FanFiction City Hunter | Com'e' strana la vita di Lacrima | FanFiction Zone

 

  Com'e' strana la vita

         

 

  

  

  

  

Com'e' strana la vita ●●●●● (Letta 6282 volte)

di Lacrima 

22 capitoli (conclusa) - 133 commenti - 16 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Non specificato

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo 1 

 


  

Hideyuki sta davanti a me con la faccia stanca e i pugni stretti.

Anche stanotte abbiamo ucciso, anche stanotte ci siamo meritati l’inferno, anche stanotte come tutte le altre notti…

Io sono abituato, uccido da quando ero bambino, per me un po’ di sangue in più o in meno non fa differenza, ma lui, lui no.... Lui era un brav’uomo prima di conoscermi, un bravo poliziotto,un bravo fidanzato, un bravo fratello maggiore, insomma, l’opposto di ciò che è diventato adesso.

“Dai Makimura, lo facciamo da una vita, non è un dramma! Sono solo criminali da quattro soldi!”

Lui stringe più forte i pugni e non mi risponde.

Ricomincio a guardarmi in giro. È la prima volta che entro in casa sua e devo dire che mi piace molto. In effetti, io so poco del mio socio. So che sta con Saeko, so che è una brava persona e so che ha una sorella minore. Le mie conoscenze si limitano a questo, ma comunque non mi interessa sapere altro.

A Hideyuki il nostro lavoro non piace molto. Vorrebbe ripulire Tokyo dai criminali ma senza ucciderli. Impossibile. Almeno per me. A me piace uccidere, mi piace sentire l’odore della polvere da sparo, mi piace l’adrenalina che sento, mi piace guardare l’espressione supplichevole dei criminali che uccido…mi fa sentire libero, in un certo senso. Ma una persona come me non potrà mai essere libera. Porterà sempre con se il peso dei ricordi.

“Ryo come fai tu?” Makimura interrompe il silenzio che si era creato, si versa una tazza di caffè e mi guarda dritto negli occhi.

“A fare cosa?”

“A sembrare completamente privo di sentimenti”

Sorrido e mi gratto la testa. “Bè, amico, credo di non aver mai provato sentimenti per niente e per nessuno, è facile”

Sospira e mi volta le spalle. “Io…io ho solo paura che Kaori corra qualche pericolo…”

Rido un po’ troppo forte e Hideyuki mi rimprovera. Potrei svegliare sua sorella che dorme nella stanza accanto .

“Scusami Makimura! Ma dai, non l’ho mai vista neanche io che sono tuo socio. Fidati, la tieni nascosta anche troppo bene!”

Il mio collega sorride un po’ e si passa una mano tra i capelli. “Si, lo so. Ma la paura resta…” guarda fuori dalla finestra assorto. “Per stanotte Saeba, dormi qua…” si gira e mi fissa attraverso gli occhiali sporchi e rotti. “Si e fatto tardi…”

“Che ti prende socio? Temi per la mia incolumità?” gli dico sarcastico, sghignazzando.

“No…” posa la tazza nel lavandino. “…semplicemente resta.”

Non capisco cosa gli prende stanotte, è la prima volta che si comporta così, che mi chiede di restare e mi confida di essere preoccupato per la sorella. Deve essere successo qualcosa di particolare che mi è sfuggito. “Va bene collega.”

Makimura mi mostra la stanza degli ospiti. “Puoi fumare se vuoi ma apri la finestra…. A domani socio…”

Io non rispondo e mi butto sul letto. Comodo, si, molto più comodo del mio. Praticamente, nella mia casa di mattoni rossi, dormo per terra. Non ho ne il tempo ne i soldi per andare a comprarmi un letto decente. Tiro fuori una sigaretta e la accendo. Non apro le finestre, non ho voglia di alzarmi, Makimura sa come sono fatto. Non ascolto nessuno, mai.

Anche stanotte è passata così, tra grida e sangue, senza nemmeno una donna che scaldi le mie notti. Domani però niente lavoro, solo donne. Donne…creature fantastiche con la loro pelle calda, le loro labbra morbide, i loro respiri profumati…io le amo. Le amo tutte, indistintamente. Sono come dei giocattoli per me. Dei sublimi giocattoli che mi fanno sprofondare ancora più giù, verso l’inferno…

Spengo la sigaretta nel posacenere sul comodino e mi giro su un fianco. Sono stanco. Troppo stanco. Tanto stanco…



Il sole entra dalla finestra della camera. Cerco di coprirmi la testa con il cuscino e ricominciare a dormire ma non ce la faccio, ormai sono sveglio. Mi metto a sedere e mi stiracchio. Prendo una sigaretta e me la accendo. Si, sono uno di quei tipi con la sigaretta in bocca immediatamente dopo aver aperto gli occhi. È più forte di me, la voglia di nicotina mi assale subito.

“Ryo che ti avevo detto a proposito del fumo?” Hideyuki è entrato nella camera senza bussare. Probabilmente ha captato l’odore della sigaretta.

“Che mi hai detto, socio?”

“Non fare il finto tonto! Ti avevo detto di aprire almeno…sei incorreggibile!” va verso la finestra, tossicchiando irritato, e ci pensa lui ad aprirla.

“Ma smettila Makimura, sembri mia moglie.” Spengo la sigaretta. “Non mi rompere il cazzo di prima mattina!”

