FanFiction Hunter x Hunter | Cherry- The Happy Hunter di Reiko_chan90 | FanFiction Zone

 

  Cherry- The Happy Hunter

         

 

  

  

  

  

Cherry- The Happy Hunter   (Letta 571 volte)

di Reiko_chan90 

1 capitolo (in corso) - 0 commenti - 0 seguaci - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaHunter x Hunter

Genere:

Avventura - Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

Un improbabile incontro con una ancora più improbabile ragazza può cambiare la vita e questo Illumi lo scoprirà molto presto a sue spese, Alla fine aveva ragione il suo primo istinto: non avrebbe mai dovuto accettare quel lavoro... (il pairing è ovviament...


  

Chapter 1



Gon e Killua stavano correndo a perdifiato verso la stazione dei treni. Erano in partenza , ma non avevano ancora acquistato i biglietti perchè la sera prima avevano fatto tardi ad allenarsi come al solito e la mattina nessuno dei due si era svegliato in tempo. Come se non bastasse la loro maestra personale Biscuit aveva dato loro una dead-line sull'orario in cui presentarsi da lei nella città vicina... il che significava che anche il più piccolo ritardo avrebbe significato una punizione delle sue, che entrambi avrebbero preferito evitare.

-Questa volta è tutta colpa tua Gon, certo che potevi anche evitare di disintegrare la sveglia con un pugno...

-Ma non l'ho fatto apposta! E' stato istintivo... e poi stavo ancora dormendo.

-E di chi è stata l'idea di allenarsi anche dopo cena?

-E che centra?!Tu eri d'accordo! E ti ricordo che abbiamo perso un sacco di tempo anche al negozio di dolci, per quelle barrette al cioccolato da cui sembrava dipendesse la tua vita...

-Ah, ormai non importa... dai , corriamo, forse facciamo ancora in tempo...

-Si!

I due amici erano ormai nei presi della stazione, vicinissimi a raggiungere il proprio obbiettivo quando udirono un grido provenire dalla direzione opposta. Gon si lanciò istintivamente da quella parte e Killua sospirando fu costretto a seguirlo a ruota. La persona che aveva gridato era una ragazza molto più grande di loro dallo sguardo impaurito , la quale era stata messa in una angolo da un terzetto di uomini con intenzioni molto evidenti.

La poveretta cercava con entrambe le mani di unire i lembi della camicetta strappata , mentre si appiattiva contro il muro, nel tentativo di stare il più lontano possibile dai suoi assalitori. Gon fu il primo ad intervenire chiedendo dapprima ai tre uomini di ritirarsi e lasciare la ragazza in pace. Quelli vedendo in lui solo un ragazzino gli risero in faccia.

Cinque minuti dopo avevano già finito di ridere, anzi sfrecciavano via tutti ammaccati per le botte prese, sostenendo che quei due ragazzini fossero in realtà dei demoni.

-Signorina, va tutto bene?- domandò Gon a quel punto, rivolgendosi alla giovane vittima.

-Si- annuì lei, avanzando timidamente- non preoccupatevi, non sono ferita. Mi sono solo molto spaventata! Quando quella persona mi ha chiesto di seguirlo ho pensato che avesse bisogno di aiuto ...non mi aspettavo certo di venire aggredita.

-Stupida!Guarda che non devi metterti a seguire degli sconosciuti solo perchè ti chiedono aiuto- la rimproverò Killua - vedi di fare più attenzione. La prossima volta potresti non essere altrettanto fortunata .

-Me lo dice sempre anche il mio ragazzo...- osservò lei con aria colpevole-... mi ha detto anche di aspettarlo alla stazione e di non combinare casini mentre andava a prendere i biglietti del treno.

-Anche noi stiamo andando alla stazione!Ti possiamo accompagnare là dal tuo fidanzato- propose Gon.

Lei annuì , con aria più sollevata al pensiero di non doverci andare da sola col rischio di fare altri brutti incontri. Nonostante non fosse più una bambina era capace di cadere nelle trappole più elementari e sicuramente il suo fidanzato l'avrebbe sgridata se avesse combinato qualche altro pasticcio mandando a monte il loro viaggio.

-Si, in fretta però che il treno mica aspetta noi...- commentò Killua, il quale non era tropo contento di tirarsi dietro l'ennesima seccatura.

-Non so proprio come ringraziarvi!- trillò lei, tutta contenta- A proposito, mi chiamo Cherry!Molto piacere di conoscervi!

