FanFiction Bey Blade | Un giorno... di Lulli | FanFiction Zone

 

  Un giorno...

         

 

  

  

  

  

Un giorno...   (Letta 585 volte)

di Lulli 

3 capitoli (conclusa) - 0 commenti - 0 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaBey Blade

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

dopo essere stata ispirata da questo sito ho deciso di scrivere anch'io qualcosina ispirato alla serie manga che amo di più...BEYBLADE!! E' il mio primo lavoro spero che vi piaccia....^.^


  

Era una tiepida mattinata di primavera. Il sole splendeva limpido nel cielo, riscaldando tutta Tokyo con il suo tepore.

Alla Hiwatari aspettavano impazienti da circa tre quarti d’ora l’arrivo di Serizawa nella lussuosa sala delle riunioni ornata da massicce tende di velluto e da poltrone di pelle nera lucida. L’appuntamento era previsto per le 15 di pomeriggio ma ancora si era presentato nessuno.

“Ormai è diventata un abitudine per Serizawa fare tardi alle riunioni lavorative…ma quando arriverà mi sentirà eccome!” disse il presidente Hito Hiwatari ormai al limite della pazienza

Kai Hiwatari, il nipote, lo osservava con un misto di stanchezza e divertimento, sapeva che suo nonno era agli sgoccioli della sua pazienza, cosa molto comune nella famiglia Hiwatari, e lo divertiva vederlo camminare su e giù per la stanza anche se suo nonno non aveva tutti i torti. Tre quarti d’ora erano troppi anche per lui. Non aveva mai visto Serizawa ma se lo immaginava come un damerino con la puzza sotto il naso. Cercò di distrarsi guardando oltre la finestra. Chissà che cosa avrebbe dato per uscire da quelle quattro mura piene di gente che non pensa altro che ai soldi e al lavoro. Il sole era pieno e luminoso. Bellissimo.



Nel sedile posteriore della sua auto, Serizawa guardò il display del suo cellulare e si rivolse al suo autista

“Tre quarti d’ora di ritardo…un record! Sicuramente saranno tutti arrabbiati e mi fucileranno” disse con euforia

“Tra poco saremo arrivati…mi raccomando faccia del suo meglio!” disse con gentilezza l’autista.

“Signor Moiro quante volte le devo ripetere di non darmi del lei?” disse sorridendo

“Mi scusi. Non volevo. Comunque sia siamo arrivati.” disse aprendogli la portiera della macchina “Prego.”

“Grazie Moiro. Non ci metterò molto. La prego di aspettarmi qui.” disse Serizawa guardando l’imponente edificio che si ergeva davanti ai suoi occhi.

“Certo.” disse l’autista meccanicamente.

Serizawa salì gli imponenti scalini e si diresse alla hall per avvisare del suo arrivo. La segretaria frettolosamente avvisò la sala riunioni con il telefono.

“Signore, Serizawa è qui”

“Era ora! Gli faccia strada.” disse Hito Hiwatari

La segretaria gentilmente accompagnò Serizawa all’ascensore. Era imbarazzata ma allo stesso tempo stupita. Non avrebbe mai immaginato che uno dei più illustri imprenditori del Giappone fosse così…stava per fargli i complimenti quando la porta dell’ascensore si aprì al piano scelto.

Ritornata nella realtà, la segretaria entrò per prima nella sala riunioni per annunciare l’ospite.

“Signori, la signorina Serizawa è qui” disse efficiente “Prego.” rivolgendosi all’imprenditrice.

Serizawa entrò con grazia ed eleganza a dispetto dei suoi abiti. Kai non riuscì a non aprire la bocca, era stupito nel trovarsi di fronte una giovane donna vestita di jeans e canotta con dei enormi occhiali da sole a coprirgli gli occhi. Si era immaginato di tutto tranne che questo. La scrutò da capo a piedi. Quella donna poteva sembrare tutto tranne che una imprenditrice esperta e dal fiuto fine.

Hito Hiwatari batte un colpo sul tavolo,

“Era ora che ti presentassi. Quasi un’ora di ritardo. Potrebbe essere un tuo nuovo record personale.” disse al limite della sopportazione “Nipote, colleghi, questa donna è Mika Serizawa, nipote del Signor Daitenji. Ha preso le redini della BBA dopo il pensionamento del nonno. E’ nota soprattutto per i suoi ritardi nella riunioni e occasioni ufficiali.”

Mika inchinò il capo facendo fluire i suoi lunghi capelli castani sulle sue spalle delicate e diafane. Quando rialzò il capo, si tolse gli occhiali da sole ma non aprì gli occhi.

“Vedo che non ha perso tempo a tirarmi delle scaramucce, signor Hiwatari. Comunque sia mi scuso del ritardo. Bene possiamo cominciare…a meno che il signor Hito non vuole diffondere qualche altro mio difetto.” disse gelandolo con il suo sguardo di ghiaccio.

Hito si ammutolì e si mise a sedere sulla sua poltrona. Kai, invece, era rimasto a fissarla per tutto il tempo quasi rapito da quella figura. Mika si accorse dello sguardo dell’uomo su di sé e gli lanciò un’ occhiata interrogativa.

Kai, imbarazzato, distolse lo sguardo e si schiarì la voce.

Mika con un sorriso si mise a sedere “Bene, cominciamo…”

     


                     





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