FanFiction Hunter x Hunter | Party by myself di Ginger_Snapss | FanFiction Zone

 

  Party by myself

         

 

  

  

  

  

Party by myself   (Letta 305 volte)

di Ginger_Snapss 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaHunter x Hunter

Genere:

Romantico - Umoristico - Altro

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Killua è pentito di aver chiuso con il suo ormai ex ragazzo e decide di ubriacarsi per provare a non pensarci, almeno per una notte. Tutto dimentica, fuorché lui. Dal testo: Ogni mattina mi sveglio e vado a lavorare, poi torno a casa, mi faccio una doccia...


  




















party by myself













Party by myself
























I'm fresh to death, I'm in the zone




I checked my head, but no one's home.




The mood is right, the party's on




Looks like tonight, I'll be drinking alone.








Fuck everyone else, I'mma party by myself




Do this shit all night, I don't need nobody else.




Fuck everyone else, I'mma party by myself




Higher than a kite, with nobody but myself.








By myself




By myself




By myself




By myself




By myself




By myself




By myself




By myself

































Da quanto è iniziata la serata?



Un'ora? Due?



Wow, sono già
ubriaco. Non pensavo di andare giù con così poco, ho
bevuto solo due birre e... Almeno quindici shots.



Quattordici. No, quindici. Oppure tredici? Nel dubbio ne ordino altri due.



Tanto tu non ci sei, non
puoi controllarmi. Non sai cosa ho fatto in quest'ultimo periodo, non
sai se lavoro ancora allo stesso bar di due anni fa dove tutto è
iniziato, non sai chi frequento, non sai se ti ho dimenticato. Proprio
nulla. In fondo, in tre mesi può succedere di tutto, no?



Chissà che cosa hai
fatto tu in questo periodo, chissà come ti trovi
all'Università che dista ben cinquecentoquarantasette chilometri
da questa discoteca dove ora sono intento a buttar giù il
quattordicesimo -o quindicesimo?- shot, chissà chi frequenti
-con il carattere che hai mi sa proprio che l'unica cosa che frequenti
siano le lezioni-, chissà se mi hai dimenticato.



Sai, la mia vita da quando
te ne sei andato è cambiata radicalmente: in questi ultimi tre
mesi ho continuato a lavorare allo stesso bar di due anni fa, non
frequento nessuno perché nessuno è te, non ti ho
dimenticato. Scherzavo, non è cambiato proprio nulla, a parte la
cosa più importante: nella mia vita ora manchi tu.



Ogni mattina mi sveglio e
vado a lavorare, poi torno a casa, mi faccio una doccia e mi rilasso
sul divano a guardare la televisione. Tutto ciò lo facevo anche
quando c'eri tu, ma è proprio questo il punto: che tu ora non ci sei.



Siamo così lontani che anche se ora decidessi di scappare per
venire da te, non ti raggiungerei nemmeno in due giorni di viaggio.



È strano -per non dire brutto- svegliarsi la mattina senza ricevere il tuo messaggio del buongiorno.



È strano, veramente strano, non sentire più la tua voce.



È strano,
terribilmente strano, non vederti più la mattina, quando venivi
al bar per fare colazione e poi scappavi dritto a scuola perché
ogni giorno era sempre così: ci mettevamo a parlare e non
finivamo più e tu rischiavi ogni volta di arrivare in ritardo,
da lunedì a sabato.



È brutto, veramente brutto, terribilmente brutto, non poterti più chiamare amore.



Aaahhh, quanto eri carino quando arrossivi tutte le volte che ti chiamavo amore! Ora che ci penso mi viene da sorridere…



Un momento: ma io mi sono
ubriacato per non pensare a queste cose! Mio padre mi ha accompagnato
in questa discoteca pensando che fossi con amici e invece sono qui da solo
e avevo intenzione di prendermi la sbronza del secolo solo per non
pensare a te e invece cosa sta succedendo? Che a tutto non sto pensando
fuorché a te.



Maledizione, ti detesto! Non puoi farmi questo! Pure quando sono ubriaco non mi lasci in pace!





La musica di questa
discoteca è troppo alta, mi rimbomba tutto nelle orecchie. Per
non parlare delle luci fosforescenti che mi accecano gli occhi.



Se questa sera fossi uscito
con te, sicuramente non saremmo qui: tu odi le discoteche e come
biasimarti! Ora che sono ubriaco dopo tanto tempo, capisco cosa
intendevi per musica assordante, luci fastidiose e alcol. Alcol, solo
alcol. Per te questa parola non necessita di essere accompagnata da
qualche aggettivo, perché già quella basta per descrivere
qualcosa di assolutamente negativo.



