FanFiction Sailor Moon | Gli opposti si attraggono di Vianne1013 | FanFiction Zone

 

  Gli opposti si attraggono

         

 

  

  

  

  

Gli opposti si attraggono   (Letta 728 volte)

di Vianne1013 

4 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaSailor Moon

Genere:

Erotico - Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 1- Litigi e incomprensioni 

Hola, come già detto in precedenza, io amo la coppia Haruka & Seiya e amo scrivere su di loro. Questa è una storia vecchia che non ho mai finito né pubblicato. Spero che vi piaccia. Bacini ^_^


  

A lui non importava quello che provava lei..
Non gli facevano effetto quelle preghiere silenziose che lei gli rivolgeva ogni giorno e ogni notte. Erano nemici di giorno e amanti di notte. Al calar del sole, si trasformavano come due esseri immortali che passavano dalla luce al buio con grande facilità.
Un segreto che nessuno conosceva, ma che solo i loro cuori potevano condividere. Di giorno, a scuola, acerrimi nemici che erano sempre sul punto di azzuffarsi, picchiarsi, colpirsi con violenza ad ogni sguardo, di notte, rinchiusi in quella sala prove, dove solo lui poteva entrare, rannicchiati su quel vecchio divano di pelle, che produceva rumori strani ad ogni singolo movimento, si amavano fino allo sfinimento, fino all’ultimo respiro e barlume di forze e poi cadevano avvinghiati l’uno all’altra in un sonno profondo.
Ogni giorno, ogni settimana, ogni mese della sua vita era così.
Era una situazione strana, particolare, a volte insostenibile, ma era come una droga.
Haruka aveva provato a resistere alla tentazione di ritrovarsi lì, davanti a quella porta di metallo verde, arrugginito dal tempo, un colore ormai svanito che aveva memorizzato nella sua mente, una porta che conosceva troppo bene per i suoi gusti ma che non smetteva mai di comparirle davanti agli occhi. Aveva cercato di non tornare lì, di non sentir risuonare le lancette dell’orologio che battevano le cinque e gli rimbombavano nel petto, aveva cercato di trovare mille scuse per non passare vicino a quel posto che era diventato parte integrante della sua vita, aveva persino cercato di prendere degli impegni per quell’ora, ma poi il suo cuore l’aveva richiamata indietro a quelle sensazioni che ormai le rimbombavano nella mente e lei si era ritrovata ad aspettare impazientemente il rumore metallico della serratura che si apriva.
E anche quella sera era ritornata lì, aspettando che quella serratura scattasse e quel pomello si girasse in senso antiorario e quei due occhi blu come la notte la guardassero per qualche minuto prima di farla entrare. Ogni volta era la stessa storia, lui le apriva la porta, sul volto un’espressione strana e quasi impassibile, la camicia aperta completamente che mostrava il suo petto atletico e scolpito e i lunghi capelli neri scompigliati che gli ricadevano sulle spalle in modo disordinato. Quegli occhi blu la guardavano sempre, l’osservavano con insistenza e poi scomparivano mentre il loro padrone si spostava per farla entrare.
Quando la porta metallica si chiudeva la scena era sempre la stessa, Haruka non faceva in tempo a fare un passo che Seiya le si scagliava contro, sbattendola con violenza contro il muro della stanza e la immobilizzava con il suo corpo. Era questione di un attimo e l’uomo le saltava immediatamente addosso, mentre le sue labbra calde e desiderose la trascinavano in un bacio forte, profondo e violento. Più di una volta Haruka si era ritrovata con la divisa stracciata, esposta ai suoi occhi vogliosi di guardarla e contemplarla nel più naturale dei modi.
In un attimo le sue mani grandi e maschili l’avevano afferrata per poi buttarla sul quel divano ormai consumato da quella passione così bella da fare male. Quel posto era da mesi il teatro di quella scena d’amore che ogni giorno lei viveva assieme a lui. In quei momenti non venivano pronunciate parole, solo i loro corpi avevano il diritto di parlare e i loro occhi che si scambiavano quegli eloquenti sguardi silenziosi, oscuri e incomprensibili a tutti, tranne loro.
