FanFiction Card Captor Sakura | Sotto un cielo stellato di Ranko | FanFiction Zone

 

  Sotto un cielo stellato

         

 

  

  

  

  

Sotto un cielo stellato ●●●●● (Letta 1266 volte)

di Ranko 

1 capitolo (conclusa) - 2 commenti - 1 seguace - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaCard Captor Sakura

Genere:

Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo unico 

Sakura e Shaoran, in vacanza a casa di lui, sotto un meraviglioso cielo stellato... che cosa accadrà? Nota: i personaggi hanno 16 anni, si trovano ad Hong Kong per l'estate. N.B. Evans Lily di EFP , Ranko di manganet.it e Ranko-chan di manga.it sono la st...


  






Sakura aprì la finestra della stanza il più silenziosamente possibile
annodandosi intorno alla vita un lenzuolo profumato e gu











Sakura aprì la finestra della stanza il
più silenziosamente possibile annodandosi intorno alla vita un lenzuolo
profumato e guardandosi intorno con circospezione.



Aguzzò l’udito e acuì i sensi in cerca
delle aure magiche delle persone presenti nella casa. Bene, non c’era nessuno
in vista e ognuno era dove doveva essere.



 Dal corridoio non proveniva nessun tipo di
rumore e probabilmente, vista l’ora, tutti stavano dormendo al caldo nei loro
letti; da fuori le giungevano alle orecchie i versi armonici e ritmici delle
cicale e dei grilli.



Mise le ginocchia sul davanzale della
finestra e lanciò un altro sguardo alla sua stanza: la scrivania era in ordine
come sempre, i vestiti erano sistemati nell’armadio e un cuscino era infilato
sotto le coperte al posto di Sakura.



La ragazza sospirò:sarebbe
stato meglio richiamare la carta dello specchio e farla mettere a letto al suo
posto, ma in quella casa, abituati com’erano ad avvertire le vibrazioni
magiche, l’avrebbero scoperta subito!



 E così ora si ritrovava lì, con le ginocchia sul davanzale
della finestra con l’intento di arrivare sul tetto con le sue sole forze;
rimpianse la Carta del Volo, che insieme alle sue compagne riposava nel Libro
di Sakura dentro il cassetto della scrivania.



Che faticaccia!,
pensò lei mentre uscendo totalmente dalla finestra, mise un piede sul
cornicione della casa.



Un passo, un altro ancora, ed arrivò di
fronte alla camera di Fel Mei,
una delle quattro sorelle di Shaoran.



Vinta dalla curiosità si accorse anche
che il punto da cui era più facile raggiungere il tetto era proprio la finestra
della camera della ragazza, così, sperando con tutto il cuore che lei stesse
dormendo, arrivò di fronte alla finestra.



Per fortuna non faceva freddo quella notte, era piena estate e a Hong Kong sembrava
che il clima caldo si facesse sentire di più che a Tomoeda.



 Sospirò di sollievo quando
avvistò Fel Mei dormire
placidamente nel suo letto: bene, almeno visto che dormiva non avrebbe
avvertito la sua presenza quando sarebbe arrivata sul tetto.



 Posò le mani sulla cornice della finestra e si
diede una leggera spinta con le punte dei piedi,
sufficiente per farle raggiungere con le mani il tanto ambito tetto.



Si accorse con terrore di trovarsi a penzoloni al terzo piano di una villa: i suoi piedi non
toccavano più il cornicione e si reggeva al tetto solo grazie alle mani.



Proprio quando stava per essere presa
dal panico un flash-back la colse in fallo: insomma,
non era più una bambina capricciosa e fifona, no?



Era una ragazza, quasi una donna, e non
avrebbe dovuto contare sempre e soltanto su Shaoran o
sulle persone che la circondavano, doveva imparare a credere in sé stessa. La
presa al tetto divenne più salda e la ragazza raggruppando le ultime forze
riuscì a portarvisi sopra.



Gattonò, attenta a non scivolare di
sotto, fino al centro del tetto, sedendosi e portandosi le ginocchia al petto
posandovi sopra il capo.



