FanFiction X - Clamp | Hope di Recca | FanFiction Zone

 

  Hope

         

 

  

  

  

  

Hope ●●●●● (Letta 1249 volte)

di Recca 

1 capitolo (conclusa) - 2 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaX - Clamp

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Questa ff e` un fine diverso che ho sognato su X. Spero vi piaca;)


  



Ciao a tutti i lettori. Vi avverto, questa è un’ idea folle proveniente da un mio sogno. Non potevo infondo non sognarli, mi hanno rapito il cuore. Parlo di Kamui Shiro e il bellissimo e ineguagliabile Subaru Sumeragi.

A mio parere X e Tokyo Babylon sono le serie più belle della clamp, certo mi piacciono anche le altre, ma queste due per me sono particolari. Certo però che le clamp i ragazzi fighi e belli da dio, li sanno proprio creare, ;-)

Ringrazio la mia Beta-reader italiana per tutto co che ha fatto con me coregendomi questa fic. Bacioni Silvia.

Mi farebbe molto piacere se lasciaste qualche commento. Mi rende felice conoscere nuove persone tramite le ff, e chissà fare qualche amicizia nuova, come mi è già capitato. Bacioni, Rekka chan.





Subaru correva senza fiato, debole e immerso dal suo stesso sangue... non sapeva da dove gli venisse quella forza. Doveva farcela, doveva assolutamente farcela. lui era debole, in fin di vita, ma forse c`era ancora speranza. Non poteva, non doveva assolutamente lasciarlo in quel modo, dovevano continuare insieme quella vita che gli aveva già tolto tanto, ma che forse, a loro insaputa, aveva donato tanto. Lo strinse a se, era quasi arrivato, vedeva tutto intorno a se raddoppiarsi, ma il sentire il corpo dell’ amico stretto al suo, gli dava coraggio per andare avanti. Doveva assolutamente provare a salvarlo, altrimenti come avrebbe potuto sopravvivere.

Tutti lo avevano lasciato, uno alla volta, Hokuto, Seishiro, gli si stringeva il cuore solo pensandoci, solo ricordando. Perché, perché Seishiro gli aveva svelato soltanto nell’ ultimo istante il suo vero sentimento? Perché non l’ aveva fatto prima? Perché doveva provocare loro tutto quel dolore? Tutta quell’ angoscia? Ma poi, se anche lo avesse fatto, se avesse detto confessato veramente cosa provava per lui, cosa pretendeva da lui? Come avrebbe agito alla saputa dei veri sentimenti di Seishiro, se gli avrebbe saputi prima? Dimenticare il fatto che la persona che gli diceva d`amarlo aveva ucciso sua sorella? Una lacrima gli scivolo sul volto quasi viola di Shiro. Lo guardò e l` ultima frase che riuscì a sussurrare tristemente prima di aprire la porta di fronte alla quale si trovava, fu,

'Ti prego, non lasciarmi anche tu. Tu che dai un senso a questa mia vita ormai inutile, vivi per me, Kamui.'

Entrando trovò, di fronte a se sua nonna ,che avendolo sentito, era scesa, l’ aveva atteso per un intero giorno, avendo anche lei poteri simili, aveva sentito il passare del tempo, e adesso, finalmente, rimase a guardarlo per un po’. Era felice, ma qualcosa non andava. Capì solamente dal suo volto, una volta cosi giovane, adesso maturato all’ improvviso dai tanti dolori... le suscitò tanta più pena quel occhio coperto... poi notando il ragazzo tralle sue braccia in fin di vita, chiamò subito i suoi uomini e telefonò a dei medici che, una volta arrivati, gli presero il ragazzo dalle braccia. Appena ciò accadde provò un vuoto che non capì. Fù quasi tentato di stringerlo a sé e gridare a tutto il mondo che non dovevano toccarlo. Ma la ragione ebbe il sopravvento, dovevano tentare di curarlo. Sapeva che la speranza era minima ma c’ era, il cuore batteva ancora quindi poteva sperare, doveva farcela... Era lui la ragione per il cui, dopo l`accaduto con Seishiro, era sopravvissuto ed era ancora grazie a lui se non aveva perso del tutto la ragione e la lucidità.