E anche quel giorno Haruka era andata da lui e Seiya le aveva rivolto lo stesso sguardo incuriosito, l’aveva squadrata da capo a piedi e l’aveva trascinata dentro, chiudendo violentemente la porta. Le sue labbra l’avevano cercata praticamente subito, l’avevano bramata dall’inizio e lei si era lasciata baciare con passione e violenza come sempre. Come ogni pomeriggio lui non le aveva dato il tempo di spogliarsi né di respirare, l’aveva afferrata per le braccia e il rumore ovattato del divano che cedeva sotto il suo peso le era riecheggiato nelle orecchie ancora una volta.
Ed ora lei era lì, distesa su quella struttura di pelle che odorava di lei, di lui, di sesso e di segreti e l’osservava mentre si avvicinava a lei, con uno sguardo infuocato pieno di desiderio. Lei sapeva che a lui non importava nulla di quel momento, sapeva che lei era come tutte le altre eppure avrebbe giurato di aver visto i suoi occhi luccicare ogni tanto. I suoi pensieri s’interruppero all’improvviso perché Seiya si avventò di nuovo su di lei baciandola con violenza e successivamente con passione. La sua lingua cercò di accedere alla sua bocca, ma Haruka decise di resistere. Lei sapeva che lui amava questo tipo di gioco, Seiya adorava le sfide di resistenza. Quelle sfide che solo lei poteva sostenere, quei giochi che solo lei poteva sopportare e quelle sensazioni che solo lei poteva dargli. In fondo, quello era il patto, lui l’aiutava a dimenticare la sua Michiru, che l’aveva lasciata per un uomo e lei gli permetteva di annegare il suo dolore per Usako. Un patto di ferro, doloroso che per i primi tempi aveva funzionato, ma che ora le rimaneva troppo stretto per riuscire ad andare avanti.
Seiya l’afferrò all’improvviso per i polsi, costringendola ad arcuarsi ancora di più contro il suo corpo e questa cosa gli piacque moltissimo. Haruka gli ruggì contro la bocca, mentre i suoi occhi s’incatenarono a quelli dell’uomo e la cosa la fece vibrare come mai prima d’ora.
“A volte sei veramente un selvaggio.” Gli disse la ragazza, rivolgendogli un’occhiata piena d’odio.
“Smettila di fare la santarellina, lo so che ti sta piacendo.” Le disse con voce arrogante, mentre i suoi occhi ripercorrevano avidamente il suo corpo che si muoveva sotto di lui. Haruka lo guardò con odio, era vero che quell’improvvisa violenza le stava piacendo e anche parecchio, ma era vero anche che lei aveva una dignità che non tollerava la totale sottomissione della donna per il viscido piacere dell’uomo.
“Smettila che ti conviene…” continuò lei guardandolo con cattiveria.
“Oh rilassati Haruka, stiamo solo giocando.”
“Tu forse stai giocando, io sono serissima!”
“Smettila mi stai dando sui nervi!” le ruggì infine stringendo ancora di più la morsa sui suoi polsi. Un gemito di dolore le scappò dalla bocca, mentre piccole e silenziose lacrime le comparvero sul volto all’improvviso. Da quando Seiya era diventato talmente forte da immobilizzarla sotto di lui? Oppure era lei che era diventata debole? Il pensiero di essere totalmente alla sua mercè le fece paura e istintivamente iniziò a muoversi da sotto di lui, nel tentativo di liberarsi. La ragazza da una parte, sperava che in questo modo, lui la smettesse di giocare e di trattarla così e ritornasse in sé. Una considerazione completamente errata.
Al sentirla muovere in quel modo, Seiya sentì la sua erezione continuare a gonfiarsi contro il tessuto dei pantaloni, che erano diventati troppo stretti e costrittivi per i suoi gusti e la sua libido continuò ad aumentare anziché diminuire a causa di quel comportamento. Quei piccoli movimenti di Haruka che cercava di sottrarsi alla sua presa, la pelle delle sue gambe ormai non più coperte dalla gonna scolastica, il movimento del suo bacino che strusciava costantemente contro il suo e la scena di lei, selvaggia, completamente esposta alla sua vista,gli provocò lenti e piacevoli brividi lungo tutta la spina dorsale.
La voleva, oh si, la voleva eccome e ora la desiderava ancor di più di prima. Il sentirla ansimare e agitarsi sotto il suo peso lo stava mandando in orbita, il suo centro caldo e forse leggermente bagnato si strusciava costantemente contro la sua erezione che ormai stava esplodendo contro la zip dei suoi pantaloni e quelle sensazioni che stava provando lo stavano facendo impazzire. Possibile che Haruka non si rendesse conto di quello che gli stava facendo?