Alcol: il peggior nemico
della mente e dello stomaco. Non so come starà il mio stomaco
domani mattina, ma per il momento è la mia mente che mi
preoccupa: sta lottando con tutte le proprie forze per non pensare a
te, che sei la mia dipendenza più grande.



Posso soprannominarti alcol, almeno per questa notte?



Comunque, stavo
dicendo… Ah si, se fossi uscito con te sicuramente saremmo
andati in un posto molto più tranquillo. Magari in riva al mare,
che a te piace tanto. Fa ancora troppo freddo per fare l'amore sulla
spiaggia, però. Ma faccio l'amore con te anche solo guardandoti
un secondo negli occhi, quindi avremmo comunque avuto la nostra notte
di passione.



Sono da diversi mesi che il
mare si comporta in maniera sfacciata, sai? Perché ora che te ne
sei andato, non ha più rivali: eri tu la cosa più bella
che ci fosse qui, e subito dopo il mare.



Amavo questa città
per il mare. Poi sei arrivato tu, e il mare è passato in secondo
piano. Poi te ne sei andato ma quella distesa di acqua limpida
non ha preso il tuo posto.



Non sono più un
bambino, che quando mi tuffavo in acqua mi armavo di coraggio e cercavo
di andare sempre più in là fino a non toccare più
e nuotavo con tutte le mie forze verso riva perché avevo paura
di annegare. Mi affascinava l'idea dell'ignoto, di cosa mi aspettasse
superato un certo limite. Già, non sono più un bambino.
Peccato che, ogni volta che ti guardavo negli occhi, sprofondavo in un
abisso senza fine. Allora sono rimasto un bambino? Riuscivo a sostenere
il tuo sguardo per pochi secondi -ma ci tengo a ripetere che uno mi
bastava per fare l'amore- e poi mi giravo dall'altra parte,
perché avevo paura di annegare.



Ora che sono passati tre
mesi, sono assolutamente convinto che le cose non siano affatto
cambiate: ti guarderei negli occhi come ho sempre fatto e avrei paura,
paura di innamorarmi ancora più di te.









Basta, ordino un altro shot.

















































Me, myself, and I've been drinking.





























Mi manchi.



Più bevo e più mi manchi.



Altroché bere per dimenticare: bevo e di te mi ricordo sempre di più!



Mi ricordo tutto nei minimi particolari, forse non sono veramente ubriaco…





















***





















“Cappuccino e brioche.”



Il
ragazzo dai capelli bianchi aveva appoggiato il piattino e la tazza al
tavolo dove sedeva quello che chiamava 'faccia nuova', un ragazzo
più grande di lui che non aveva mai visto. L'interesse era nato
già dalla prima volta che l'aveva visto, quando il lunedì
di quella stessa settimana era entrato e aveva ordinato l'ormai solito
cappuccino e brioche.



“Grazie.” rispose lo sconosciuto, e un dolce sorriso gli contornò il volto.



Killua
stava per andarsene ma, notando che tutti gli altri clienti erano stati
serviti, decise di approfittarne. Quel giorno era giovedì e mai
se lo sarebbe dimenticato.



“Sei nuovo? Non ti ho mai visto qui.”



“No, ho sempre vissuto qui. Sinceramente, nemmeno io ti ho mai visto.”



“Beh, la città è pur sempre grande. Studi?”



“Si,
sono al quarto anno delle superiori.” il cliente lo osservò
per qualche secondo prima di porgli una domanda. “Quanti anni
hai?”



“Sedici, ho abbandonato gli studi.” rispose Killua, che si era seduto di fianco a lui.



“Come mai?”



“Perché
i miei genitori avrebbero continuato a spendere soldi inutilmente. Non
mi è mai piaciuto studiare e dopo essere stato bocciato, ho
deciso di non ripetere l'anno e cercarmi un lavoro. Sono qui da circa
tre mesi.”



“Capisco. Una scelta coraggiosa.”



“Si, visti i tempi che corrono lo è. Come ti chiami?”






























***

















Ahh, il nostro primo incontro, come potrei dimenticarlo… È lì che è iniziato tutto.



Da quel giorno le nostre
vite cambiarono. La mia sicuramente in meglio, poi non so la tua. Avevo
il meglio e alla fine… Alla fine… Cazzo, sono stato io.
Io ho deciso di chiudere il nostro rapporto.