Si lasciò curare senza far troppo caso al dolore o a quello che gli facevano, non gli importava neppure se fosse rimasto in vita o meno. Che ci stava a fare in quel mondo che crudelmente gli aveva prezzo cosi tante cose speciali? Perché mai aveva accetato il suo incarico di drago? Perché? Era forse la forza di vendetta verso Seishiro che lo aveva condotto ad accettare cio? Era forse il desiderio di Hokuto che gli aveva tanto chiesto di seguire il suo destino, di salvare quel mondo, di aiutare Kamui Shiro e proteggerlo come avrebbe fatto con lei? Se le ricordava ancora le parole che la sorella gli aveva detto esattamente due giorni prima di morire. Certo allora Subaru sapeva ancora ben poco della sua missione, ma Shiro lo avevano sognato insieme e poi Hokuto aveva interpretato la verità dopo aver sognato un certo Kazuki Kakyou. Solo che Seishiro non le aveva dato il tempo di spiegare tutto il necessario al fratello. Seduto da solo, sul suo letto, in quella camera che da piccolo aveva diviso con la sorella, lo sciamano si prese la testa tra le mani e pregò la sorella inconsciamente di proteggere Shiro. Poi si alzò e usci da quella stanza recandosi verso quella in qui il Kamui si trovava. I medici avendo capito la gravita del ragazzo, sapendo di non avere il tempo per portarlo all’ ospedale, lo curarono sotto quello stesso tetto. Bussò, ovviamente nessuno aprì, perché erano tutti impegnati a curare l’amico, lui aprì piano e dette uno sguardo, ma essendo debole cadde a terra svenuto. Non era più in grado di reggere alla vista di tutto quel sangue. Shiro ne aveva perso troppo. Si senti appesantito ma nello stesso tempo leggero, voleva tanto scomparire per non sentire più quel dolore, ma voleva molto di più credere che l'unico amico che ancora gli rimaneva sarebbe rimasto con lui. Era tutto infreddolito e tremante quando una mano lo toccò su una spalla, si voltò e trovò sua nonna, lei gli parlò e gli disse di capire tutto il suo dolore, dopotutto era una veggente e sapeva molto a riguardo del nipotino.

'Seishiro... piccolo mio, fatti forza... per l` ultima volta!'

Lui sentì tanto quella frase e la abbracciò non osando fermare o trattenere quelle lacrime cosi amare e salate. Sfogò tutto tra quelle braccia solide se pur invecchiate.Molti suoi pensieri uscirono attraverso la sua bocca che sembrava muoversi da sola,

'Dimmi che resterà in vita, dimmi che non perdo anche lui... e` l'unico rimasto... non mi importa se muoio, ma... dì loro di salvarlo, e` importante.'

Sentì allora le mani della nonna accarezzargli con gentilezza i capelli. La nonna non riuscì, però, a dire niente anche lei incerta del destino del ragazzino. Era una veggente, ma certe cose erano incontrollabili e poi chi poteva cambiare il destino? E il destino di Subaru non era semplice, l’ aveva saputo fin da quando lui e Hokuto erano nati. Entrambi avevano un fato cruciale. Hokuto doveva salvare il fratello, Subaru... già Subaru, era riuscito già una volta a sfuggire il suo destino, ma era potuto accadere solo grazie a Seishiro.

Passarono ore e ore. Subaru si addormentò quella sera a terra accasciato davanti alla porta della stanza in qui era ricoverato Shiro, i medici non gli avevano dato il permesso di entrare per stargli accanto; era troppo debole e ogni movimento poteva essergli fatale. Aveva la febbre altissima e da quel poco che lo vide, era tranquillo soltanto perche` era stato sotto l`effetto dell’ anestesia. Quindi decise di rimanere là, il più vicino possibile. Aveva pensato e pensato, provando a contattare con la mente il compagno drago, ma niente... non ci arrivava, non perché lui fosse troppo debole, ma perché ormai era evidente, Shiro viaggiava tra un mondo e l'altro. Poca era ancora la distanza, pochi erano ancora gli istanti rimasti a quel cuore battagliero, cosi forte e gentile per battere ancora. Si addormentò con un’enorme angoscia. Il giorno dopo avrebbe scoperto ancora una volta di essere solo. Cosi come lo aveva scoperto il giorno della morte della sorella. solo che allora anche se gli rimaneva soltanto un x-amico, una vendetta da portare avanti, per lo meno aveva un qualcosa per cui tirare avanti, adesso quale scopo avrebbe trovato? Non riuscì neanche più a sognare, anche i sogni lo abbandonarono. Tutto era terribilmente buio intorno a se, tutto cosi senza senso, senza gioia ne dolore.