I suoi occhi erano focalizzati sul suo seno che ballonzolava morbido da sotto la divisa, sulla sua bocca rossa e carnosa che non si stancava mai di baciare, sui suoi occhi grigi e penetranti che ora lo guardavano con odio, sull’incavo del suo collo, dove a lui piaceva immergere la testa per assaporare il dolce odore della sua pelle e infine sul suo sesso leggermente coperto dagli slip di cotone, che ormai conosceva bene e che non smetteva mai di desiderare.
Rendendosi conto del fatto che se Haruka non avesse smesso di muoversi così, lui sarebbe impazzito dal desiderio e si sarebbe avventato su di lei guidato dal solo istinto animale, Seiya si morse il labbro e poi cercò di calmarla richiamando la sua attenzione.
“Haruka! Basta! Smettila, più ti muovi così, più mi eccito! Piantala o non riuscirò più a rispondere di me!”
Al sentire quelle parole la ragazza si fermò di scatto e smise di opporre resistenza. I suoi occhi s’incatenarono a quelli dell’uomo e il cuore iniziò a batterle all’impazzata nel petto.
“Lasciami..” disse lei cercando di ottenere la sua liberazione.
“Non voglio…” rispose lui con voce roca guidata dal solo desiderio.
“Se non mi lasci ricomincerò a muovermi come prima, ma stavolta non mi fermerò fino a quando non cederai.”
Era una sfida molto allettante, decisamente molto interessante ma lui era in una posizione di svantaggio, la sua erezione era come un tizzone ardente che gli stava bruciando la pelle, stava impazzendo dal desiderio, una sensazione di bisogno talmente tanto forte da fargli male. I loro sguardi s’incrociarono di nuovo e rendendosi conto che la ragazza faceva sul serio, Seiya non disse una parola, le rivolse uno sguardo pieno di rabbia e le lasciò i polsi, continuando ad osservarla.
Haruka si allontanò da lui e si mise a sedere, mentre iniziava a massaggiarsi i polsi, senza però interrompere il contatto visivo.
“Che diavolo ti è passato per la testa? Non sono mica un giocattolo io.”
“Eppure mi era sembrato che ti stesse piacendo, sbaglio o sei eccitata anche tu?”
“Ma che idiozie vai farneticando? Non mi sono per niente eccitata, sei solo un barbaro e un insensibile… ti ho chiesto di smetterla e mi hai ignorato! Egoista bastardo!” la sua voce era tagliente e ruvida, i suoi occhi pieni di risentimento. Haruka lo stava puntando come una pantera punta la sua preda, mentre i suoi occhi rivelavano tutto il suo disgusto e tutto il risentimento che stava provando in quel momento.
Seiya sentì il brivido della sfida salirgli lungo la spina dorsale, era eccitato ma anche arrabbiato da morire, la ragazza aveva impiegato pochi minuti a cambiare umore e ad offenderlo senza pietà. La situazione stava peggiorando e l’ira gli stava crescendo in petto.
“Ma che diavolo ti salta in mente? Ho fatto solo quello che facciamo sempre! Come ti permetti di offendermi? Fino a qualche giorno fa morivi dalla voglia di essere toccata da me e ora? Ti rivolgi così come se ti avessi offeso a morte! Cerca di abbassare la cresta ragazzina! Non ho fatto niente che tu non volessi!” le ruggì contro.
Haruka sentì la rabbia assalirla come un predatore e gli rivolse uno sguardo glaciale.
“Beh visto che nessuno dei due ha più voglia, posso anche andarmene non credi?” gli disse con durezza.
“Ma sì vattene!” sbuffò lui, facendogli cenno con la mano e passandosi nervosamente una mano tra i capelli. “Chi diavolo vuole passare la notte con una come te? Fossi matto! Vattene e non ti disturbare a tornare!”
Haruka nel tentativo di non rispondere, si morse con violenza il labbro, tanto da far uscire il sangue, che veloce le scivolò lungo la gola. Seiya non la degnò di uno sguardo, le passò accanto e aprendo la porta la invitò ad accomodarsi fuori.
Con sua grande sorpresa, Haruka notò che era scoppiato un tremendo temporale e che avrebbe finito per bagnarsi come un pulcino, ma l’orgoglio ferito la convinse a rischiarsela. Senza dirgli nulla, attraversò la soglia e svanì immersa nella cascata d’acqua notturna.
Seiya chiuse con violenza la porta e sbuffò “Brutta stupida! Ti ammalerai con questo tempo maledetto!”
E detto questo la lasciò andare, pieno di rabbia nel cuore.


Continua…..

     


                     





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