FanFiction Sailor Moon | Gea - La Terra di Seiya112 | FanFiction Zone

 

  Gea - La Terra

         

 

  

  

  

  

Gea - La Terra   (Letta 707 volte)

di Seiya112 

1 capitolo (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaSailor Moon

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Una one-shot nata da un sogno. Mamoru si trova in America per il Master. Ed ecco apparire una ragazza dal suo passato. E se una guerriera sailor mancasse all'appello?


  

Tutti i personaggi presenti in questa ff sono proprietà di Naoko Takeuchi, tranne Gea che è solo parto della mia mente.
Questa ff sarà un po' diversa da quelle che normalmente scrivo, volevo farne una più malinconica. Quindi, se siete in un momento di depressione o non volete sentire una storia triste, non leggetela, oppure fatelo, decidete voi.

GEA – LA TERRA

Dopo la vittoria contro Sailor Galaxia le Sailor Stars avevano deciso di partire con la loro principessa per fare ritorno al loro pianeta di origine. Le nostre eroine passarono dei momenti felici, in un periodo di tranquillità dove l'unica preoccupazione, naturalmente per Usagi, Makoto e Minako, era quella degli esami scolastici da affrontare.

Fu la decisione di Mamoru a sconvolgere le loro vite. Infatti decise di ripartire per gli Stati Uniti, come aveva intenzione di fare l'anno precedente. Gli dispiaceva dover lasciare la sua amata Usagi e le care amiche, ma era in ballo il suo futuro e aveva la sensazione che quel periodo di pace sarebbe durato ancora a lungo. Così era tranquillo, poteva lasciare in Giappone le ragazze senza il rischio che avessero bisogno del suo intervento, l'intervento di Tuxedo Kamen.


Erano passati alcuni mesi dalla sua partenza. Aveva nostalgia di casa ma perlomeno riceveva lettere da Usagi tutti i giorni. L'amico Furuhata era andato a trovarlo, un mese prima, portandogli notizie delle ragazze e un pacchettino di carta colorata assemblato alla meno peggio. Sicuramente era di Usagi, lo si capiva da come era fatto. Conteneva un braccialetto di filo rosso, fatto da lei. Chissà quanto tempo ci aveva messo a farlo sapendo quanto era maldestra. Se lo mise subito al polso. La sua Usagi.....Gli si era stretto il cuore il giorno della partenza. La sua testolina buffa si era messa a piangere e non accennava a smettere. L'aveva stretta tra le braccia sussurrandole che questa volta non sarebbe successo niente, sarebbe tornato sano e salvo da lei. Come darle torto. Non aveva avuto notizie del suo principe Endymion per parecchio tempo per poi scoprire che le nuove nemiche l'avevano attaccato privandolo del suo petalo di stella, quello dorato. Comunque il ragazzo era riuscito a farla smettere e ad allontanarsi promettendole che quando fosse tornato non l'avrebbe più lasciata, qualunque cosa fosse successo.


Mamoru stava passeggiando per un vialetto alberato della sua università che costeggiava un fiume. Vedeva coppiette sedute sulle panchine e alcuni ragazzi che scherzavano tra loro. Giappone e America, due posti così diversi, ma i comportamenti dei giovani erano gli stessi. Era una giornata nuvolosa, ma non sembrava avesse intenzione di piovere. In compenso tirava un forte vento che faceva sollevare le foglie degli alberi cadute per l'arrivo dell'autunno. Stava tornando al suo appartamento dopo aver assistito alle lezioni del pomeriggio. I nuovi amici gli avevano proposto di andare con loro ad una festa, ma lui non ne aveva intenzione. Preferiva tornare a casa presto, sistemare gli appunti e scrivere una lunga lettera alle ragazze. Era assorto nei suoi pensieri quando sentì qualcuno che lo urtava

"Oh, I'm sorry!" la ragazza raccolse i libri che le erano caduti e dopo avergli sorriso se ne andò via.

Era anche lei giapponese, ma aveva capelli come le spighe del grano esposto al sole del tramonto e occhi del colore delle foglie in piena estate. Il ragazzo si girò istintivamente a guardarla, ma se ne era andata, come inghiottita dalla terra. Sentiva freddo, come se un vento gelido gli avesse attraversato le ossa, come se avesse visto...un fantasma?! Continuò a camminare cercando di ignorare l'accaduto, ma non ci riusciva. Nel momento in cui gli era passata di fianco aveva sentito con me un richiamo, una frase in una lingua sconosciuta ma che gli sembrava di aver conosciuto un tempo. In più quando se l'era trovata di fronte un'immagine si era sovrapposta alla sua. Gli era sembrato che la ragazza indossasse un abito da sacerdotessa e sulla testa portasse una corona, con al centro un simbolo, lo stesso che appariva sulla sua fronte quando si trasformava: il simbolo del pianeta Terra.


Quella sera Mamoru non riuscì a scrivere nulla, assillato da quell'immagine che non si ricordava dove avesse già visto e da quella frase che non era ancora riuscito a tradurre.