Erano le sette del mattino su Tokyo, cosi come su tutto il mondo, un nuovo giorno era nato. Un giorno che aveva potuto non esserci se non fosse stato per il tremendo ato di Shiro Kamui. Quel pensiero così negativo e straziante svegliò Subaru, che con agilità si alzò riaprendo così un paio di ferite. I medici gli avevano impedito di entrare nella camera, ma doveva farlo, doveva pur vedere se l`amico era ancora là oppure... aprì la porta, ma prima di entrare fece un passo indietro intimorito. E se lo avesse trovato morto? Se non respirava più, cosa avrebbe fatto... cancellò nuovamente quel pensiero e chiudendo gli occhi entrò, poi li riaprì sentendosi stringere il cuore nel petto, trattenne il respiro e si avvicinò con calma provando a non farsi prendere dal panico. Quando gli fu vicino rimase a fissarlo. Il suo volto era pallido, ma non era spento, respirava ancora, debolmente, ma il respiro c’ era. L`effetto dell’ amnesia c’era ancora, o non c’era un altro motivo per cui il giovane drago dormisse ancora tranquillo. Con cautela Subaru avvicinò la sua mano al volto del ragazzo e sentì sulla sua stessa pelle il dolce e fitto respiro di Shiro, gli sfiorò, poi, il volto con immensa gentilezza, c’era la febbre, meno della serata prima, ma ancora c’era, poi gli sentì il polso. Come aveva pensato, il battito, se pur debole, c’era ancora. Lasciò andare un sospiro di sollievo seguito da una lacrima di gioia, non doveva perdere la speranza, non doveva rinunciare a chiedergli di resistere. S`inchinò a terra tenendogli la mano tra le sue, non strinse per paura di svegliarlo e fargli del male. Ma gli parlò, sussurrando, lasciando trasparire nella sua voce la speranza, il suo rimpianto e la sua paura:

'Resisti, sei forte, sei più di un drago dopo tutto chi ti può manovrare? Devi rimanere tra noi, per me, per il mondo, per.... per Fuuma.'

E a quel pensiero Subaru si gelò, gia Fuuma, chi glielo diceva che, una volta ripreso, Shiro sarebbe rimasto con lui? Certamente no, sarebbe corso da Fuuma più che sicuramente, era legato più al vecchio amico, al gemello Kamui che a lui dopotutto. Lui non era altro che un compagno di lotta, niente più niente meno. Scosse la testa, cosa stava pensando? Perché quei pensieri egoistici? Perché quella gelosia nei confronti di Fuuma... voleva forse Shiro tutto per se?! Sorrise amaramente, era sicuramente la stanchezza a farlo ragionare così, magari nella sua coscienza credeva di avere Seishiro accanto a se e non Shiro. Magari per questo desiderava tanto la sua salvezza. Forse sì, forse invece... No, Shiro e Sheisiro erano troppo diversi per scambiarli, non era quello il motivo, la ragione più logica che poteva trovare era il fatto che si era abituato un pò troppo a Shiro, non solo perché compagno di lotta, di tristezze simili, ma soprattutto perché il giovane aveva un carattere onesto, innocente, sincero e una personalità eccellente. Sospirò ancora e, anche se con lacrime agli occhi, risi stringendogli appena la mano,

'Fuuma sarà molto giù in questo momento, ti starà aspettando anche se ti crede gia morto. Fatti forza per lui, sei l` unico che gli è rimasto. Non dargli anche questo dispiacere, gia ne starà passando tante. Coraggio questa e` la tua ultima lotta, drago, puoi vincerla...'

E tra le lacrime e la stanchezza mentale, gli parse di sognare quando sentì una morsa alle sue mani a cui non badò molto, ma dopo un pò ne sentì un’altra più forte, impossibile da ignorare perché, nel stringergli la mano, nel tentativo di catturare la sua attenzione, Shiro gli aveva conficcato un’unghia nella pelle. Subaru alzò lo sguardo verso di lui e notò che il giovane cercava di aprire gli occhi se pur con fatica, la febbre glielo impediva, gli parlò non nascondendo la sua gioia,

'Shiro, coraggio ce la puoi fare... per Fuuma e per... me. Coraggio ti prego.'

A stupire, non poco, Subaru furono le parole di Shiro, che se pur debole cercò di tenersi cosciente, il suo respiro era veramente debole,

'G... grazie... Su-baru... ti ho sen-ti-to, questa not... notte... che mi chi... chi-amavi.'

'Shiro, per l'amor del cielo. Sei cosciente. Resisti te ne prego... lascia che vada a tranquillizzare Fuuma... deve sapere che sei ancora tra noi.'

Ma Shiro gli trattenne la mano e chiudendo gli occhi cercò di dormire,

'Torna... torna da me... ho bis-ogno... di te.'

'Io... sì e ci sarà anche Fuuma.'

'Torna... presto. Ho... bisogno... di te.'

