FanFiction X - Clamp | Then Comes The Sun di Harriet | FanFiction Zone

 

  Then Comes The Sun

         

 

  

  

  

  

Then Comes The Sun   (Letta 1117 volte)

di Harriet 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaX - Clamp

Genere:

Drammatico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Io ho una domanda, dentro di me…E torna ogni istante, ogni giorno di questa lotta che si protrae sempre di più, la domanda torna." Le riflessioni di un personaggio meraviglioso su uno degli episodi più commoventi del manga.


  

Then Comes The Sun


Sub tuum presidium confugimus, sancta Dei Genetrix…

“Io ho una domanda, dentro di me…E torna ogni istante, ogni giorno di questa lotta che si protrae sempre di più, la domanda torna.
E non so quale sia la risposta.

La domanda è chiara, la risposta semplice. Sì. Oppure no.

Io…io ho sempre creduto che fosse ‘sì’.

Ma ora…”

Solleva il viso, guarda per un attimo la luce che attraversa le vetrate, macchiandosi dei colori delle figure, tingendo le mura bianche, il pavimento grigio. Abbassa ancora gli occhi, li socchiude, torna a immergersi nella sua riflessione.

“Com’è possibile, che si possa rispondere ‘sì’?
Ieri ho parlato con il ragazzo. E’ venuto da me. Con la sua eterna aria persa, l’espressione di chi cerca di attaccarsi a qualcosa, qualcosa per sopravvivere, per non cedere alla disperazione…No, neanche…Per non cedere alla follia. E ho ricevuto un attimo di luce, e ho dato una risposta alla sua domanda, gli ho parlato, lasciando la mia voce libera di raccontare il mio cuore.
Forse gli ha dato un po’ di pace.
Sì, ma per quanto?”

Stringe le mani che tiene intrecciate tra di sé. E’ una figura immobile, piccola, inginocchiata, ripiegata su se stessa, un’esile ombra ai piedi dell’altare, appena percettibile per coloro che entrano nell’immensa penombra.

“Penso alla ‘nostra’ casa. Alla cucina, regno incontrastato di ‘loro due’. Le loro schermaglie mi facevano sorridere. Lui era un segno, per me. Un’eterna fonte di forza. Quel sorriso che non si spegneva, quel coraggio di affrontare le sofferenze degli altri, per portare un po’ di consolazione, a modo suo…Sì, anche se le sue attenzioni non erano rivolte a me, ogni volta che riportava una piccola vittoria, aiutando qualcuno a riprendere forza, ricevevo forza anch’io. Ogni piccola risata che riusciva a strapparci, col suo scherzare, col suo mettersi in ridicolo per amor nostro, era una sconfitta delle ombre sempre più pesanti su di noi.
E lei…Lei che fingeva di essere fredda, ma in realtà era solo molto spaventata. Molto sola. Era sempre stata sola, ed il senso del dovere era il suo sentimento più forte. Così quel suo fuggire era naturale. A ben guardarla, faceva più che altro tenerezza. Io l’ho sempre stimata molto…In fondo…Era davvero tutto quanto io avrei desiderato essere…per gli altri, per Te.
Ora si è spezzato tutto. Lui ha messo a rischio la sua vita per lei, ma a quanto sembra è stato inutile, perché tutto ciò che ha ottenuto è stato di perderla in modo ancora più terribile…E di perdere se stesso, il suo sorriso, la sua forza. E noi siamo sempre più deboli.

Io…Io non so più cosa pensare. Com’è possibile che la risposta alla mia domanda sia ‘sì’?”

Riapre gli occhi, li solleva. La grande vetrata su di lei è in ombra, ma riesce a distinguere le figure. Su tutte, una donna, giovane, dai lunghi capelli scuri, involta in vesti azzurre e bianche. Sorride, ha le braccia spalancate. E’ come un invito.