I ragazzi si presentarono a loro volta e si cominciò a parlare del più e del meno sulla via per al stazione. Appresero così che Cherry aveva ventitre anni e stava andando col suo ragazzo a conoscere la famiglia di lui, prima dell'imminente matrimonio.

-Mi ha appena chiesto di sposarlo e io gli ho detto di sì- raccontò mostrando con orgoglio l'anello che aveva al dito- Ma a dir la verità non ci conosciamo da tanto e io non conosco nemmeno la sua famiglia. Sono un po' in ansia all'idea di incontrare i suoi! Credo che un po' sia agitato anche lui, anche se ovviamente non vuole darlo a vedere... tutti gli uomini fanno così. Voglio presentarvelo comunque, non dev'essere lontano.

-Sarebbe splendido... ma non abbiamo tempo- rispose Killua sbrigativo.

-Ok!- esclamò Gon nello stesso momento.

-Oh, eccolo che arriva!Da questa parte!- esclamò Cherry agitando la mano in alto, dimenticatasi del tutto della camicetta strappata che lasciava in bella mostra tutto il davanzale.

Il povero fidanzato si fece avanti tra la folla, Killua provava davvero pena per lui, che stava per sposarsi con una tale palla al piede.

-Stavo per venirti a cercare, dove diamine eri? Non posso lasciarti da sola cinque minuti che...

Non appena udì quella voce tutta la compassione di Killua si mutò in apprensione. Alzò lo sguardo per incontrare quello altrettanto sorpreso di suo fratello Illumi, il quale aveva tutta l'aria di essere stato beccato da loro due con le mani nel sacco. E di non voler lasciare testimoni.

Fortunatamente Illumi non riuscì nemmeno ad avvicinarsi a Gon e Killua perchè in quel momento Cherry gli aveva buttato entrambe le braccia al collo, tentando di sbaciucchiarlo in maniera imbarazzante.

-Sentite, visto che dobbiamo tutti e quattro prendere lo stesso treno perchè non facciamo il viaggio insieme?- propose la ragazza con entusiasmo.

Sarebbe stato un viaggio molto più lungo del previsto.



Sei mesi prima...



Innanzi tutto lui non ci voleva nemmeno venire in quel buco di posto, in mezzo a tutta la peggiore feccia dei bassifondi di York Shin. La chiamata era arrivata senza un minimo preavviso e assegnandogli una ancor più breve scadenza: il lavoro doveva essere fatto entro 24 ore. Innanzi tutto non ci si comporta così se si vuole assassinare qualcuno, sono cose che vanno pianificate nei dettagli, e soprattutto non ci si rivolge ad una assassino professionista abbaiando ordini come al proprio tirapiedi. Per tutte queste ragioni Illumi aveva pensato in un primo momento di rifiutare il lavoro. Ma il cliente in questione era un boss importante , oltre che assurdamente ricco, e sua madre aveva appena deciso che voleva rinnovare tutto il proprio guardaroba per la stagione estiva, spendendo come al solito cifre astronomiche in improbabili cappelli d'alta moda ... pur controvoglia, Illumi era stato costretto a prendere un dirigibile per York Shin, senza nemmeno passare da casa per riposarsi un momento dopo il suo ultimo incarico, che si era risolto in una lotta letteralmente all'ultimo sangue. Lo aveva fatto per evitare quanto meno che al suo povero padre prendesse un colpo non appena avesse visto l'esorbitante nota spese della moglie.

Così ora si ritrovava in un vicolo buio e maleodorante, a cercare tra i cassonetti e gli ubriachi che vomitavano contro ogni muro la porta segnata con il numero 107. Gli era stato detto di trovarsi esattamente in quel luogo alle 2:15 , o meglio il suo committente l'aveva ordinato in tono altezzoso e distaccato, prima di chiudere maleducatamente la conversazione al telefono. Illumi si ripromise che se un giorno gli avessero chiesto di assassinare Ben Swift, l'uomo per cui ora lavorava ,lo avrebbe fatto a metà prezzo.