Il mio collega è evidentemente alterato. “Prima mattina Saeba? Sono le quattro del pomeriggio!”

Sorrido e guardo la radiosveglia sul comodino. Ha ragione, sono proprio le quattro. Le mie adorate brutte abitudini. A letto tardi e sveglia tardi. “Socio che ci vuoi fare? Adoro dormire!”

“Comunque muoviti ti ho fatto un caffè.”

Non accenno ad alzarmi dal letto.

“Senti Saeba, te ne devi andare, a momenti sarà a casa mia sorella non voglio che ti veda e cominci a fare mille domande!”

Sbuffo infastidito e mi alzo di malavoglia. “Va bene capo, basta che la smetti di rompere…”

Sento un rumore di serratura che scatta nella stanza accanto. “Sono Tornata Hide!”

Makimura mi guarda spaesato.

Io rido e batto una mano sulla spalla del mio collega. “Troppo tardi, amico, credo che farò conoscenza con la tua preziosa sorellina” sghignazzo finche mi infilo pantaloni e maglietta.

Lui rimane in silenzio a guardarmi per un po’, poi ci avviamo verso il salotto.

“Ciao Kaori ben tornata!”

Entro in sala e davanti a me c’è una ragazzina sui 16 anni che mi guarda interrogativa. Ha i capelli corti e indossa una felpa troppo grande per lei. Sembra un ometto, non mi piace. Ma che razza di sorella si ritrova Makimura?

“Maki, chi è questo qua?”

“Lavora con me”

“Ah è un poliziotto anche lui!” la ragazzina mi sorride. “Piacere di conoscerti io sono Kaori” mi porge la mano. Io non la stringo subito. Guardo Hideyuki per attimo e lui mi fa cenno di muovermi con la testa. Le prendo la mano: ha una stretta forte e decisa.

“Sai, collega di mio fratello, buona educazione vuole che ci si presenti quando si è ospiti in casa d’altri!”

Ma che vuole questa qua? La guardo irritato. “Sono Ryo!”

“Oh bene. Rimani con noi anche stasera a cena Ryo?”

“No”

Lei mi guarda con rimprovero. “Prego. Certo che la buona educazione te la sei proprio scordata!”

“Adesso basta Kaori!” interviene Makimura.

Era ora, questo mostriciattolo stava cominciando a darmi sui nervi.

“Ma Hide questo qua è proprio maleducato!”

“Questo qua ha un nome ragazzina…”le dico mentre la guardo, sfidandola. “Sembri proprio un ometto, non te lo ha mai detto nessuno?”

Lei diventa rossa di rabbia, mi si avvicina e mi da una spintarella che sento appena. “Ma come ti permetti?”

Makimura si mette tra di noi ridacchiando nervoso. “Non male come primo approccio…” passa lo sguardo tra me e l’ometto, sconsolato.

Io e sua sorella ci siamo appena conosciuti e già litighiamo. Non credo sia l’inizio di una bella e duratura amicizia. Comunque, io non ho mai avuto amici e non ho mai sentito il bisogno di averne, quindi non è che la cosa mi dispiaccia particolarmente, specialmente con un maschiaccio arrogante come questo qua davanti a me.

Kaori incrocia le braccia e mi guarda in cagnesco. “Non è ora che il tuo amico se ne vada Hide?”

“Ma senti, mocciosa, prima mi inviti a cena e poi non vedi l’ora di cacciarmi?” le vado vicino e le scompiglio i capelli. “Sei proprio sgarbata!”

Lei si allontana di qualche passo, continuando a guardarmi male e a mordicchiarsi il labbro inferiore. “Certo, ti avevo invitato prima che scoprissi che razza di cafone sei!”

“Ehi, ehi ragazzi dai basta così…Kaori, io e Ryo stasera abbiamo da fare, non tornerò per cena!”

Lo sguardo della ragazzina cambia in un secondo: da irritato a triste, tremendamente triste.

“Ma come…Maki ma avevi detto…”

“Esatto Makimura! Avevi detto che stasera avrei avuto la serata libera! E adesso cosa dico alle mie donne?”

Hideyuki ci guarda con un mezzo sorriso. “Scusami Ryo, le tue amiche dovranno aspettare…” si gira verso Kaori e le accarezza la testa. Lei sembra farsi piccola, piccola a quel tocco. Gli occhi le diventano lucidi, le guance rosse, sembra quasi più luminosa. “…scusami sorellina, lo sai, devo lavorare…”

“Si, lo so” la risposta della mocciosa è un sussurro appena percettibile.

Per un attimo, mi faccio da parte e li osservo. Makimura è sempre il mio solito socio: andamento stanco, voce bassa, occhi tristi ma, stranamente, meno tristi del solito, come se Kaori avesse una sorta di effetto benefico su di lui. Sembra quasi allegro, seppur stanco, e io non l’ho mai visto di buon umore! Kaori sta in silenzio davanti al fratello con l’aria di chi è stato appena menato dal compagno di classe grosso e bullo. Oggi, l’ho vista per la prima volta e devo dire che non mi ha fatto una buonissima impressione. Spero di non vederla troppo spesso, le persone litigiose dopo un po’ mi stancano.

Hideyuki mi guarda e mi fa cenno di uscire dalla porta. Io volto le spalle al quadretto familiare e mi avvio verso l’uscita.

     


                     





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