Ma perché, poi? Perché l'ho fatto? Cosa diamine mi è passato per la testa?



È vero, forse sono
stato un po' troppo duro nei tuoi confronti: l'Università
è una cosa impegnativa, non è colpa tua se hai tanto da
studiare e non potevamo sentirci spesso…



Aspetta, io ti ho lasciato solo per questo? L'ho fatto per davvero?









Killua Zaoldyeck!

Sissignore!

Sei un coglione!

Lo so, signore!






























Blowing up my cell but I don't think I'm a answer.




I'm all by myself so I don't think I'm a answer.





























Ora che ci penso meglio
-per quel che riesce a fare la mia mente ora-, non posso averti
lasciato per un motivo così futile. No, c'era qualcos'altro
sotto. Non era tanto il fatto di non sentirci, era il fatto di non
esserci. Uno smile su Whatsapp non rendeva giustizia al tuo sorriso, un
messaggio vocale non rendeva giustizia alla tua voce sussurrata al mio
orecchio, una tua foto non rendeva giustizia alla tua presenza. Dovevo
essere felice per te, che eri tanto entusiasta dell'Università,
dei corsi, delle materie nuove che avresti studiato e che da tanto
sognavi di poter studiare… E invece… Ho rovinato tutto.



Il display del telefono si
illumina ma tanto so che non sei tu. Sono le due di notte, a quest'ora
o starai dormendo, o starai studiando -perché si, saresti in
grado di farlo-.



Oppure, chissà, magari mi starai pensando… La speranza è sempre l'ultima a morire.



Perché il display del telefono continua a restare acceso? Chi è che rompe a quest'ora?



Sono stato aggiunto ad un
nuovo gruppo Whatsapp. A quest'ora? Ma chi è che alle due di
notte crea un gruppo Whatsapp e lo intasa di messaggi?







Zushi ti ha aggiunto al gruppo KARATE.







Ma che cazzo… Non frequento più karate da almeno tre anni! Bah, quel Zushi è tutto matto.



Mi è anche arrivata una notifica su Facebook.







Zushi ha pubblicato una foto nel gruppo KARATE.







…Sono letteralmente senza parole. Non solo su Whatsapp, ma anche su Facebook!
Esco immediatamente dal gruppo, non ho voglia di leggere certe
minchiate. Scorro nella Home alla ricerca di qualcosa di interessante
ma a parte le solite cose, niente di nuovo.



O così sembra. Cosa hanno appena visto i miei occhi?



Sei tu! Proprio tu che quattro ore fa hai pubblicato una foto! Dio, il tuo sorriso…



Ma… Aspetta un attimo… Non sei solo. Vicino a te c'è un tizio… Ma… Ma…



MA È UN VECCHIO! Chi è, il tuo nuovo ragazzo? Mi hai rimpiazzato con lui?



Mi è crollato il mondo addosso.







Farmi ingelosire: ci sei riuscito nel modo giusto.

















































Me and my cup, almost solo and faulty beer.



I'm seeing double but there's only one guy here.



Motherfucker, I'm getting weird!






Motherfucker, yeah, let's get weird!





























Mi sento strano.



Dopo aver visto quella foto
ho spento il telefono. Pure il tuo sorriso è riuscito a farmi
irritare: in fondo, non sono stato io a provocartelo… Ma quel
tizio.



Sono le 2:30, tra poco mio
padre verrà a prendermi. Ho passato l'intera serata seduto
a questo bancone a bere alcol e pensare a te. Che schifo di serata.



Vedo un ragazzo -o due?- avvicinarsi sorridente -si, credo che sorrida-
a me. Ha gli occhi castani, un bel colore... Ma i tuoi sono i
più belli.



Ora mi sta parlando ma sinceramente non capisco un cazzo di quello che mi sta dicendo.



Dice di chiamarsi Gong… Gong, come il suono delle campane che fanno gong gong.



Ah, no, si chiama Gon. Vuole che balli con lui? Ma mi hai visto? Guarda come sono ridotto! Ma chi ti conosce!

Mi alzo e gli do le spalle, dirigendomi all'uscita.







Basta, me ne torno a casa.



































Let's get weird



Let's get weird



Let's get weird



Let's get weird



















Get weird.





























Mi scoppia la testa.



Dannazione, cosa è
successo? Sono passati venti minuti da quando ho aperto gli occhi e sto
cercando di ricordare cosa ho fatto la sera prima.