Pur essendosi recentemente molto ben introdotto nell'ambiente della malavita, per le strade quell'uomo era ancora noto con il suo vecchio soprannome, ovvero Lucky Ben , "quello che ce l'aveva fatta dal niente". Lui non si offendeva se veniva chiamato così, anzi lo considera un omaggio al suo ego immenso e diabolico. Fino a pochi anni fa infatti Benjamin Swift era solo un piccolo spacciatore come tanti , ma pareva che negli ultimi anni avesse fatto una bella carriera. Era diventato incredibilmente ricco grazie ad una misteriosa eredità, e ovviamente anche grazie ai suoi numerosi e ben gestiti traffici di prostituzione e stupefacenti, talmente ricco da potersi ora permettere di commissionare gli omicidi dei propri concorrenti a dei professionisti. Ben Swift era anche un inguaribile nostalgico: in memoria dei vecchi tempi quando ancora spacciava per pochi spiccioli teneva ancora il centro dei suoi affari nello squallido quartiere di periferia da cui era partito, invece che in uno dei lussuosi hotel di sua proprietà.

All'orario stabilito Illumi si trovò puntualmente davanti al numero 107, solo per fare un'amara scoperta. Non appena le lancette del suo orologio da polso scattarono sul quindicesimo minuto senza che nulla accadesse cominciò ad innervosirsi. Ma come , prima gli facevano pressioni perchè arrivasse a York Shin il prima possibile e poi si permettevano pure di farlo aspettare?! Lo sapeva che era meglio non trattare affari con certa gente...

Ma il giovane assassino non dovette attendere a lungo notizie del suo cliente: appena un paio di minuti dopo un boato assordante si propagò nell'aria insieme una voragine di fuoco e detriti che inghiottì l'intero quartiere. Illumi ebbe appena il tempo di realizzare dove la bomba fosse stata piazzata, al preciso scopo di coinvolgerlo nell'esplosione, per poter portare le mani avanti e proteggersi col proprio nen dalla sua violenza. Poi suo malgrado scivolò nell'incoscienza conseguente all'impatto, maledicendo Ben Swift, la sua telefonata e i maledetti cappelli di sua madre.

Al suo risveglio fece velocemente il punto della situazione: non si trovava riverso sul luogo dell'esplosione come aveva immaginato e neppure in un ospedale pubblico, tanto più che in quella città senza documenti e un assicurazione sanitaria l'ospedale lo si poteva tranquillamente dimenticare. Era in un letto però, in una piccola stanza che doveva trovarsi almeno al terzo, forse quarto piano di un vecchio edificio.

L'appartamento in cui si trovava era molto piccolo e per quanto si cercasse di fare attenzione era quasi impossibile non andare a sbattere nell'angolo di qualche mobile. Si componeva di un'unica stanza comprensiva di un letto singolo, un vecchio armadio dalle ante un po' scassate , una sedia posta accanto al letto che fungeva all'occorrenza anche da comodino , un piccolo tavolo, dei fornelli sovrastati da un armadietto e un piccolo bagno attiguo. Nel complesso era un posto abbastanza pulito, anche se così caotico che non c'era quasi spazio per muoversi. L'unica finestra dava su un disastrato campetto di periferia dove alcuni bambini erano intenti a giocare, facendo parecchio chiasso.

Illumi non era solo. Si rese subito conto che c'era una ragazza seduta accanto a lui su una sedia malconcia. Anche la ragazza per la verità sembrava piuttosto malconcia...Era vestita con un vecchio paio di calzoncini che avevano sicuramente visto tempi migliori, una canottiera bianca che lasciava ben intravedere una generosa scollatura e un'altra di rete sopra quella; i capelli lunghi e ramati li aveva raccolti approssimativamente con un mollettone da bucato, il suoi occhi castani erano circondati da un bel paio di occhiaie di conseguenza alla notte passata in bianco... in compenso quella strana ragazza sfoggiava un sorriso talmente radioso da dargli fastidio.

-Finalmente ti sei svegliato- sospirò, visibilmente sollevata- cavoli!E' stata proprio una bella esplosione, è davvero incredibile che tu ce l'abbia fatta! Sei anche stato l'unico purtroppo... tante persone del quartiere sono morte tra le fiamme- aggiunse con una nota di sincero dispiacere- No, ti prego, non ti agitare. Resta lì tranquillo. Non sono sicura di averti medicato al meglio, almeno non come avrebbe fatto un dottore ... ovviamente ho chiamato un vero dottore quando ti ho trovato, ma non avevo soldi per pagarlo così non è venuto. Pazienza, ho dovuto fare da me! A proposito, scusa se ti ho fatto sbattere la testa un paio di volte nel trascinarti su dalle scale ... non ho trovato nessuno che mi potesse aiutare...