Subaru gli strinse un pò la mano, sentendosi confuso e poi usci. Doveva trovare Fuuma, doveva dirgli che Shiro stava bene, che non lo avevano perso, che poteva benissimo ancora restare nel mondo dei vivi. Aveva camminato per un bel pò quando si fermò tutto d’un tratto, i suoi occhi si spalancarono come se avesse visto qualcosa d’incredibile. Rimase immobile. era sordo? Era stato proprio uno stupido o cosa? Ma aveva poi sentito bene? O era soltanto la sua immaginazione? Shiro gli aveva davvero detto per due volte di aver bisogno di lui? Non aveva nominato Fuuma, ma lui...? Ma cosa andava a pensare? Di sicuro non intendeva che lui, per Kamui, era più necessario Fuuma, e poi se fosse stato così? Cosa gliene doveva importare?, perché una cosa simile lo faceva sentire cosi meglio? Un pò rinato? Abbassò lo sguardo sentendosi gia colpevole per quei pensieri, era ancora in lutto per Seishiro e Kamui lo era per Kotori. Alzò il volto, doveva smettere di pensare, doveva soltanto fare del suo meglio per vedere salvo e in forze Shiro, solo quello importava al momento. Cosa fosse successo dopo non aveva nessuna importanza. Ad un certo punto fu costretto a fermarsi. Si erano riaperte delle ferite che gli impedirono di continuare il camino, ma, facendosi forza continuò. Doveva ritornare dall’ amico il più presto possibile.

Erano le otto circa, arrivato alla residenza dove abitava Monou Fuuma, Subaru si fermo ad osservare il luogo, stava per bussare ad uno dei grandissimi portoni, quando si sentì chiamare da una voce dietro di lui, si fermò, all’ improvviso timoroso di voltarsi verso quel volto. Non perché lo odiasse, non perché sentiva per lui diprezzo o risentimento, no c’era ben altro, in quella voce appena sentita, c’era una ferita grande quanto il mondo e Subaru si chiese all’ improvviso se fosse giusto crogiolarsi così nei suoi dolori, quando quelli di quest` uomo non erano meno dei suoi... addirittura sembravano più insostenibili.

'Cercavi me... Subaru?'

Subaru non si decideva a voltarsi e Fuuma posando la sua bici contro il muro lo sorpassò sedendosi sul gradino che c’era di fronte alla porta abbassando lo sguardo, non avendo forza di guardarlo in faccia, non doveva mostrargli i suoi occhi tormentati da tanto dolore e dalle lacrime versate. C’era ancora il segno di tutto il suo rimpianto. Quella notte, se non fosse stato per Karen, che gli era rimasta accanto senza dirgli niente ma evitandogli di commettere qualche pazzia, di certo ora non sarebbe vivo. Riparlò dopo un pò tremando,

'Non riesco ancora a crederci... ho peccato troppo in pochi istanti... mia sorella e Shiro...'

Lo sciamano allora sorrise appena soffocando i suoi gemiti. Erano giuste le sue supposizioni poco prima, i suoi dolori erano grandi, ma quelli di Fuuma li sorpassavano perché erano dolori di colpevolezza. Gli toccò la spalla e non esitò a rendere la presa un pò dura, mostrandolo così il suo sostegno,

'Sei stato solo questa notte?'

'No... ce stata Karen.'

'Capisco... sta bene?'

'Non direi... ma è forte... se non fosse stato per lei... ha mantenuto la mia lucidità e la sua. E’ forte.'

'Lo sei anche tu. Fuuma, Shiro e`...'

'Avrebbe dovuto liberarsi di me... perché...'

Subaru sorrise inchinandosi accanto a lui che non riuscì più a trattenere le lacrime, non aspettò neanche il sorriso di Subaru ne tanto meno le sue parole,

'Subaru e` a casa mia, e` molto debole, ma vivo.'

Per un pò ci fu un silenzio totale, e quando Fuuma parlò incredulo sembrò fosse passato un secolo. Rimase sorpreso dal volto lucido di Subaru, chi lo assicurava che non gli mentiva? Che non era stato preso dalla pazzia del momento?

'Tu... stai bene? Come sarebbe a dire, Shiro... ti prego non ferirmi di più.'

E subaru capendolo lo abbracciò con gentilezza,

'Non sono ancora pazzo amico mio, vieni con me, ti sta aspettando. Aiutalo a farzi forza, a continuare a vivere, e` talmente teso il suo filo con questo mondo in questo momento. Può morire a momenti, ma il suo cuore e` forte, lo sarà ancora di più con te accanto.'

Senza pensarci sopra, nè dire altro, non appena libero dall’abbraccio tenero dello sciamano, Fuuma si alzò,

'Sai andare in bici?'

'Si.'

Entrando dentro ne prese un’altra, quella che un giorno era appartenuta a Kotori... il cuore di Fumma si strinse, ma poi cercò di farsi forza, “a dopo i pensieri” decise dando la bici a Subaru. Insieme i due ragazzi corsero insieme verso Subaru. A poca distanza dalla casa, Fuuma si fermò, il ragazzo accanto, sanguinava e solo in quel momento se n’era accorto preso com’ era dai tanti pensieri. Subaru accortosi che il ragazzo si era fermato, fece lo stesso e voltando lo sguardo verso di lui capì il perchè, gli sorrise,

'Tranquillo sto bene, appena dentro mi farò curare... andiamo manca poco.'