“Poi c’è la ragazzina. La sua dolcezza mi commuove. Anche lei, a modo suo, ci ha aiutati tutti. Cercando di rimanere innocente, serena, solare. Se stessa. Un’adolescente che ha voglia di giocare, di amicizia, di amore.
Eppure no, non è questo ciò che è stato preparato per lei.
E io, e nessuno può fare niente.

La persona più triste tra noi se n’è andata. Da loro, a cercare di riempire il vuoto lasciato da un’altra persona, o forse solo il vuoto desolato che c’è nel suo animo. Era così solo, così lontano…Io non so se il ragazzo l’ha mai sfiorato, almeno per un attimo. Forse sì…O almeno, mi piace pensarlo. Io so solo che l’unico momento in cui l’ho visto sorridere, è stato quando il ragazzo gli era vicino. Ma anche questo si è infranto.
Chissà dov’è, ora…Chissà cosa prova, imprigionato nei suoi stessi desideri, legato alla volontà di qualcuno che non è più, ancora più disperatamente solo e perduto, bisognoso di tutto, eppure incapace di accettare qualsiasi cosa!

E la risposta alla mia domanda è sempre ‘sì’?”

Richiude gli occhi, come per addentrarsi sempre più in profondità nel suo pensiero, nel suo animo. Perché sa che adesso è arrivata al nodo più profondo della sua preghiera. A lei stessa…e a lui.

“E poi c’è lui. Quello che, per ironia del destino, grazie al nostro nemico, ho scoperto essere la persona più importante per me. Io ho cercato di non vedere, di ignorare i miei sentimenti…Ma poi è arrivato colui che conosce i desideri, e mi ha rivelato il mio, senza riguardi. Mi ha gettato addosso la verità, e adesso non ho più nemmeno la scusa del ‘non me ne ero resa conto’.
Oh, no. Me ne sono resa conto, e molto bene.
Mi sono resa conto di ciò che provo…Di ciò che succede nel mio animo, nel mio corpo, in tutta me stessa, ogni volta che la sua dolcezza, la sua timidezza, la sua onestà e il suo coraggio me lo fanno brillare davanti agli occhi…
Lui è tutto ciò che ho desiderato per una vita, e non ho mai avuto.
Lui è ciò che desidero ora, ma ho deciso di non avere. Perché…

Perché, guardami, non posso farmi illusioni su me stessa. Se distruggessi ciò che lui è, ciò che ha di più prezioso, se irrompessi nella sua vita e lo trascinassi nelle tenebre, se lo macchiassi, se pretendessi di dargli la felicità, e diventassi solo l’artefice della sua rovina, allora…allora davvero non avrei più nulla…
Né rispetto per me stessa, né l’amore per Te che, fino ad ora, mi ha sempre sostenuta, almeno un po’, un passo dopo l’altro…E nemmeno lui, la cosa più importante per me. Non riuscirei più nemmeno ad alzare gli occhi verso di lui.

Però…però…ancora, mi chiedo, la risposta è ‘sì’?”

Immobile, tiene gli occhi chiusi. Non avverte lo scorrere del tempo.
Non vede la luce che cambia la sua traiettoria, e gira attorno all’edificio. Non sa nulla, di ciò che accade fuori di lei, ora.

“La mia domanda…
La mia domanda è questa…

C’è qualcosa di buono, da salvare, in questo mondo?

Io ho sempre pensato di sì, però…

Io so che Tu hai detto che, un giorno, tornerai, e il mondo finirà, sì, ma incomincerà il Tuo Regno, e saremo nella gioia in eterno. Non può finire tutto così, per i desideri di alcuni uomini! Non può cadere tutto nell’oblio, nella distruzione, in questo modo…

Eppure, continuo a chiedermi se davvero la risposta giusta è ‘sì’.”

Allora solleva la testa, apre gli occhi, e subito è investita dal getto di luce improvviso e stupendo che entra dalla vetrata principale: il sole ha compiuto il suo percorso, e i colori della donna ammantata d’azzurro splendono, illuminano il mondo, e gli occhi di lei si riempiono di lacrime.