Quando fu sicura di essere messa in una
posizione tale da non poter cadere, alzò il volto rimanendo affascinata: su di
lei il manto scuro della notte era tappezzato da stelle brillanti che la
facevano sentire protetta mentre in lontananza si
potevano scorgere le luci della caotica Hong Kong. Sorrise
riabbassando il volto sulle ginocchia mentre una brezza leggera le accarezzava
le spalle.
Lei e Shaoran si trovavano ad Hong Kong dall’inizio
delle vacanze, valeva a dire nove giorni; e per la prima volta dopo cinque anni
di lotte e litigi con suo fratello e Kero-chan, vi
era andata da sola, solo con Shaoran.



L’unica cosa che le dispiaceva era che Tomoyo
aveva dovuto andare in vacanza da suo padre a Kyoto e non aveva potuto aggregarsi ai due piccioncini. Tomoyo era andata spesso con loro ad Hong Kong (sotto la asfissiante supervisione di Touya e Kero-chan ), ma si era
sempre comportata diversamente dal fratello e dal guardiano di Sakura: lei
lasciava il loro spazio ai due fidanzati e, quando stava con loro, li faceva
sentire a loro agio, senza metterli in imbarazzo.



Si poteva quindi dire che i due erano
felici di non avere fra i piedi quei due soliti guasta feste di Touya e Kero!
Il sorriso le si allargò ricordando il pomeriggio
appena trascorso, come ormai accadeva sempre, in compagnia di Shaoran.



Si erano recati al mare in quella
giornata così particolarmente afosa e avevano passato la giornata da veri
fidanzati, solo loro e nessun altro.



Era stato magnifico, anche perché quel
giorno era una data impressa a fuoco nel cuore di Sakura e Shaoran.



 Era il giorno in cui si erano messi
ufficialmente insieme, e come ricorrenza, trascorrevano insieme quella giornata
ogni anno.



Cinque anni.



Stavano insieme da cinque,
meravigliosi, anni.
Sorrise ancora quando due braccia la circondavano da dietro e
un busto caldo si appoggiava con leggerezza alla sua schiena.
“Buonasera, Sakura” scherzò Shaoran posando il volto nell’incavo del collo
della compagna.



“Shaoran! Che incredibile sorpresa,
anche tu da queste parti, eh?” ridacchiò la ragazza mentre
Shaoran le baciava teneramente il collo.



“Non riuscivo a dormire, così mi sono
concentrato, ho avvertito la tua presenza e ho deciso di venire a farti una
visitina” disse Shaoran con tono vago sorridendole.



 La ragazza posò il capo sulla spalla di lui, specchiandosi finalmente nei caldi occhi
castani di lui.



 “Bugiardo! Dì pure che ti sei
concentrato per vedere se c’era qualcuno nei paraggi per venirmi a fare
una delle tue solite visitine nel cuore della notte!” ipotizzò Sakura
guardandolo con aria maliziosa.



 “Non si è innocenti fino a prova contraria?”
chiese Shaoran posando le labbra sulle sue e baciandola dolcemente.



Quando si separarono Sakura gli sorrise dolce con aria da angelo, dicendogli: “Guarda
che è inutile che cerchi di evitare l’argomento, tanto non…”



Ma Sakura non finì neppure di parlare, che Shaoran le chiese di
rimando “ A cosa stavi pensando prima che arrivassi? Avevi un
espressione così serena…”



Sakura chiuse gli occhi accarezzando le
mani di lui, che in quel momento, le cingevano la
vita. “Stavo pensando a noi due” disse Sakura con tono dolce.



 “Ah sì? E, a cosa in
particolare?” chiese Shaoran con uno strano tremolio nella voce.



La ragazza se ne rese conto e posò un
bacio sulle sue labbra, come per calmarlo. “Stavo pensando a quanto sono stata
fortunata ad incontrarti e a quanto sono fortunata ancora oggi, ad averti accanto ogni giorno…”



Sakura lo baciò ancora, questa volta
con più passione, continuando, a un soffio dalle sue
labbra “ E a quanto ti amo, ogni secondo di più”



Questa volta fu Shaoran a baciarla,
trascinandola in un vortice di emozioni senza fine.
Sakura si rigirò lentamente tra le sue braccia e passò una mano nei suoi
capelli, arruffandoli.



