seiji, che non aveva avuto la minima intenzione di ferirlo, si sentì in colpa e all’improvviso un colpo venne lanciato verso di lui. Il colpo di petali era quasi invisibile e solo Rio riuscì, non sapendo neanche lui come, a notarlo e alzandosi di furia spinse Seiji con lui a terra appena in tempo, perché` il colpo subito dopo colpì un muro e o sprofondò. Rio si alzò e ancora con fatica aiutò Seiji ad alzarsi. Seiji si sentì strano dal fatto che Rio aveva visto qualcosa che lui invece non aveva neanche sentito. Di solito avvertiva sempre per primo gli attacchi dei nemici. Ma ancora di più si sentiva in colpa verso Rio che, seppur si facesse forza, sentiva il dolore alla spalla.
"Stai bene, Rio? Non volevo..."
"Non ci pensare, lo so. E’ colpa mia, scusami. Ora ci tocca lottare, però."
E, seppur ancora confuso, Rio indossò la sua armatura e cominciò a combattere insieme ai suoi amici seppur ancora, e più di prima, era come se stesse cercando qualcosa. Ma gli strani petali visibili solo ai suoi occhi sembravano essere scomparsi del tutto e al solo pensiero il suo cuore ne era disperato. Ciò nonostante, cercò di dare il suo meglio nella lotta perché lui solo sapeva che, seppur i nuovi nemici non sembrassero tanto forti, i loro poteri potevano essere micidiali e concentrandosi nella lotta cercò di parlare ai suoi amici.
"Ragazzi, fate attenzione a non essere colpiti! I loro colpi penetrano il materiale delle corazze."
Touma, che era alquanto lontano, esclamò: "Dobbiamo ricorrere all’armatura bianca se vogliamo batterli."
Ma Rio non diede il tempo agli altri di parlare, perché rispose subito.
"Non provateci nemmeno, se stiamo senza energie andrà peggio. Non fatevi colpire da loro. E’ pericoloso, ragazzi. Non sono cosi deboli."
"E allora cosa proponi di fare? Non possiamo continuare cosi."
"Shu dammi ascolto. Poi ti spiegherò. Per favore, ragazzi, per una volta datemi retta."
Rio lottava con tutto se stesso cercando di dare loro l'esempio di lottare e per evitare loro di aiutare lui per trovarsi poi in pericolo in prima persona. E seppur all’inizio i ragazzi avessero dei dubbi a riguardo, cercavano di fare come gli era stato detto. Lottarono con tutto il loro potere cercando di evitare i essere colpiti e dopo tante fatiche riuscirono a sconfiggere tutti i soldatini. Per un po’ nessuno di loro parlava e prendevano fiato, poi si tolsero le armature e Rio fece un paio di passi avanti, ancora guardando verso il punto dal quale aveva notato i petali. Ora che le nubi erano scese, notò che probabilmente provenivano da sopra un enorme edificio televisivo. Voleva recarsi lì, ma i ragazzi capendo le sue intenzioni lo chiamarono e Seiji, cercando di attirare la sua attenzione, gli parlò, avvicinandosi un pò a lui.
"Mi spieghi come hai fatto a capire che venivo colpito? Nessuno di noi ha visto il colpo, tu guardavi verso la direzione da prima e ancora ora. Che hai visto, chi?"
Rio pensava tra sé "Sara` veramente lei? E se si, perché ha attaccato Seiji? Non vorrei che...no, lei non tradirebbe mai il clan di Kaoso....E’ tutta colpa mia."
"Rio...?!"
“Seiji io non ho visto nessuno, credimi, è solo una sensazione…tutto qui. La stessa dell’altra volta. Lo so che è difficile da credere, ma per favore fidatevi di me."
Seiji non sapeva che dire, desiderava capire come fosse stato possibile che Rio avesse avvertito qualcosa che lui invece non aveva sentito, ma esitò. E Rio, capendo i suoi dubbi, non sapeva cosa dovesse dire loro per convincerli. Dopotutto, non sapeva neanche lui come gli venivano in mente certe cose. Shin notò però sul muro colpito dal colpo diretto a Seiji una petalo e, seppur non fosse certo al cento per cento, riuscì a capire un pò il comportamento e la confusione di Rio. Avvicinandosi a lui, gli toccò la spalla con cautela sapendo che era ferito,
"Certo che ci fidiamo di te, amico. Ragazzi, ora dovremo cercare di capire qualcosa su questa nuova minaccia e credo abbiamo bisogno di trovare un modo per evitare i loro colpi. O altrimenti vedere come rinforzare le nostre vestigia."
"Ma com’è possibile? Come potremmo aggiustare ulteriormente le nostre armature?!"
"E invece è possibile, Shu. Ieri io e Shin abbiamo raccolto un po’ del veleno generato dai loro corpi e con i dati delle vostre armature abbiamo scoperto che potete migliorare le difese, giusto Shin?"
"Si Nasty. Ragazzi, sarà meglio per prima cosa trovare un posto sicuro e discutere un pò."
Seiji guardo un po’ invidioso verso Shin, che non gli aveva parlato della sua scoperta ma poi si calmò nel notare lo sguardo perso di Rio. Era certo che qualcosa lo turbava e anche che Shin ne sapeva qualcosa a riguardo. Poi si avvicinò a Rio.
"Ti fa ancora male la spalla?"
"Un po’, Seiji, ma passerà. Se esiste veramente un metodo per proteggerci dai loro colpi, allora ragazzi vediamo di sbrigarci perché ci potrebbero riattaccare in men che non si dica."
E allora i ragazzi partirono per un posto un pò lontano dalla città e si recarono in un museo d’antichità, secondo il parere di Nasty. Guidava Touma, mentre Nasty spiegava loro il piano, soprattutto a Seiji che lo capiva un pò di più. Rio, invece, galoppava Byauken e la tigre rallentò il passo, conscia del fatto che il ragazzo piangeva, e lui proprio odiava farlo davanti agli altri.

Ma cosa tormenta Rio a tal punto da disperarlo? Cos’è` che con tanto orgoglio nasconde a tutti loro? E soprattutto, cosa in quel momento mentre lui galoppava la sua tigre lo osservava?

TO BE CONTINUED

     


                     





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