FanFiction City Hunter | AZUSA, YOKO E YUKI IN: TI CONQUISTEREMO, RYO SAEBA!!! di MarySaeba92 | FanFiction Zone

 

  AZUSA, YOKO E YUKI IN: TI CONQUISTEREMO, RYO SAEBA!!!

         

 

  

  

  

  

AZUSA, YOKO E YUKI IN: TI CONQUISTEREMO, RYO SAEBA!!! ●●●●● (Letta 1720 volte)

di MarySaeba92 

12 capitoli (conclusa) - 72 commenti - 1 seguace - Per tutti

    

 

Sezione:

Anime e MangaCity Hunter

Genere:

Azione - Romantico - Umoristico - Altro

Annotazioni:

Nessuna

Protagonisti:

Non indicati

Coppie:

Non indicate

 

 

              

  


  

 Capitolo Uno 

Therry mi ha sfidata e io non ho potuto NON accettare...bene, signori, signorine, ragazzi e ragazzine, ecco a voi una nuovissima storia che tratterà di tre clienti che, almeno io, non sopporto per niente -_-: Azusa Goto, Yoko Makino, e (the best) Yuki Oik...


  

CAPITOLO UNO

La lunga e snella gamba fuoriuscì dal Taxi. L’orlo della gonna color confetto si sollevò quanto bastava per mostrare la coscia sensuale della donna. Scese dall’auto. Il tassista osservò con la coda dell’occhio le grazie della sua cliente. Accidenti…quella sì che era una ragazza…per lui, abituato all’ottanta per cento a dare passaggi a vecchiette mezze sorde e mamme in soprappeso con alle calcagna bambinetti urlanti e col moccio al naso, quello schianto di bambola era una vera rarità…che gioia, per i suoi poveri occhi, che registravano per la maggior parte delle volte il fumo ottenebrante dei camion rombanti e le città infestate dal traffico.
La donna afferrò il borsellino tempestato di pailettes e ne tirò fuori alcune banconote: “Ecco. Tenga il resto” affermò con quella voce sensuale e leggermente roca, tanto che il tassista tese la mano tremante per accettare i soldi. “G-grazie signorina”
Lei sorrise ironica. Il suo fascino aveva fatto centro nuovamente. Ma non era giunta a Shinjuku per intrattenere i suoi spasimanti con la bava alla bocca. A lei interessava un uomo. Uno solo. E l’avrebbe avuto. A tutti i costi.
Sistemò il cappotto di visone, mettendo poi una mano sul fianco appena pronunciato. Il ciuffo di capelli castani ricadeva sulla fronte liscia, mettendo in evidenza gli occhi nocciola, colmi di una soddisfazione senza eguali. Il sorrisino ammiccante mostrava ancora di più quanto fosse contenta del risultato. Il palazzo dai mattoni rossi. Era quello, allora. E lì accanto c’era la sua nuova casa.
Erano passati sei anni da quanto si era trasferita a Las Vegas, dove la sua carriera aveva fatto scintille, ma ora era giunto il momento di prendersi una piccola vacanza. Relativamente breve…dipendeva da quanto ci avrebbe impiegato per fare breccia nel suo cuore. E non c’erano dubbi che si sarebbe riuscita. Già lo aveva conquistato con la sua bellezza…non ci sarebbe voluto molto a conquistare anche il suo cuore. Ma questa volta non l’avrebbe rincorso. Avrebbe agito con cautela, pacatezza, eleganza…come una tigre in agguato di acchiappare la sua gazzella…e lei aveva intenzione di tirare fuori gli artigli, di graffiare chiunque avesse osato ostacolarla, di mordere chiunque avesse osato metterle i bastoni fra le ruote.
I tacchi delle sue decolletè risuonarono nell’altro del palazzo. Affittare quell’appartamento era stato un vero colpo di genio. Nessuno avrebbe potuto disturbarla. Ed era a pochi passi da quello che sarebbe diventato molto presto il Suo Uomo.

Le luci erano accese. Molto strano. Forse era l’amministratore.
Salì lentamente le scale, le scarpette da tennis sembravano farla volare. Non vedeva l’ora di aprire quella porta. La chiave era già pronta in mano. Aspettava solo di essere infilata nella toppa della serratura. La sua impazienza non le impedì comunque di avvertire due voci femminili provenire dall’appartamento. Forse si trattava dell’amministraTRICE con la sua segretaria. Scrollò le spalle. Non le importava più di tanto. L’unica cosa che in quel momento per lei era di massima rilevanza, era che finalmente l’avrebbe rivisto. E stavolta sarebbe riuscita a rimanere con lui per sempre. Non le sarebbe resistito. Ricordava ancora il suo viso così vicino, i suoi occhi così scuri e affascinanti…solo il pensiero la faceva fremere tutta. Come se una miriade di cavallette le avesse occupato lo stomaco. Dio…voleva vederlo! Le mancava così tanto…che le importava di andare in giro a studiare le carie di qualche anziano leone ammalato…in Giappone, o meglio, lì a Shinjuku, c’era un esemplare di sesso maschile infinitamente più interessante di un armadillo che non riusciva a mangiare lombrichi come doveva o un’echidna zoppa…
Aprì la porta in lucido ebano. Spalancò gli occhi. Chi diavolo erano quelle due?!?!?

