FanFiction Gate 7 | Il calore di qualcuno di mamie | FanFiction Zone

 

  Il calore di qualcuno

         

 

  

  

  

  

Il calore di qualcuno   (Letta 431 volte)

di mamie 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaGate 7

Genere:

Altro

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Missing Moment ispirato al decimo capitolo del manga. Dopo il duro scontro con Sanada Yukimura, i componenti dell'UraShichiken tornano a casa... Leggerissimo shonen-ai.


  

IL CALORE DI QUALCUNO

Chikahito aveva reagito con palese imbarazzo quando Sakura gli aveva detto di non riuscire a dormire se non sentiva il calore di qualcuno accanto a sé. Forse era per questo che stava fuori così spesso la notte e a volte non tornava nemmeno per colazione. Certo, lavorare in una okyia[1] aiutava, ma Chikahito non aveva mai indagato, di proposito, su come facesse a dormire lì, a Urashichiken.

Quella sera però, dopo la battaglia furiosa con Sanada Yukimura, l’atmosfera era molto diversa. Sakura si era rifiutato fermamente di andare all’ospedale e ora, nonostante le cure di Hana, tremava per la febbre. Tachibana, seduto in un angolo della stanza, lo guardava con un cipiglio anche più tetro del solito. Chikahito cercava di affaccendarsi intorno senza sapere bene cosa fare, più preoccupato che mai, finché la voce gelida di Tachibana non lo raggiunse dandogli come sempre dei brividi lungo la schiena.
‒ Andate a dormire, voi due. Resto io con lui.
‒ Ma… tu… ‒ cominciò a protestare Chikahito, prima che l’occhiataccia di Tachibana lo facesse schizzare via dalla stanza come se fosse stato raggiunto da un calcio nel didietro.
‒ Non preoccuparti ‒ stava dicendo Hana col suo tono più dolce. ‒ Sakura è molto forte. Vedrai che starà bene…

Tachibana si avvicinò silenziosamente, ma Sakura parve sentirlo ugualmente perché aprì gli occhi e cercò di sorridere. Però batteva i denti e non gli riuscì tanto bene.
‒ Stupido ‒ commentò Tachibana.
Per tutta risposta il sorriso di Sakura si allargò. Tachibana gli scostò i capelli dalla faccia, delicatamente, poi si stese accanto a lui sfiorandolo appena. Il futon di Sakura era ampio e ci si stava comodamente anche in due.
‒ Dormi ‒ intimò Tachibana mettendogli un braccio, quello sano, attorno alle spalle.
Sakura chiuse di nuovo gli occhi, ma il sorriso gli era rimasto incollato sul volto.

Come a un bambino.



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[1] Okyia = casa delle geishe. Sakura lavora come assistente alla vestizione (tradizionalmente è un uomo a farlo, detto “otoko-san”, dato che ci vuole una certa forza per legare l’obi correttamente).

     


                     





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