Un ricordo si fa strada nel suo cuore, un sorriso compare sul suo volto.

“Pensavo che non sarei mai stata madre, e invece…
Invece, anche se solo per un attimo, ho avuto un figlio. Che ha deciso di sacrificarsi. Per me. Per la mia vita. E’ stato mio figlio per un attimo, ma ha rivolto verso di me tutto l’amore di un’intera esistenza. In un attimo ho sperimentato tutto il dolore e tutto l’amore del mondo.”

E poi un altro pensiero la attraversa, fulmineo e bellissimo, e qualcosa di simile alla speranza si fa strada nel suo petto, dove un cuore corre, sembra che voglia spronarla a vivere, col suo battito che non si ferma.

“C’è una forza che vince davvero tutto, allora. Il nostro animo è sorprendente…Lui doveva essere una creatura senza sentimenti, ed invece il cuore umano si è rivelato più potente di ogni progetto!

Allora, forse, quando hai affidato ai desideri umani il compito di salvare il mondo, non hai compiuto una follia! Forse c’è davvero qualcosa di buono, da salvare e proteggere, in questo mondo!”

Sorride, e resta ancora lì, a lungo, finché la luce sparisce dalla vetrata. Non pensa ad altro che a quella speranza, come una brezza leggera, venuta a donarle sollievo nella disperazione.

Adesso ha qualcosa che le dia fiducia. Un ricordo, un’intuizione, una luce. La battaglia finale è vicina, e lei l’affronterà, e venga quel che deve venire. Ma almeno, adesso è sicura della sua risposta.
Sa perché deve combattere.

FINE



Che dire…Era un po’ che volevo scrivere qualcosa su Karen, un personaggio che adoro. E mi è venuto naturale ambientare il tutto durante una preghiera. (sarà che mi era piaciuta ‘sta signora che non fa un gran lavoro, ma è così dolce e buona, e pure un po’ cristiana!^^ A proposito, qui è diventata automaticamente cattolica, in quanto prega la Madonna…Non so come la intendono le Clamp, ma visto che si parla di maternità alla fine, mi pareva la cosa più adatta. E poi ho sempre apprezzato l’idea di “alleanza delle religioni diverse” che compare spesso nei manghetti clampiani).
L’idea per la riflessione è venuta da un accumulo di cose…La discussione su un forum con altre ragazze, sulla questione “ma è plausibile che il destino del mondo sia affidato a qualcosa di incostante come i desideri umani?”. Una frase detta da una delle persone più care che ho (a cui la storia è dedicata, come la maggior parte delle cose che scrivo!). E poi canzoni, immagini, idee, pensieri…E anche la mia personale riflessione sul mondo. Ciò che ho fatto dire a Karen…beh, non credo che sia così assurdo. (Magari poi le Clamp stravolgeranno il personaggio di Karen e la manderanno tra i Draghi della terra… =__= Io spero di no! Mi sembrerebbe pure improbabile, ma…non si sa mai…con quelle là…).

E secondo voi? C’è qualcosa di salvabile nel mondo? Se volete parlare di questo, o di qualsiasi altra cosa, anche più amena e meno seria (del tipo quanto odiate Fuuma, o che vorreste uccidermi perché io lo odio, oppure che Kanoe ha uno stile di abbigliamento a dir poco orrendo, o che Kamui e Subaru fanno a gara per il trofeo “personaggio più sfigato dei manga”, e così via…):


Ah, il titolo l’ho “rubato” da una canzone di Elisa, mentre la prima frase, quella in latino, viene da una preghiera a Maria che a me piace tanto (la traduzione è: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio”).

Altre note? Uhm… Grazie a Leryu, Kairi, Haku, Lally, Koraen, Juuhachi Go, Shu, The Dreamer e tutti tutti tutti quelli che leggono le mie storie. Vi auguro il meglio!
Vostra Harriet

yumemi@hotmail.it

http://harriet-yuuko.livejournal.com

 

     


                     





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