Mal di testa, nausea, spossatezza… La diagnosi è: sbronza. Ma
non una sbronza qualunque: una sbronza che non ripeterò
più in tutta la mia vita. Mai mi ero ubriacato al punto di stare
così male. Mi giro verso il comodino sul quale è
appoggiato il cellulare e, dopo innumerevoli sforzi, riesco a
prenderlo. Dopo aver sbagliato cinque volte il codice di sblocco, alla
fine ce la faccio. Ciò che vedo sullo sfondo mi fa ricordare
più o meno tutto: la nostra foto preferita. Ora ricordo del perché mi sono ubriacato…



Rimango a fissare lo sfondo
per dei minuti interminabili fino a quando il mio dito si muove quasi
in automatico: clicca sulla rubrica e scorre fino al suo nome.



Altri minuti interminabili
accompagnano la mia esitazione che si mescola all'ansia, al cuore che
batte all'impazzata e al mal di testa che si è intensificato. Ma
non posso più aspettare, devo farlo ora. Diamine, clicca quel
tasto verde, Killua! Non esitare!



Passano altri due minuti e
finalmente lo faccio. Porto il telefono all'orecchio e, dopo parecchi
squilli, si inserisce la segreteria telefonica.



Fanculo.







“Momentaneamente sono a lezione, se avete bisogno lasciate un messaggio vocale dopo il bip.”







Ma te lo do io il bip!



Controllo l'orario e confermo: sono le dieci e un quarto quindi si, sicuramente è a lezione.



Il fatto di essere riuscito
a premere il tasto della chiamata mi ha donato un certo coraggio e un
sorrisetto mi si dipinge sul volto: so che cosa fare.



Ah, caro mio, non ti
libererai tanto facilmente di me. Dovessero arrivarti cento chiamate e
dovessi essere a lezione, prima o poi dovrai rispondere a quel cazzo di
telefono.



Insisto, insisto, insisto.
E poi ancora, lo chiamo, segreteria, lo richiamo, segreteria, lo
richiamo per la sedicesima volta fino a quando…







“Killua, che ti prende? Mi hai chiamato sedici volte nell'arco di cinque minuti...”



“Ah… Allora… Ho tenuto bene… Il conto.”



Oddio, la mia voce. È la prima volta che parlo da ieri sera e sembro quasi irriconoscibile. Ovviamente, lui se ne accorge subito.



“Killua… Ti sei ubriacato?” mi domanda, facendosi serio.



“Sì…
Può darsi...” rispondo, e non capisco nemmeno io del
perché gli abbia dato una risposta così stupida: cosa mi
costava dirgli semplicemente 'sì'?



“Che diamine di risposta è? Perché ti sei ubriacato?” sembra preoccupato.



“Perché volevo... Volevo provare a non pensarti, almeno per una notte.” ammetto.



“Killua...”



“Sì, lo so,
non avrei dovuto... Ma cosa potevo farci? Sono passati tre mesi
dall'ultima volta che ho sentito la tua voce e quasi cinque mesi
dall'ultima volta che abbiamo fatto l'amore. È difficile, lo so
che è difficile... La distanza è sempre
complicata… Ma dopo che ci siamo lasciati… Anzi, che ti ho lasciato…
Ho capito che la distanza diventa un fattore superfluo se due persone
si vogliono veramente bene. Anche se ormai non penso che si possa fare
qualcosa, hai un nuovo amico...”



“Di chi stai parlando?”

Non fare il finto tonto!



“Ieri sera… Ho visto la foto che hai pubblicato su Facebook.”



“Chi, Leorio? Ma no, è solo un mio compagno di corso.”



“Niente di più?” domando, un po' diffidente.



“Niente di più.” conferma lui.



“Davvero?” insisto.



“Davvero. Killua...”



“Sì…?”



“Non sai quanto ho
sperato in questi tre mesi di sentirti dire queste parole. Quest'ultimo
periodo è stato difficile senza di te… Il tempo sembrava
essersi fermato. Mi ero ripromesso che se non ci fossimo sentiti
durante tutto questo tempo, appena tornato a casa sarei venuto subito
da te.”



“Tornerai a casa…?” il mio cuore perde un battito.



“Sì… Tra due settimane sarà Pasqua.”



“Passeremo… Passeremo almeno una giornata… Insieme?”



“Anche più di una, se vuoi. Mi sei mancato.”



“Anche tu.”



“Ora torno a lezione, se vuoi ci sentiamo questa sera. Ah, Killua...”



“Sì…?”



“Ti amo.”

Il mio cuore esplode di gioia.



“Ti amo anch'io, Kurapika.”




















































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Hollywood Undead – Party by myself




     


                     





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