Ed ecco il motivo del feroce mal di testa che sentiva, accresciuto dal fatto che una perfetta sconosciuta gli stesse raccontando la storia della sua vita col tono di una che snocciola una favoletta.

-Dove mi trovo?- domandò seccamente Illumi, mentre cercava di districarsi dall'inutile groviglio di bende con cui quella sciagurata lo aveva avvolto.

-Sei a casa mia- rispose la ragazza- Aspetta, non toglierla e non agitarti! Sei rimasto incosciente tutta la notte...non sarebbe prudente fare sforzi inutili.

Tutta la notte? Significava almeno cinque ore andate perse... a quest'ora avrebbe già dovuto concludere la faccenda e tornarsene a casa col proprio pagamento. Certo non si sarebbe accontentato del denaro una volta messe le mani su Lucky Ben, il quale non si sarebbe più sentito tanto fortunato.

-Senti, perchè non provi a riposarti ancora un po' mentre io ti preparo qualcosa da mangiare- trillò ancora la padrona di casa- Purtroppo non so cucinare bene, ma almeno una minestra so riscaldarla... spero che ti piaccia senza troppe spezie perchè in questo angolo della città nessuno può permettersele. Posso darti dei crostini di pane però, di quelli ne vendono tanti al negozio sotto casa! Ah, a proposito, devo ancora fare la spesa prima di mettermi ai fornelli... scusami un momento, non ci metterò molto...

Incurante del suo farneticare Illumi la prese rudemente per un polso tirandola verso di sè, la sua presa era tale che glielo avrebbe spezzato se non si fosse decisa in fretta a dargli delle risposte convincenti.

- E tu chi saresti?- volle sapere come prima cosa.

L'espressione stupita e vagamente intimorita della giovane durò solo per qualche istante, prima di lasciare spazio al solito irritante sorriso.

- Ma certo, che sciocca...non mi sono ancora presentata... Io mi chiamo Cherry, molto piacere!!- annunciò riprendendo il tono allegro di prima.

Che cosa avesse di cui rallegrarsi vivendo in un posto così squallido Illumi non lo sapeva proprio.

-Adesso vado a fare la spesa, così potrò cucinarti qualcosa- proseguì la ragazza- ma prima dovresti lasciarmi il braccio, se non ti dispiace.

Se si trattava di una scusa per scappare era certamente la più stupida che avesse mai sentito. Comunque Illumi lasciò la presa , in fondo quella ragazza non lo interessava minimamente, se in effetti non fosse tornata gli avrebbe fatto un favore. Invece Cherry ritornò come aveva promesso portando con se con una borsa di plastica e due sacchetti di provviste.

Quasi inciampò un paio di volte sulle scale perchè i pacchi quanto il seno prosperoso la impacciavano sempre nei movimenti, ma quel giorno aveva un ospite per cui cucinare quindi la ragazza decise di fare un po' più attenzione per evitare le sue solite figure da imbranata. Si stava già rallegrando con sè stessa per aver superato le ripide scale senza incidenti quando sbatté inavvertitamente la testa sulla porta d'ingresso.

-Va tutto bene, non mi sono fatta niente...- annunciò con voce flebile.

Come se a Illumi importasse qualcosa.

-Ce ne hai messo di tempo- si limitò ad osservare.

-Lo so, lo so... è che pensavo di dover solo fare la spesa...ma una volta fuori ho pensato che potevi avere anche bisogno di qualche medicamento. Non credo che le bende che ho usato siano molto indicate, anche perchè non sono bende vere: le ho ricavate da una vecchia federa!Comunque sono andata dallo speziale , un uomo veramente affidabile anche se gestisce per lo più il mercato nero, e guarda cosa ho trovato!Tadam...- Cherry gli mostrò orgogliosa un vasetto di crema oleosa- Ci ho investito i miei ultimi risparmi ma ne è sicuramente valsa la pena!

Illumi prima osservò il contenuto del vasetto , poi lesse l'etichetta ad alta voce.

-Questa è per le scottature da insolazione, non per le ustioni- spiegò in tono atono- quell'uomo affidabile deve averti imbrogliata.

-Oh- Cherry sembrava esserci rimasta davvero male- bè, prova lo stesso a metterla...magari funziona ...- tentò, prima di mettersi d'impegno a cucinare, mentre Illumi restava ad osservarla incerto su quali fossero le sue vere intenzioni .