“Ti amo anch’io” sussurrò
Shaoran un attimo dopo, con la fronte posata su quella di lei riacquistano
lentamente il fiato mozzato dalla forza e l’amore di quel bacio.



 “Che ci fai quassù? E come hai fatto a salire? è
pericoloso” le chiese Shaoran stringendola a se e posando il capo tra i suoi
morbidi capelli color miele.
“Sono uscita fuori dalla finestra, ho camminato in
bilico sul cornicione e sono salita sul tetto davanti alla camera di Fel Mei” disse Sakura con voce
altezzosa.



 Il ragazzo la guardò male.



 “Ero curiosa” si giustificò Sakura trovandosi tutt’un tratto in braccio a
Shaoran. Lui la guardò interrogativo.



Sakura si sistemò meglio in modo che
potesse guardarlo negli occhi e disse: “Volevo vedere il posto in cui passavi
più tempo quando venivi qui senza di me” spiegò la
ragazza osservando la reazione di lui.



 Non arrivò e allora continuò: “In una lettera
mi hai scritto che ogni sera venivi qui, a guardare le
stelle”.



 Shaoran le sorrise baciandole la fronte ed alzando poi lo sguardo
al cielo stellato. “E’ vero. Quando sono tornato ad
Hong Kong per le faccende legali di mio padre da sbrigare, ogni sera venivo
quassù a guardare le stelle. Era un modo come un altro per stare con te.
D’altronde il tuo potere viene da lì, dalle stelle.” le spiegò il ragazzo ricordando contro voglia il periodo in
cui era stato costretto da sua madre a tornare in Hong Kong per un periodo
indeterminato per delle faccende urgenti da sbrigare.



 Cercò la mano di Sakura e una volta trovata la
strinse nella propria quasi inconsapevolmente, come se quel gesto potesse
dargli forza.



Sakura ricambiò la stretta osservando
l’ombra che aveva oscurato gli occhi ambrati di
Shaoran. Alzò l’unica mano rimasta libera e gli accarezzò il volto con il
dorso, mentre lui riportava la sua attenzione su di lei, portandosi la mano
alle labbra e baciandone le dita. “Credevo che ti avrei perso. Credevo che ti
saresti innamorata di qualcun altro durante la mia assenza. Temevo di perderti
per sempre” confessò Shaoran stringendo ancora più forte ma dolcemente la mano
di Sakura



. La ragazza lo guardò dolcemente,
spostando la mano dalle sue labbra e portandola dietro la sua
nuca, abbracciandolo.



“E’ stato così anche per me, Shaoran. Anch’io temevo che ti saresti stancato di me, della nostra
relazione a distanza o che potessi incontrare una ragazza di Hong Kong e
innamorarti di lei. Ho passato esattamente tutto quello che hai passato tu.” concluse la castana alzando anche
lei lo sguardo al manto stellato.



 Un improvviso soffio di vento la fece
rabbrividire tra le braccia di Shaoran.



 Il ragazzo sorrise mentre lei arrossì.



 “Hai freddo, Sakura?” le chiese lui,
divertito.



Sakura annuì con le guance in fiamme e
si alzò in piedi stando attenta a non scivolare o cadere. Shaoran la osservò
alzarsi e fece passare un brivido di freddo per uno sbadiglio. La ragazza lo
notò comunque, e slegando il lenzuolo che aveva
arrotolato alla vita si sedette accanto a lui, coprendoli entrambi.



“Guarda che io non ho freddo.” le fece notare Shaoran coprendosi comunque con il lenzuolo.
Sakura gli sorrise avvicinandosi di più a lui e
posando il capo sulla sua spalla: le sembrava un sogno, lei e Shaoran avvolti
in quel morbido e profumato lenzuolo sul tetto ad ammirare le stelle. Shaoran
sorrise circondando la vita della sua ragazza.



“Mi sei mancata tanto in questi
giorni.” confessò Shaoran ad un certo punto.



Sakura non capì cosa volesse dire: ma
se erano stati sempre insieme da quando erano ad
arrivati ad Hong Kong! Alzò lo sguardo verso di lui e quando sentì vagare la
mano posata sulla vita scendere più in basso di quanto dovesse stare lo
rimproverò: “Shaoran! Smettila!!!”.



