FanFiction Capitan Harlock | My Immortal di angelfire123 | FanFiction Zone

 

  My Immortal

         

 

  

  

  

  

My Immortal ●●●●● (Letta 403 volte)

di angelfire123 

1 capitolo (conclusa) - 2 commenti - 1 seguace - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCapitan Harlock

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 One Shot 

I pensieri, i dubbi e le speranze di una giovane donna, da sempre innamorata del suo capitano, alla vigilia del giorno che cambierà per sempre le loro vite


  

My Immortal



Siamo giunti all'ultima navigazione, presto raggiungeremo la Terra, e lì sganceremo l'ultima bomba a vibrazione dimensionale, la centesima.

Rivedremo il nostro amato pianeta, culla della nostra civiltà, il vero cuore del nostro universo, il cuore di tutta l'umanità che ci è stato così ingiustamente sottratto.

Ma presto le cose cambieranno, sarà un gran giorno domani, sarà la fine o il principio, non so, ma di sicuro qualcosa cambierà.



Mi trovo difronte alla grande vetrata di uno dei corridoi esterni che portano in plancia, è lì che devo andare, il dovere mi chiama, ma non posso fare a meno di fermarmi a guardare le stelle, sembrano infiniti fasci di luce che solcano lo spazio rincorrendosi l'un l'altro; è così che appaiono durante il salto dimensionale.



Sembra che anche il tempo stia scorrendo via come la luce. Già, lo scorrere del tempo… quanto ne è passato da quando sono qui? Non so, non ne ho più memoria, su una nave spaziale non c'è un sole che sorge e che tramonta, non c'è la sensazione dell'alternarsi del giorno e della notte, a volte sembra che il tempo non passi mai, che tutto sia immobile e imperturbabile come lo spazio infinito, a volte invece pare che un secolo sia volato via in un secondo.



Chi ero prima di tutto questo? Cosa sono stata? Non lo rammento più.

E' come se avessi vissuto qui da sempre, questa nave è la mia casa, non posso pensare ad un altro posto, in tutto l'universo, dove vorrei essere in questo istante. Ed è una sorta di famiglia per tutti noi, se il capitano non ci avesse raccolto saremmo tutti morti da anni.

Il potere oscuro di questa nave ha avvolto anche le nostre esistenze, ci ha trascinato fuori dal tempo, non esiste più un presente ed un passato, e soprattutto, esisterà mai un futuro?

Domani lo sapremo, scopriremo tutto, quando giungeremo a destinazione. Ricominceremo dalla Terra.

Ma sarà davvero possibile ricominciare? Cosa vorrà dire davvero ricominciare? Che ne sarà di noi?

Ci lascerai e te ne andrai per la tua strada, capitano? Tornerai a solcare il mare delle stelle con la tua nave, per l'eternità? Tu non potresti vivere lontano dall'Arcadia, ti ho sentito respirare con lei, sussultare con lei, soffrire con lei, tu e la tua nave siete una cosa sola e io vorrei tanto conoscere la natura di questo legame così viscerale.

Ma tu non ne parli mai.

Vorrei conoscere la pena che porti nel cuore, da tempo immemore, vorrei poterti sollevare da essa e darti finalmente la pace.

Morirei per te, in questo stesso istante, e so che lo sai anche tu.

Abbiamo condiviso missioni e battaglie, abbiamo esultato e sofferto insieme, infinite volte, la mia vita è la tua vita, tu hai tutto di me, io ti appartengo dalla notte dei tempi. Vorrei che mi portassi con te capitano, ti seguirei fino agli estremi confini dell'universo, mio meraviglioso desiderio immortale.

Ho sognato di asciugare le tue lacrime, di annientare il tuo dolore, ho sognato di tenerti la mano, ma questa tua sofferenza è così reale che non può essere cancellata nemmeno nei sogni.

Cosa porti davvero nel cuore capitano? Perché non sorridi mai? Lo hai mai fatto in un tempo passato? Ne sarai mai capace in un futuro lontano?

Perché domani qualcosa cambierà, so che sarà così, domani forse, ricominceremo a vivere, ad amare e forse potremo anche morire. Perché a me basterebbe anche un solo intenso giorno d'amore, piuttosto che questa assurda eternità senza di te.



Mi avvicino alla vetrata e vi appoggio la mano, vedo la mia immagine riflessa nell'immensità dello spazio dove si rincorrono le stelle, e poi sento dei passi, i tuoi passi, ma non mi volto.

Aspetto di vedere il tuo viso riflesso nel vetro, accanto al mio. Non dici niente e non dico niente neanche io, il silenzio culla dolcemente le nostre anime solitarie e i nostri pensieri.

Poi mi volto e ti guardo, sei così terribilmente meraviglioso e perfetto in tutta la tua straordinaria imperfezione* e ti sorrido, mio capitano, perché tu sei la mia gioia e la mia dannazione eterna.

Tu non rispondi, ma improvvisamente sorridi anche tu, ed io sento il mio cuore sciogliersi e scivolare via dal corpo, così velocemente, da non sentirne quasi più i battiti.

Il tuo sorriso è un raggio di luce abbagliante che spezza le tenebre dello spazio profondo, è un dono immenso come l'intero universo.



Io ti appartengo dalla notte dei tempi, e tu hai già tutto di me.

Ti amo, mio capitano, mio meraviglioso sogno immortale.





*per queste parole mi sono ispirata alla frase “Se tutto è imperfetto in questo imperfetto mondo, l'amore invece è perfetto nella sua assoluta e squisita imperfezione”.

Jöns (Gunnar Björnstrand) in Il settimo sigillo, 1957 di Ingmar Bergman.

     


                     





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