FanFiction Inuyasha | Astri rinnegati di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  Astri rinnegati

         

 

  

  

  

  

Astri rinnegati ●●●●● (Letta 1115 volte)

di MarySaeba92 

10 capitoli (conclusa) - 36 commenti - 2 seguaci - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaInuyasha

Genere:

Avventura - Drammatico - Erotico - Romantico

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo Uno 

 


  

Barcolla. Si ferma, stanca.
Ansima un poco, s’appoggia al masso scuro.
La brezza muove i suoi ciuffi e pure i suoi pensieri.
Dai cespugli coglie alcune bacche. Le osserva, le scruta, le mangia.
Pure se fossero nocive, non le importerebbe. Non può morire, lei.
Gli alberi fanno ombra, i suoi occhi si chiudono, tenta di trovare una goccia di ristoro.
Ma solleva le palpebre, perché quel bagliore non se l’è immaginato.
Egli la guarda, dall’alto della sua nobile postura.
“Sacerdotessa pallida, cosa vai tentennando per i sentieri del mondo?”
Si specchia negli occhi di lui, blu, impenetrabili.

“Corpo defunto, se io tentenno e cincischio colla terra, per ora mia complice, e con l’arco, che utilizzo ancor prima di saper parlare, allora tu che brandisci quell’arma troppo pesante per cento guerrieri, quali intenzioni hai? Uccidermi non puoi, nemmeno se desideri.
E s’io ti scagliassi il mio dardo, a nulla varrebbe, poiché troppa forza ti dona la Sfera che ho protetto quand’ero in vita e avevo rosee le guance, sorridenti le iridi”

Mormora, guardandolo, come se volesse fargli capire. Che entrambi sono soli e che inutile è la lotta.
“Sei una santa o una peccatrice, Sacerdotessa?”
Il suo sorriso increspato.

“Ho avuto il peccato d’essermi fidata. Ho avuto la virtù d’essermi fidata”

Guarda il cielo, i merli gracchiano.
“Sacerdotessa. Dunque non ti fidi più?”
“Alberga in me la voglia di fidarmi. Di donare parole che non sappian di gelata indifferenza, ma di calda cortesia. Sei così diverso da me. E tu, tu ti fidi?”
“Forse, Sacerdotessa. Non ho certezze, nel mio sterile esistere. Uccidere è la mia gioia, la mia vergogna, il mio volere, il mio barlume. Come per te lo è l’arco.”

“Insane menti, le nostre. Agiamo perché siamo vuoti, miserabili astri che il cielo ha scartato e che il suolo rinnega

Lui l’ascolta di nuovo e niente aggiunge.
Se ne va.

Le palpebre calano ancora, la faretra sul prato, i sandali umidi dopo il pioggerellare notturno.

TO BE CONTINUED…

     


                     





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