Forse stava cercando di avvelenarlo, nel qual caso avrebbe scoperto presto che non poteva avere successo... oppure era soltanto pazza, nel qual caso non c'era motivo di non lasciarla fare. Nel frattempo aveva bisogno davvero di qualche ora di riposo, mentre elaborava un paino per sistemare i conti con Lucky Ben.

-E' pronto!!!!

Cherry metteva sempre troppo entusiasmo anche nelle cose più semplici come cucinare un pranzo frugale, era parte del suo modo di fare, quanto mantenere costantemente una facciata allegra e spensierata. Magari era un po' tonta e imbranata e si faceva costantemente raggirare, però credeva comunque che valesse ancora la pena avere fiducia negli altri. Per questo non appena aveva trovato una persona ferita sul ciglio di una strada buia non aveva esitato a portarsela in casa.

-Allora?- volle sapere con lo sguardo impaziente puntato sul suo ospite- non mi dici com'è?

Illumi si costrinse a deglutire un secondo cucchiaio.

-Ho assaggiato veleni con un sapore migliore - rispose sinceramente.

-Non era un complimento vero? Accidenti, non ne faccio mai una giusta... lo sapevo di non doverci mettere tanto coriandolo, è che non avrebbe avuto alcun sapore senza... o meglio lo avrebbe avuto, ma di plastica bollita, il che non mi sembrava carino quando...

-Va benissimo- la interruppe Illumi - non ho detto che non le mangerò.

E in effetti un piatto di minestra dal sapore discutibile preparato da una ragazzina sciocca non era nemmeno al tortura peggiore che avesse dovuto sopportare. Lei parve rassicurata e si sedette a sua volta al piccolo tavolo per consumare il proprio pasto.

-Non sei una persona di molte parole, vero?- domandò Cherry all'improvviso, senza lasciargli un attimo di pace- Quando si mangia in compagnia di qualcuno bisogna pur fare conversazione!Ad esempio potresti cominciare col dirmi come ti chiami.

- Illumi Zaoldyek - rispose lui, senza vedere un solo motivo per mentire.

Lei non fece una piega e continuò a sorridere.

-Vedi , non era tanto difficile... dunque io mi sono già presentata, ma non fa niente. Faccio da capo: sono Cherry e ho ventitre anni, come dice il nome mi piace il gelato alla ciliegia... che buffo , vero? E pensare che i miei genitori non potevano saperlo quando hanno scelto il nome da darmi! Lavoro come cameriera / barista nel locale di mio fratello, purtroppo non mi può dare chissà che... ma non importa, quel che guadagno lo tengo da parte per realizzare il mio sogno. Vuoi sapere qual' è?

-Immagino che me lo dirai comunque, per cui...

-Voglio diventare un Hunter!- esclamò Cherry con tutto il suo entusiasmo, facendogli quasi andare di traverso tutta la brodaglia.

-Allora spero che tu combatta meglio di come cucini- commentò lui.

La ragazza sembrò pensarci su un momento.

-Bè... in effetti non ci avevo pensato- rifletté ad alta voce- Non ho alcuna esperienza di combattimenti e sono sicura che anche se anche provassi ad allenarmi sarei una frana. Ma comunque sono convinta che non sarà necessario...io voglio diventare un Hunter per aiutare le persone, non certo per prenderle a calci!- la ragazza concluse quel suo ottimistico discorso con un sonoro sbadiglio.

Non fu difficile indovinarne il motivo: la sua stanzetta aveva un solo letto singolo che Illumi aveva occupato per tutta la notte. Lei doveva essersi accontentata di fare un sonnellino veloce su quella scomoda sedia, rimanendo di fatto sveglia la maggior parte del tempo a prendersi cura dello sconosciuto ferito. A prendersi cura di lui.

Realizzato questo Illumi ebbe immediatamente chiaro cosa dovesse fare.

-Devo andare- disse come un automa, alzandosi velocemente, incurante della ferita non ancora del tutto rimarginata.

-Ma così all'improvviso? E poi dove vuoi andare senza prima esserti curato adeguatamente? Guarda che non mi sembri messo bene...- protestò Cherry.

-Me la caverò- tagliò corto lui -Grazie per il pasto - aggiunse infine , proprio perchè aveva visto quanto la ragazza ci fosse restata male.

Poi senza pensarci due volte se ne andò per la sua strada, dopotutto aveva una faccenda urgente da sistemare.







     


                     





E' possibile inserire un nuovo commento solo dopo aver effettuato il Login al sito.