Senza dire niente Fuuma lo seguì, era preso da troppi rimorsi, troppi dolori e ad un tratto rivolse di nuovo i suoi pensieri a Sumeragi,

'Te le ho causate io... le ferite?'

'Alcune... non stare a pensare adesso, doveva succedere.'

'Gia, mi spiace.'

E Subaru, capendo che niente di quello che avrebbe potuto dirgli, gli avrebbe donato la senerità, doveva in realtà cercarla e trovarla da solo. Lo lasciò in silenzio. Una volta arrivati a casa, entrò salutando gli uomini che gli accolsero, poi condusse Fuuma verso la stanza di Kamui Shiro, anche lui col cuore in gola. Stava per entrare quando la porta si aprì ed uscirono sua nonna ed un medico. La donna lo rassicurò con un sorisso e, dopo aver parlato un pò col medico ,chiedendo ai due di attendere prima di entrare, si rivolse a loro salutando per prima cosa il nuovo arrivato,

'Subaru, dove sei stato? Ero un pò preoccupata...'

'O nonna, non devi, questa mattina Shiro ha ripreso i sensi e cosi sono andato a cercare un suo amico. Questo e` Fuuma, Fuuma mia nonna.'

I due si strinsero la mano e poi il ragazzo abbassò lo sguardo sentendosi a disagio. La donna si rivolse al nipotino evitando cosi di costringere l` altro a dare spiegazioni,

'Guarda ti si sono riaperte delle ferite, fammi vedere.'

'Dopo nonna, ora possiamo entrare un pò? Cos’ha detto il medico?'

'Be... le sue condizioni sono critiche... mi spiace... pero forse...'

'Ce la farà ne sono convinto, lui è abbastanza forte da superare anche questo momento ne sono certo.'

Le parole di Subaru erano più dirette a Fuuma e a se stesso che alla nonna che capendolo perfettamente annuì,

'Se si risveglia cercate di non farlo stancare troppo, deve riprendere le forze e la fretta è una cattiva consigliera.'

I due entrarono allora in perfetto silenzio. Le tende erano chiuse e Subaru si avvicinò per aprirle giusto un pò, non lo dovevano disturbare, ma il vederlo avrebbe alzato un pò il morale di Fuuma e... di se stesso. Si voltò ma rimase immobile per un pò a guardare Fuuma che si era accasciato davanti al letto dove si trovava Shiroi.

Fuuma rimase a guardarlo per un pò incredulo di rivederlo e nello stesso tempo tormentato da come lo aveva ridotto. Una lacrima scese dal volto di Fuuma mentre inginocchiandosi a terra accanto al letto cercò di toccare la fronte dell’ amico, ma non ne trovò la forza e rinunciò non trattenendo più le lacrime che adesso scorrevano senza freni. Subaru rimase un altro pò immobile, non sapendo che dire, tanto meno si spiegava il dolore che aveva al petto. Era incontrollabile quel dolore, quel angoscia, quel terribile senso di perdita. Sapeva che in un modo o in un altro avrebbe perso la vicinanza di Shiro, lo aveva saputo gia dal loro primo incontro ma questo non gli impedì di legarsi in qualche modo a lui. Era impossibile non affezionarsi a Shiro, si accorse ormai quando era troppo tardi per tirarsi indietro. Comunque cercò di darsi dentro, dovevano riuscire a tirarlo fuori dal buco immenso in cui si trovava, non potevano permettergli di lasciarli. Si avvicinò a Fuuma e standogli dietro si appoggiò alle sue spalle quasi riposandosi con quelle. Fuuma venne preso di sorpresa e alzò il viso verso di lui che adesso lo guardava con dolcezza, gli sorrise appena i loro occhi si incontrarono e gli sussurrò,

'Ascoltami, non devi incolparti cosi tanto, la colpa non è di nessuno ed è di tutti nello stesso tempo, nessuno ha chiesto questo. Era destino purtroppo e non gli si sfugge. Io sono scampato alla morte una volta grazie a Seishiro... in qualche modo anche Shiro gli è sfuggito ieri sera. Forse grazie alla sua forza di volontà, forse c’era altro che però noi non possiamo capire. Non lo vedi? Sta lottando contro il suo destino... dobbiamo solo aiutarlo a combattere questa sua ultima battaglia. Se ce la farà... lo avrà fatto anche per noi.'

Entrambi non dissero altro e rimasero così a vegliare il loro amico. Dopo un pò Subaru prese una sedia e la offrì a Fuuma che si sedete accanto al letto di Shiro, Subaru invece si sedete sull’ altro lato del letto e ad un punto prese anche la mano del ragazzo. Erano silenziosi, ma mai voltarono lo sguardo, in quel momento erano i suoi angeli custodi, pregavano in cuore loro ognuno diversamente, ognuno a modo suo, ma entrambi per lui. La nonna di Subaru gli portò speso del caffè e qualcosa da mangiare che però lasciarono intatti.

