FanFiction Black Lagoon | Killers night di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Killers night

         

 

  

  

  

  

Killers night ●●●●○ (Letta 1101 volte)

di MarySaeba92 

3 capitoli (conclusa) - 3 commenti - 1 seguace - Vietata ai minori di 14 anni

    

 

Sezione:

Anime e MangaBlack Lagoon

Genere:

Azione - Erotico - Altro

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo Uno 

 


  

Uno schizzo di sangue le macchiò il viso perfettamente rilassato.
Tirò fuori dalla manica il fazzoletto in seta e si pulì la guancia, increspando le labbra rosse come quel sangue in un serafico sorriso.
Ripose i kukri larghi e sporchi di vermiglio liquido ancora umido nei foderi posizionati sulla schiena e gettò un'occhiata al suo operato.
Mani, braccia e gambe staccato da corpi dilaniati e inermi, le cue anime erano state barbaramente derubate dalle lame dell'assassina più affascinante e senza scrupoli del mondo.
Si avvicinò con passo felpato verso un uomo ancora respirante.
"Non sapevo tu ancola vivo, blutto pezzo di melda" soffiò, sfilando il kukri e puntandolo a due centimetri dalla sua gola. Si leccò le labbra. L'uomo tremava, grondante di sangue dalle narici.
"Oh, scusa. Folse sono stata tloppo volgale, ma celca di capilmi; mio lavolo è plendele disco blu con impoltanti infolmazioni e levalmi dai piedi. Pelò, sai...i miei clienti mi hanno detto che potevo diveltilmi un po'. Non so se tu capile me" spiegò, con un tono di voce così sexy da far fremere l'uomo gemente.
Questi sfiorò una pistola a poca distanza dalla sua mano.
"Put...tana..."
La scarpa della donna gli trafisse la mano. L'uomo urlò.
La donna sorrise, udendo un osseo scricchiolio. "Scommetto che tu hai quel disco. Dallo a me" Il tacco della sua scarpa roteava con inquietante lentezza.
"Ah...aaah..." Sudore e lacrime colavano dalla fronte e dagli occhi dell'uomo, mescolandosi col sangue quasi seccato.
Lo sguardo della donna venne catturato da qualcos'altro e, per un secondo, l'uomò osò sospirare di sollievo.
La donna sollevò un oggetto dalla tasca di un uomo già morto. "Oh, gualda. Lui aveva disco" disse rigirandolo nella mano.
"No...non puoi..."
Lei si rivolse nuovamente all'uomo. Lui la vide tirare fuori uno specchietto nero, aprirlo e passarsi sulle labbra il rossetto con un gesto rapido e deliberato.
"Fuh uh uh. Penso che tu pallato tloppo. La mia lama sta pulsando. Tu essele nel posto sbagliato al momento sbagliato"
Alzò la mano con il kukri e ci passò sopra la piccola lingua rosa.
Gli spacchi del suo abito permettevano la vista delle sue splendide gambe.
"Posso fale ciò che voglio"

Zoc

La testa dell'uomo rimbalzò sul suolo, in un lago di sangue.
La donna fece girare la lama nella mano, tenendola per il manico.
"Bene, me può andale ola"

Le campane della cappella segnavano le 02.33. Shen Hua fissò l'orologio del campanile per qualche istante.
"Sei una dannata puttana" ringhiò una voce soddisfatta, bassa e virile dietro di lei.
Shen Hua si voltò. "Mister Chang"
L'uomo si accese una sigaretta ed espirò a lungo. "Dentro quel palazzo non c'è nessun superstite, correggimi se sbaglio"
Parlava un perfetto taiwanese, Shen Hua fu contenta di non dover esprimersi in inglese, con la sua pronuncia imprecisa. "Mi sono solo sbizzarrita un po'. Devi ringraziare la Lagoon Company"
L'uomo si avvicinò e le sollevò un lembo del vestito.
"Sei una dannata puttana" ripeté sfiorando i kunai posti nella cinghia sulla sua coscia. Shen Hua prese la sua sigaretta fra indice e pollice, ed elegantemente la portò alla bocca. "Che ci vuoi fare. Lavoro è lavoro"
Mister Chang si riprese la sigaretta. "Perchè non parliamo in inglese? Mi fa impazzire il tuo difetto di pronuncia...Liso Flitto£
Lo sguardo di lei divenne cupo come il mare di notte. "Non ho ploblemi a mandalti all'altlo mondo, blutto bastaldo" ruggì, tutt'altro che dolce.
"Sei una gattina innocua, Shen Hua. Cosa contiene quel disco?" le chiese di nuovo in taiwanese. "Non mi interessa; mi è stato chiesto di consegnarglielo. Sapere cosa contiene non è affar mio"
Detto questo, tirò fuori un cellulare e digitò un numero.
"Plonto, Leigalch? Qui ho finito" storse il naso. "Che cazzo stai facendo, idiota?"
"Ehi, modera i termini, puttanella. Sto scopando con una bella troia, volevi che ti aspettassi buono buono mangiucchiando patatine fritte?!" tuonò lui.
Shen Hua roteò gli occhi al cielo. "Stiamo lavolando, potlei chiamalti in ogni momento e tu pensi a scopale?"
Alcuni gemiti volgari risuonarono dalla cornetta.
"Tu puoi divertirti squartando la gente e io non posso scopare?!"
"Vaffanculo"
Gli chiuse il telefono in faccia. Chang scoppiò a ridere. "Che cazzo hai da ridere?!" lo aggredì infuriata. "Su su...non ti arrabbiare. Non lo conosci il detto Facciamo l'amore e non la guerra?" "Dimmi piuttosto che cosa ci fai qui e levati dalle palle"
Chang tirò un paio di boccate. "Guarda che sei tu l'estranea, qui. In questa città io ho una delle mie basi operative. Io ci lavoro, qui" le rispose.
Shen Hua emise un sospiro seccato e gli voltò le spalle, cominciando ad allontanarsi.
"Dove vai?" "A trovare una stanza dove passare la notte" ribatté senza girarsi. "Perchè non vieni da me?"
Lei si fermò. "Se vuoi portarmi a letto, basta dirlo" "Non saprei. Non mi dispiacerebbe di certo andare a letto con te, Shen Hua" osservò senza sentimento, quasi con indifferenza. Lei sorrise e parlò in inglese: "Fammi stlada, Mistel Chang"

TO BE CONTINUED...

     


                     





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