 Shaoran fece magicamente comparire sul suo
viso un sorriso di scusa. “Non è mica colpa mia se tua madre ci ha messo in due
stanze differenti!” si difese la ragazza sotto lo sguardo un po’ troppo lascivo
di lui.



Accidenti, voleva restare seria, invece
la situazione non faceva altro che divertirla! “Andiamo, e poi in camera mia ci
vieni comunque ogni notte!” continuò la ragazza
ricordando a Shaoran i motivi della sua misteriosa stanchezza mattutina.



 “ Mia madre è una donna
all’antica, secondo lei due persone possono dormire nello stesso letto
solo se sono sposate!” disse Shaoran osservando Sakura che si liberava dal suo
abbraccio e si abbassava per stendersi sul tetto.



 “Sakura, dai, è pericoloso stendersi quassù,
se qualche tegola scivolasse faremmo un…” ma il
ragazzo non finì di parlare osservando il sorriso che era comparso sul volto
della giovane… Che lei volesse…??? No, sicuramente era troppo stanco ed
iniziava ad avere delle allucinazioni, Sakura non avrebbe mai… “Shaoran, ho
tanto freddo… Puoi scaldarmi?” gli chiese Sakura guardandolo con un sorriso
malizioso e la voce terribilmente ingenua…



Si stese quasi automaticamente al suo
fianco abbassandosi per baciarla mentre con il
lenzuolo copriva meglio entrambi.



 Lei sorrise sulle labbra di
lui mentre diceva: “Sai, tua madre non approverebbe…”



Lui scese a baciarle il collo mentre rispondeva con la voce già affannata
dall’eccitazione    “Allora vorrà dire
che dovremmo sposarci…”



Sakura si irrigidì
e Shaoran, avvertendo il cambiamento della compagna, si fermò improvvisamente
guardandola negli occhi.



Sakura lo guardava con le sopracciglia
inarcate, sul suo volto non v’era più traccia di quel che
solo un attimo prima stava provando. “Ti… ti sei arrabbiata?” le chiese
Shaoran osservandola attento.



 “No, non mi sono arrabbiata. Spostati.” rispose Sakura brusca posando una mano sul petto di Shaoran
e spingendolo via da sé.



 Shaoran seguì il movimento della mano con
naturalezza e si stese al fianco di Sakura leggermente scosso: come avevano
fatto a passare da una situazione come quella, a una
litigata in meno di tre secondi?



Osservò il viso concentrato di Sakura:
a prima vista sembrava che stesse scrutando il cielo, ma
Shaoran sapeva che con la sua ragazza non c’era mai da rimanere alla prima
impressione.



Era arrabbiata, o almeno lo sembrava.



Decise che era meglio non toccarla in
quel momento, aveva imparato, spesso a sue spese, quanto la sua Cattura Carte potesse diventare manesca in certe occasioni. “Sakura?”
sussurrò lui lentamente. Non ottenne nessuna risposta.



“Ti prego amore mio, capisco di aver
sbagliato, ma dimmi dove almeno. Per favore.” Aggiunse
lui vedendo scomparire tutta la rabbia di poco prima e comparire un espressione di muto stupore, temendo di averla offesa.



Sakura si girò lentamente verso di lui.
“Come hai detto?” Shaoran non capì. “Come… come mi hai chiamata?”



Shaoran non capiva dove la ragazza volesse arrivare.



 “Sakura. Ti ho chiamata Sakura.” le rispose lui come se fosse ovvio.



 “No, non prima. Nell’ultima frase… tu… tu mi
hai chiamata… amore mio…”



Shaoran annuì ricominciando
impercettibilmente ad avvicinarsi a lei sentendo che era il momento giusto.



“ Sì. Ti ho chiamata
amore mio. Non vuoi?”



La ragazza scosse la testa abbassando
lo sguardo imbarazzata.



 “No, no! N… Non è questo. E’ che tu non mi
avevi mai chiamata così. E’ solo una cosa nuova.”



 Shaoran le sorrise ancora.
“Beh, dovrai abituarti, amore mio .”



Il volto di Sakura si
indurì ancora e Shaoran si dette mentalmente del deficiente.