Erano all’incirca le tre, per un paio di ore, nel pomeriggio, Shiro aveva lottato un pò contro la febbre spaventando anche i due, ma ora era decisamente calata e anche il volto gli parse meno violaceo. Fuuma gli teneva una mano, Subaru l`altra. Entrambi erano quasi addormentati, persi nei propri pensieri, quando un respiro delicato attiro l'attenzione di Subaru che si volto e avvisò Fuuma,

'Si sta riprendendo.'

Fuuma si avvicino di più, ora vedeva chiaro, Shiro tentava di aprire i suoi occhi seppur con fatica. Avvicinandosi di più a lui Subaru gli coprì un poco di luce per non fargli sentire di più il mal di testa con l` invadere della luce. E dopo un pò il ragazzo riuscì ad aprire completamente gli occhi seppure vedesse ancora poco, i due non parlarono intimoriti di poterlo far star peggio. Poi la vista gli tornò un pò e il primo che vide accanto a se, fu Fuuma.

Richiuse gli occhi e li riaprì, era un sogno? Non poteva proprio credere di aver visto il volto di Fuuma, e per di più era un volto gentile, uno amichevole. Riaprì gli occhi ricordando, ma certo Subaru... Subaru gli aveva detto che sarebbe andato a prenderlo. Liberò la sua mano da quella di Fuuma e alzandola con fatica la avvicinò al volto del ragazzo che le la strinse al proprio con gentilezza,

'Fu-uma... tutto be-ne?'

'Si... se starai tu bene Shiro, starò meglio anche io quindi... per favore resisti... mi spiace tanto per quello che ti ho causato, a te e a ....'

Ma Fuuma non potette più continuare perché posando un dito sulle labbra, Shiro, lo fece tacere e sorrise, stava per riaddormentarsi ma poi chiese:

'Dove Subaru?'

E Fuuma spostò lo sguardo all’ altro lato del letto sorridendo. Con fatica Shiro seguì il suo volto per incontrare gli occhi di Subaru, il suo volto divenne più lucido, più felice. Fuuma notò subito il cambiamento e rimase a fissarli studiandoli,

'Ciao drago, come vedi ti ho portato il tuo amico. Avrete tanto di qui discutere, forse vi dovrei lasciare in pace.'

Ma Shiro prese la mano di Subaru stringendola con la poca energia che aveva, chiedendogli così, senza parole, di restare. Subaru rimase fermo e non riuscì a trattenere un sorriso di gioia per il gesto di Shiro e poi gli disse,

'Beh, certo, però dovrai riposarti ancora, forse sarà meglio che ti riposi un altro pò, poi avremmo tanto da dirci. Promettici soltanto che resterai tra noi, devi lottare devi insistere.'

Shiro sorrise un pò a entrambi, e trattenne la mano a Subaru stupendo entrambi i ragazzi, poi si rivolto verso Fuuma,

'Non stare cosi Fuuma, sto bene... sarò in piedi prima di quanto ti aspetti vedrai, e tornerò a scuola anche.'

Fuuma pianse mentre lo abbracciò ancora un pò,

'Non avrei mai voluto farti questo...'

'Lo so, lo so. Ma sto bene, ce la faro ad uscirne lo so. E poi verrò a scuola con te e giocheremo insieme nella squadra di basket e... non piangere Fuuma per favore.'

Fuuma alzò lo sguardo asciugandosi gli occhi e poi gli disse felice,

'Ti preparo una stanza tutta per te in casa e un altra anche a Karen, sai e` venuta a stare da me, non ha dove andare, cosi... mi spiace per Sorata.'

'Spiace a tutti, visto che neanche Karen te ne deve, sei solo tu che ti incolpi, non fare cosi, Fuuma... tu sei grande.'

Subaru aggiunse poi stringendo la mano di Shiro,

'Shiro ha perfettamente ragione, te l’ho detto era destino, e il nostro eroe qua ha vinto anche quello. Lo ha fatto anche per te, quindi... smettila ti scongiuro di stare così...'

Fuuma riusci a fare un si con la testa anche se era insicuro su quanto facile sarebbe stato riuscire a tenere quella parola data, però provò a guardare avanti, come gia avevano fatto i due accanto a lui. Per quanto difficile era, doveva farcela anche per loro. Avrebbe cercato più avanti di trovare qualcosa per rimediare ai suoi sbagli. Sperava di trovare un metodo, dopo tutto quello che gli aveva fatto passare. Shiro dormì di nuovo, questa volta più riposato più lucido.