Mamoru era sdraiato in un letto a baldacchino. Seduta al bordo del suo letto c'era una figura. Non riusciva a vederla distintamente ma sentiva un grande affetto per lei, come se sapesse benissimo di chi si trattasse.

Indossava quella stessa tunica che gli sembrava di aver visto indosso alla ragazza del pomeriggio, ma che in sogno gli pareva di aver visto per tutta la vita. Parlava in quella lingua strana, ma questa volta gli sembrava di capire cosa volesse dirgli. Gli occhi della ragazza avevano un velo di tristezza. Gli aveva appena ripetuto quella frase, ma ora ne aveva compreso il significato, che lo scosse e gli fece venir voglia di piangere: "Endymion, perché mi hai dimenticato?"

Si svegliò di soprassalto urlando: "Gea!!!!" ma la stanza era vuota. Era stato solo un sogno. Ora era tutto chiaro. Quella figura, quella voce, quel linguaggio.

Si prese la testa tra le mani, cercando di far riaffiorare alla memoria tutto quanto, tutto ciò che riguardava la sua vita passata.


**

Era il principe del regno della Terra. Da quando aveva conosciuto Serenity se ne era follemente innamorato, e non pensava minimamente a ciò che sarebbe potuto succedere a causa di questo amore.

Ma non se ne preoccupava.

Al suo fianco, in qualsiasi situazione difficile, c'era sempre stata sua sorella maggiore, fin da quando erano rimasti da soli, lui che ancora non capiva come girasse il mondo e lei, più grande, che a soli 12 anni aveva dovuto diventare la sovrana del regno. Un compito troppo duro per una ragazzina di quell'età, avevano detto tutti i consiglieri, ma lei non li aveva ascoltati.

Aveva preso il potere, promosso iniziative nel regno e rapporti commerciali con gli altri pianeti. Non si dava mai per vinta, e il piccolo Endymion la ammirava molto, anche perché era brava a tirar di scherma quanto il grande maestro del pianeta, forse anche di più. Univa in sé la forza di un uomo e la dolcezza di una madre.

Presa com'era dalle responsabilità non aveva mai avuto molti amici, per lei le uniche persone che poteva ritenere tali erano Helios, il custode dei sogni, la principessa del regno di Mercurio e la regina Selene, che nei momenti di difficoltà l'aveva sempre aiutata. Però non le piaceva granché essere la regina. Lo faceva come dovere. Avrebbe preferito essere libera di fare ciò che voleva, ma se avesse lasciato il trono tutti i doveri e le preoccupazioni sarebbero gravati sulle spalle del fratello minore, e questo lo voleva impedire. Preferiva che fosse lui ad essere felice, con la sua Serenity, felice per tutti e due.


Poi ciò che spezzò la pace: una sovrana aveva attaccato il regno di Cristallo e tutti i suoi alleati con l'intenzione di ucciderli. Gea era subito accorsa al palazzo dell'amica Selene per aiutarla a difendere ciò che avevano costruito, sapendo che sebbene il potere del cristallo d'argento fosse grande non sarebbe stato sufficiente a contrastare quello dell'avversaria. Avevano vinto, proteggendo tutti gli abitanti e facendo in modo che si reincarnassero dopo molti anni, ma le due erano morte nella lotta. In punto di morte Gea si era rivolta ad Endymion con queste ultime parole:

"Non ti dimenticare di me nella prossima vita!!"


**

E invece lui l'aveva fatto. Non poteva perdonarsi di questo. Aveva dimenticato proprio l'unica persona che gli era stata sempre accanto e che alla fine era anche morta per salvarlo.


Quel giorno andò all'università con un peso sul cuore. Come poteva essersi scordato di sua sorella?! Eppure in tutti i momenti difficili della sua vita, dalla perdita dei genitori alle battaglie al fianco delle Sailor Senshi aveva sempre sentito una presenza che sembrava vegliasse su di lui. Doveva trovare quella ragazza. Che fosse proprio la reincarnazione di sua sorella? Com'era possibile che non si fosse fatta viva in tutti quegli anni?

Attraversò il vialetto ed eccola, appoggiata alla ringhiera che separava il viale dal fiume. Sembrava che intorno a lei ci fosse un turbine di vento, che le agitava i capelli e allo stesso tempo faceva compiere alle foglie una specie di danza intorno alla figura della ragazza. Mamoru ricordava che Gea aveva il controllo proprio sul vento, unito alla terra.

Le arrivò accanto. Lei gli sorrise.

"Ave Endymion!"

"Ave soror! In questa vita sarò io a proteggere te: non ci separeremo più!"

E i due fratelli, di nuovo insieme, guardarono il sole che sorgeva sul fiume a segnare l'inizio di una vita, più felice della precedente.


THE END


Finita!!!! Per chi non lo sapesse “ave soror” in latino significa “salve sorella”. Spero vi sia piaciuta!!!

     


                     





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