Possibile che l’avesse fatta arrabbiare
ancora?



“Smettila” scandì debolmente la giovane
Kinomoto.



“Io non capisco, Sakura. Davvero. Che
cosa ho fatto adesso?” chiese Shaoran leggermente esasperato
e allo stesso tempo divertito da quella situazione.



“Parli con troppa leggerezza. Ora che
ti ho fatto notare che non mi hai mai chiamata amore mio,
non devi cominciare a chiamarmi sempre così. Non è una cosa che si dice
con leggerezza. Esattamente come prima, quando te ne sei uscito con il
matrimonio
.”



La ragazza fece una piccola pausa poi continuò mentre il viso sorpreso di Shaoran le dava il
coraggio di parlare.



“Prima hai detto quella frase. Quindi
tu mi sposeresti solo per poter fare l’amore con me senza che tua madre si metta in mezzo???
” Gli chiese ancora la Kinomoto dando sfogo alla sua rabbia.
Shaoran la guardò sorpreso.



 Quindi… era per quello che si era arrabbiata?



 Solo
per quello?



 “Sei una sciocca, Sakura Kinomoto”
concluse anche lui dando voce ai suoi pensieri e dimenticando tutto
l’imbarazzo.



 “Tu credi che se un giorno io dovessi sposarti, accadrebbe soltanto perché adoro fare
l’amore con te e non voglio che mia madre faccia una cosa tanto stupida come
metterci in due camere separate? Pensi questo? Io ti ho parlato di matrimonio perchè ti amo da impazzire, perché quando ti vedo con
qualcuno che non sono io muoio di gelosia, perché voglio passare tutta la mia
vita con te, perché voglio che essere parte del tuo mondo tanto quanto tu fai
parte del mio, perché voglio svegliarmi ogni giorno e vedere come prima cosa il
tuo sorriso e perchè voglio
che i miei figli abbiano i tuoi magnifici occhi verdi! Ecco perché! E nel caso tu te lo stia chiedendo, Signorina-Sakura-mi-offendo-per-un-no-nulla-Kinomoto,
è una proposta, questa!”



Quando Shaoran finì di
pronunciare/gridare queste parole arrossì di botto,
trattenendo il respiro: si poteva sapere quale Divinità della Fortuna gli aveva
dato il coraggio di dare voce ai pensieri che da ormai una settimana lo
torturavano?!



Dio, se pensava a tutte le prove che aveva fatto davanti allo specchio della sua camera per
cercare di dirle tutto nel modo più romantico possibile gli veniva da ridere.



Le aveva praticamente
urlato in faccia se voleva diventare sua moglie.



Sua moglie.



Non ebbe neppure il tempo di osservare
la sua reazione che se la ritrovò praticamente
addosso.



Allora provò a dire qualcosa, ma lei
imprigionò le sue labbra in un bacio infinito che esprimeva tutto l’amore e la
passione che provavano l’uno per l’altro.
Quando si separarono avevano entrambi il fiato mozzato
per la potenza del bacio e gli occhi incatenati gli uni negli altri.
“E’ un sì?” chiese Shaoran in un sussurro mentre
alzava nuovamente il capo per fare incontrare quelle labbra rosse e bollenti
con le proprie.



 “Sì, sì e poi sì. Desidero sposarti più di
qualsiasi cosa al mondo, Shaoran-kun. Desidero amarti
ed averti al mio fianco per sempre” Si baciarono ancora, le mani di Shaoran vagarono
fin sotto la maglietta di lei.



“Sai che c’è solo un modo per sposarci
a sedici anni?” chiese Shaoran mentre la privava della
maglietta e lei lo baciava divertita.



 La ragazza annuì mentre
lui la baciava nuovamente attendendo però la sua risposta. “Sì, Shaoran.” sussurrò lei con voce sensuale.



 “Dovrei aspettare un bambino tuo” disse lei
accarezzandogli i capelli intanto che lui le baciava il collo.



Ci furono solo altri due pensieri
coerenti quella sera: “Sai che Touya ci ucciderà,
vero?” “Per una volta non mi importa di nulla,
Shaoran. Desidero solo che tu mi ami, questa notte e per sempre”








     


                     





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