Dopo un paio di ore passate ad osservarlo i due uscirono da quella stanza e Fuuma dovette tornare a casa per non preoccupare Karen e per preparare una stanza per Shiro come gli aveva promesso. Subaru aveva da dire a riguardo, magari Shiro doveva restare là con lui, ma in quel momento non disse niente per non rattristare ulteriormente Fuuma lo lasciò andare in pace. E poi doveva rassegnarsi a quel fatto, Shiro certamente avrebbe preferito andare da Fuuma quindi non disse niente. Facendogli promettere che sarebbe ritornato con Karen a trovare Shiro, lo salutò. Rientrò in casa dopo averlo accompagnato per metà strada e passò un paio di ore con la nonna a discutere degli avvenimenti appena passati. Certo il suo pensiero era preso da Shiro, ma doveva anche tener compagnia alla vecchia. Era una seconda madre per lui, nonchè l'unica famiglia a lui rimasta.



Due giorni passarono, Shiro si riprendeva bene. Subaru passava il più delle ore in sua compagnia, e ogni giorno lo andavano a trovare Karen e Fuuma. Entrambi ancora con i propri dolori, le proprie angosce, ma perlomeno si facevano coraggio ad andare avanti, questo sollevava non poco Shiro.

Quel giorno erano nuovamente andati a trovarlo e per un pò Subaru li aveva lasciati soli con lui, entrò dopo qualche ora e li trovò a discutere sulla stanza che Fuuma aveva preparato al suo amico. Subaru sentì un tilt al cuore, certo sapeva che sarebbe successo prima o poi, ma niente lo aveva preparato alla tristezza del momento, si era abituato troppo alla sua compagnia. La domanda che tanto lo perseguitava si rifece nella sua mente; come avrebbe continuato ad andare avanti da solo? Certo lo poteva sempre andare a trovare, ma era una cosa completamente diversa. Rimase in silenzio ignaro del fatto che Shiro guardava proprio verso di lui, sperando che dicesse qualcosa a riguardo.

Già perché anche a Shiro l'idea di andare a stare da Fuuma non dava molta gioia. Non perché non voleva stare con il ragazzo, gli ne voleva un bene dell’ anima, ma... il lasciarsi alle spalle, il suo angelo; eppure Subaru non diceva niente, più che probabilmente per lui sarebbe stata un sollievo la sua partenza, ‘lo è di sicuro.’ penso tra se Shiro. Abbassò lo sguardo preso dalla tristezza, non aveva nessun altro posto dove andare, ma non voleva andare da Fuuma solo perché si sentiva di troppo da Subaru. Però era anche difficile dirlo a Fuuma, sapeva che gli avrebbe spezzato il cuore, quindi doveva trovare una soluzione e presto. Doveva cercarsi un posto dove stare e poi trovare qualche scusa, anche se questo gli avesse spezzato il cuore. Non voleva mentire, non a Fuuma, ma non sentiva di poter far diversamente. Quel posto lo ricordava tante cose, e lui voleva provare a pensare ad altro se voleva veramente ricominciare a vivere. Appena i due ritornarono a casa lui e Subaru rimasero zitti in quella stanza per tanto tempo, entrambi con i loro pensieri.

Shiro parlò dopo un po’ rompendo il silenzio, riusciva a muoversi un pò allora e alzò le ginocchia alle spalle con cautela non guardando verso Subaru anche se sentiva bene lo sguardo dell’ amico diretto su di lui,

'Non vorrei ferire Fuuma, ma io... pensavo di trovarmi un posticino per me dove stare.'

'Cosa? Perché mai?'

Le parole di Shiro lo avevano prezzo così di sorpresa che non evitò di avvicinarsi a lui costringendolo a guardarlo. Ci stava pensando e chissà com’era contento di tornare da Fuuma e invece adesso.

'Non so forse perché quel posto mi ricorda tante cose... forse perché...'

'Perché...'

'Voglio molto bene a Fuuma davvero... ma forse non quanto lui ne vuole a me. Forse il mio posto è.. accanto a qualcun altro...'

L'ultima frase detta da Shiro era così fioca che fu un miracolo per Subaru averla sentita. Anche se però non lo aveva mica detto che quel qualcuno era lui e di certo non lo era. Subaru si sedete sul suo letto, magari doveva tentare di farlo parlare dei suoi veri pensieri, era chiaro che in qualche modo stava cercando di aprirsi con lui, lo doveva aiutare, chissà magari alla fine avrebbe anche... ma non si illudeva, così gli parlò sperando di non sbagliare,

'Sorata non ce più, il tuo appartamento e` stato distrutto, un altro posto dove andare non celai giusto.'

'Gia.'

'Voi stare da solo?'

Shiro non parlò e Subaru lo poteva anche comprendere, dopo tutto lo aveva detto soltanto qualche secondo prima o almeno aveva dato l'impressione di aver detto che voleva stare acanto a qualcun altro, ma chi?