“Vorrei proprio capire che diamine sta succedendo qui! Chi siete voi?” la voce stridula e sensuale della ragazza coi capelli neri divampò nel salotto.
“Oddio che casino…” sbuffò un’altra donna, gettando all’indietro la chioma castana, comoda sul divano in pelle color ocra, accavallando le gambe con eleganza.
Azusa Goto strabuzzò le palpebre dalle lunghe ciglia curvate. “Santi Numi…che cosa sta succedendo qui? Forse ho sbagliato appartamento…questo è il numero 11?!”
Yuki Oikawa l’osservò seccata: “Sì, dovrebbe essere la casa che io ho affittato!!”
Yoko Makino la guardò stranita, tamburellando le dita sul bracciolo del sofà: “Sta scherzando, vero?! Questo appartamento è mio!” “Vediamo di chiarirci…io l’ho comperato il 2 del mese scorso…” “E io il mese primo ancora!” Azusa scosse il capo, infilandosi fra le due: “Credo ci sia un equivoco…” Yuki strinse le mani in due pugni, quasi penetrandosi il palmo con le unghie: “Che perspicacia! È ovvio che c’è un equivoco…quindi, signorine, io vi pregherei di lasciare questa casa immediatamente se non volete che questo malinteso diventi ancora più ingarbugliato…”
Yoko si alzò di scatto, affrontando Yuki con superbia: “La smetta di dire sciocchezze, se c’è qualcuno che ha diritto di stare qui sono io!” Azusa sospirò. “Vorrei tanto sapere come si è creato tutto questo caos…” “L’Agenzia Immobiliare dev’essersi sbagliata! Che affronto! Io, la Principessa d’Arinamia, non ho nemmeno il diritto di abitare nel mio appartamento!”
Yoko e Azusa spalancarono gli occhi sorprese: “La Principessa d’Arinamia?!” L’ex croupier serrò le palpebre: “Ora che l’osservo meglio, mi rendo conto…ma certo, Yuki Oikawa!” “Lei dev’essere Azusa Goto, quella famosa animalista che era andata in Africa per due anni…come mai ha interrotto i suoi studi?” Azusa si riprese dalla perplessità e sollevò il capo con saccenza: “Non credo siano affari suoi!” “Vediamo di evitare i giri di parole, sono una alla quale piace venire subito al dunque: siete qui per incontrare City Hunter, vero?!” sentenziò Yoko guardando prima l’una poi l’altra. Una vampata di rossore riempì le guance di Azusa: “Io…io ero una sua cliente…” “Anche io lo ero” replicò Yuki. Yoko attorcigliò l’indice intorno a una ciocca ricciuta. “Sei anni fa aiutò anche me…io ero una croupier di successo e lui mi aiutò a ritrovare la mia libertà…me ne innamorai e…volevo vivere con lui…ma poi mi resi conto che non potevo immischiarmi nella sua vita…lui è uno sweeper…” “Quando io lo incontrai, gli finii col fondoschiena sulla faccia” espose Azusa senza esitare. Si beccò due occhiate stupitissime. “Che avete capito?!? Intendo che…stavo studiando il nido di una rondine e stavo cadendo dalla grondaia…gli chiesi di aiutarmi e inciampai sul suo viso…quando finì tutta la vicenda –che non racconto perché ci impiegherei troppo tempo e l’autrice si arrabbia- ero così innamorata…gli proposi di sposarmi e venire con me in Africa…ma come poteva lui seguirmi?”
Yuki osservò fuori dalla finestra: “Quando ero una sua cliente non sapevo ancora di essere una Principessa…mi ricordo ancora…quando ero stata ipnotizzata dal delinquente che voleva uccidermi per prendere il mio trono…finii nell’oceano…e quando stavo per esalare il mio ultimo respiro…scorsi lui che nuotava verso di me…e pose le sue labbra sulle mie per salvarmi la vita…poi mi prese in braccio…e in quel momento…non desideravo altro che essere stretta al suo petto…” sospirò sognante. Non si accorse che Azusa e Yoko erano quasi verdi d’invidia. “Be’, anche io stavo per essere baciata da lui…se solo non gli avessi tirato un cocktail addosso, ci sarebbe stato sicuramente un romanticissimo bacio…com’era bello quella sera…” Azusa stava quasi volando…
Yoko ribatté pronta: “Stava per imboscarsi in un bagno con me” “Che cosa?!?”
Yoko arrossì…be’, era una mezza verità… “Sì, insomma…stava per baciare anche me…ma io l’ho sfidato…solo se fosse riuscito a battermi mi avrebbe avuta…ma mi è sempre piaciuto, fin dalla prima volta che lo vidi”
Nella testa di Azusa si accese una lampadina… “RAGAZZE!!! HO UN’IDEA!!!”
Yuki e Yoko si misero pronte ad ascoltarla…Azusa spiegò cos’aveva in mente…
Si guardarono negli occhi maliziose e si strinsero le mani complici…quell’equivoco era capitato a fagiolo…

TO BE CONTINUED…

     


                     





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