'Shiro, hai qualche altro amico, oltre a Fuuma?'

Di nuovo Shiro non parlò e con così facendo preoccupò Subaru che gli prese una mano costringendolo a guardarlo in faccia,

'Ho detto qualcosa che non va? Se ti ho ferito in qualche modo, mi spiace non volevo.'

Shiro però sorrise e senza esitare lo abbracciò dicendogli in un orecchio, con tanta dolcezza, da far venire i brividi a Subaru, nessuno era mai stato cosi gentile e aperto con lui,

'Non ho nessun posto dove stare, ma farò il modo di trovarne uno vicino al mio angelo.'

E con la parola angelo, Shiro strinse forte le sue braccia attorno al collo di Subaru facendogli capire, in qualche modo, che si riferiva a lui. Subaru sentiva tutto in torno a se girare, sognava? Aveva per caso capito male? E se davvero aveva capito male? Come esserne certo che si riferiva a lui? Come capire senza ferirlo di più?. Rispose al suo abbraccio, era l'unica cosa sensata e naturale che si sentì di fare in quel momento e poi decise di provare. Tremava tanto alle sue parole e doveva chiudere gli occhi, se Shiro avesse rifiutato di certo non avrebbe più visto, allora era meglio tenere gli occhi chiusi,

'Se ti chiedo, se ti va di stare qua con me... me lo prometti che se non voi me lo dici apertamente? Intendo non mi dirai di si e poi andrai a cercarti un posto tutto per te a mia insaputa, come hai appena fatto a Fuuma?!'

Per un pò ci fu un silenzio totale, Shiro era in trance, non sapeva se le parole di Subaru erano vere oppure... però spontaneamente gli parlò avendo vinto anche la timidezza adesso,

'Se tu mi farai la domanda io ti potrò rispondere, e prometto che sarò onesto... però... devi essere onesto anche tu, non poi chiedermi di stare qua se a te non va.'

Subaru sorrise e senza muoversi di un centimetro gli disse con un sorriso

'Allora Shiro ho una proposta da farti... dato che durante le lotte siamo diventati almeno a mio parere ottimi amici e visto che la tua compagnia mi fa tanto bene, ti andrebbe di stare qua con noi? Certo però che io viaggio spesso, beh se ti andrà, potrai anche venire con me.'

Subaru proprio non si aspettava di sentire intensificare l`abraccio di Shiro, era talmente forte da fargli capire già la risposta che usci di bocca al giovane con voce determinata e sicura,

'Ho deciso di accettare il mio incarico di drago, dopo essere stato assistito da te, prima di allora non avevo nessuno scopo, nessuna intenzione di farne parte. Subaru, in qualche modo tu hai reso diversa la mia vita con la tua comparsa... tu sei il mio angelo. Accetto di stare da te più che volentieri sempre che non ti sia.. di peso.'

Subaru sciolse l` abbraccio e con una mano gli accarezzò il volto che ora era rosso dalla timidezza. Comunque Subaru sorrise gentilmente e dopo avergli baciato la fronte gli disse in un orecchio, abbracciandolo di nuovo,

'Strano, è quel che pensavo anche io, sei riuscito anche tu a dare uno scopo alla mia vita quando le luci si erano spente tutte una dopo l` altra. Se non fosse stato per la tua presenza e la tua amicizia, sarei impazzito alla morte di Seishiro. Mi manca tanto... ma e` difficile ammettere di potere continuare a vivere anche senza di lui. Difficile e triste, ma è cosi, non ci avrei mai creduto di uscirne, mi sa che devo tutto a te. Quindi credo che l'angelo sia proprio tu in questo caso.'

Entrambi non dissero niente per un bel pò, ma rimasero fermi ad assaporare quel momento cosi tenero, cosi rilassante per entrambi. Avevano perso fino a quel momento tanto, genitori, fratelli, amici... ma forse valeva la penna di provare a continuare a guardare avanti, di dare un altro via a una nuova pagina. Dire della scelta a Fuuma sarebbe stato un pò difficile per Shiro, pero era già convinto che lo avrebbe capito, tanto un sospetto della grande amicizia nata tra lui e Subaru c’era già. E poi, per lo meno Karen stava al suo fianco, entrambi avevano bisogno l’un l`altro per quanto diversi potessero essere, ma tanto si sa l’essere simili è poca cosa in confronto al rispetto. Per Shiro il fatto che Fuuma non era solo era di grande sollievo, altrimenti di certo avrebbe rinunciato al suo stare da Subaru per non lasciarlo solo. E poi non erano tanto lontani e per lo meno a scuola sarebbero statti insieme. Tutto sembrava a posto, e con un pò di tempo, sarebbe tutto tornato normale, per quanto le persone mancanti facevano e avrebbero sempre fatto la differenza.



The end!






 

     


                     





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